/

 
del -
Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pubblicita'

Cultura

Le origini della Pasqua

La Pasqua cristiana

Il nome "Pasqua" deriva dal latino pascha e dall'ebraico pesah.
E' la massima festività della liturgia cristiana, perché celebra la passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.
Il fatto che il Signore decise di riportare in vita Gesù, ingiustamente ucciso, per i fedeli significa che Dio approvò le scelte di vita di Cristo.
Ossia l'aiuto ai poveri, la solidarietà, la fraternità e l'amore per gli altri, tanto da sacrificare la propria vita per questi ideali.

La datazione della Pasqua
Il Nuovo Testamento narra che Gesù fu crocifisso alla vigilia della Pasqua ebraica.
Nei primissimi tempi del cristianesimo, i cristiani di origine ebraica celebravano la Resurrezione di Cristo subito dopo la Pasqua ebraica, che veniva calcolata in base al calendario lunare babilonese e cadeva ogni anno in un diverso giorno.
I cristiani di origine pagana celebravano la Pasqua ogni domenica.
Nacquero così gravi controversie all'interno del mondo cristiano, che si risolsero nel 325 con il concilio di Nicea in cui si stabilì definitivamente che la Pasqua doveva essere celebrata da tutta la cristianità la prima domenica dopo la luna piena seguente l'equinozio di primavera. Inoltre nel 525 si stabilì che la data doveva trovarsi fra il 22 marzo e il 25 aprile.

La Pasqua ebraica
La Pasqua è una festa molto importante anche per gli ebrei.
Probabilmente alle sue origini era una festa pastorale praticata dalle popolazioni nomadi del Vicino Oriente.
Quando le tribù semite divennero più sedentarie si trasformò in una festa agricola, in cui si offrivano le primizie della mietitura dell'orzo, attraverso la cottura del pane azzimo.
Mosé diede un nuovo significato a questa festa, perché la fece coincidere con la fuga del popolo ebraico dall'Egitto.
Nel capitolo 12 dell'Esodo, Mosé ordina ad ogni famiglia, prima di abbandonare l'Egitto, di immolare un capo di bestiame piccolo (agnello, pecora o capra) senza difetto, di un anno di età, e di bagnare col suo sangue gli stipiti e il frontone delle porte delle case.
I membri delle famiglie consumarono il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronti per la partenza, che avvenne in quella stessa notte, dopo che l'angelo di Dio passò per uccidere tutti i primogeniti egiziani, risparmiando i primogeniti ebrei le cui abitazioni erano segnate col sangue.
Nel corso dei secoli, il rituale della Pasqua, pur sottoposto a variazioni e a modifiche, rimase sostanzialmente sempre uguale e la festa è tuttora celebrata da tutti gli Ebrei con la massima solennità e per la durata di sette giorni.
Fu nel corso di una celebrazione pasquale che Gesù Cristo, secondo la narrazione evangelica, istituì il sacramento dell'eucarestia.

La celebrazione della Pasqua oggi

La Pasqua cristiana, come viene festeggiata in Italia, è preceduta da un periodo di penitenza: si tratta della Quaresima, che dura 40 giorni e va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo, cioè il sabato prima di Pasqua.
Durante la Settimana Santa nei paesi cattolici si svolgono diversi riti che rievocano la Passione di Cristo: si benedicono le case, si consuma l'agnello pasquale, si distribuiscono uova e dolci a forma di colomba.
Un rito molto diffuso in Spagna e in diverse città italiane è quello della "Processione del Cristo Morto", che si svolge di solito il Venerdì Santo.
In molti paesi si effettuano due processioni in contemporanea: una con il Cristo morto, l'altra con la Vergine Addolorata.
Le processioni partono da due chiese diverse e si incontrano in un luogo preciso, in cui avviene ciò che viene chiamato "l'affrontata", ossia l'incontro di Maria con il figlio defunto.
La Pasqua viene celebrata anche attraverso la cucina: ogni regione ha le proprie ricette, come la torta pasqualina ligure o la pastiera napoletana.
Courtesy by : http://digilander.iol.it/viaconforti/pasqua/storia.htm


La festa di Pasqua

La festa di Pasqua, oltre alle radicate motivazioni religiose, è legata al primo risvegliarsi della natura.
Fin da origini lontanissime, addirittura pre-cristiane l'evento ha risonanze agresti e nasce come motivo di ringraziamento e di offerta delle primizie del campo e dell'orto.
Oggi, come allora, in molti paesi europei troviamo sulle tavole le spighe di grano tramutate in pane, le erbe, le uova e l'agnello.
Simboli caratteristici delle due religioni monoteiste per eccellenza: quella Cristiana e quella Ebraica.Da 3000 anni gli Ebrei e da 2000 i Cristiani celebrano due feste diverse, che si chiamano con lo stesso nome, e prevedono il consumo degli stessi cibi, sebbene con finalità diversissime.
Vediamo perché. L'agnello, per esempio è un obbligo religioso, da sempre.
La Pasqua cristiana deriva da quella ebraica, Pesah, che vuol dire passare oltre.
Per gli Ebrei, Pesah, significa l'uscita dall'Egitto. La loro Pasqua dura otto giorni, durante i quali ogni famiglia mangia agnello con erbe amare dopo avere cosparso con il suo sangue gli stipiti della porta di casa, a ricordo del gesto che aveva significato la salvezza dei loro primogeniti.
Anche i cristiani mangiano agnello, sebbene questo abbia un significato diverso: esso rappresenta il corpo innocente di Gesù crocifisso.
Gli Ebrei mangiano pane azzimo (non lievitato) e erbe amare (sempre in ricordo della fuga dall'Egitto).
Al pane e alle erbe amare si ispira anche la tradizione cattolica con le torte salate e le torte di verdura.
La più sontuosa era ed è ancora oggi la torta Pasqualina, di origine genovese. Una volta veniva fatta con 33 strati di sfoglia, uno per ogni anno di vita di Cristo.
Courtesy by : http://www.waycasa.net/root/tavola_occasioni_1227.html


Com'è la Pasqua oggi e come l'ha vissuta Gesù al suo tempo.


2007 - Anche Gesù, come ogni ebreo, durante la sua vita celebrò la festa di Pasqua secondo l'antico rito. In particolare il vangelo di Giovanni ricorda diverse celebrazioni della Pasqua intorno alle quali sembra si debba ricostruire tutta la struttura del Vangelo. L'ultima cena fa ricordo della Pasqua ebraica e Gesù, nei gesti e nelle parole, compie il rito pasquale.
La liberazione, già sperimentata in passato nell' Esodo dall' Egitto e in quelli successivi, e che è attesa per il futuro, è donata in Cristo Gesù.

Nell' ultima Cena, Gesù celebra il regno di Dio che sta venendo, spezza il pane e versa il vino, come fa ogni padre di famiglia ebreo, ma con la sua parola trasforma il pane nel suo corpo e il vino nel suo sangue che vengono dati e versati per noi. E' Gesù che si dona per la nostra salvezza infatti Paolo può esclamare "Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato".

L'evangelista Giovanni, a differenza degli altri, non attribuisce all'ultima cena alcun carattere pasquale, ma dice che la Pasqua si compie sulla croce, dove Gesù è "l'agnello a cui non viene spezzato alcun osso" e si compie l'Esodo definitivo "da questo mondo al Padre".

Nella Pasqua cristiana confluiscono le tre dimensioni della memoria, dell'annuncio e dell'attesa. Infatti l'evento della passione, morte e risurrezione di Gesù viene ricordato e attualizzato, nell'attesa della sua venuta definitiva, quando si manifesterà la vittoria del Cristo sulla morte nella nostra storia.


Cosa ricordava la Pasqua ebraica e come veniva celebrata.

Il termine Pasqua deriva dal verbo ebraico pasach (passare) e ricorda l'episodio del libro dell'Esodo in cui Dio passa oltre le case degli Ebrei e colpisce invece quelle degli Egiziani. In origine si pensa però che si riferisse al passare dei pastori nomadi dalla casa invernale ai pascoli primaverili.

Infatti anticamente la festa di Pasqua si riferiva alle tradizioni dei pastori nomadi che quando passavano dall'abitazione invernale ai pascoli dove poi sarebbero stati la primavera e l'estate operavano un rito propiziatorio, sacrificando un'agnello per invocare la fecondità del gregge e la possibilità di trovare pascoli prosperi.
Il fatto che ungessero i pali della tenda e gli stipiti delle porte serviva per tenere lontani gli spiriti del male.

In seguito all'episodio narrato dal libro dell'Esodo questo antico rito venne reinterpretato e divenne la memoria della liberazione del popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto.

Quando il popolo d'Israele si stabilisce nella terra di Canaan questa festa subisce l'influsso di un rito praticato dagli abitanti del luogo, durante il quale venivano mangiati pani azzimi (non lievitati) ad indicare l'inizio di un nuovo anno inagurato dal primo raccolto.

Le due feste in un primo momento vennero celebrate separatamente ma poi vennero fuse in un unica celebrazione.
Il pane azzimo divenne il pane dell'oppressione mangiato in Egitto, e divenne anche il simbolo della partenza improvvisa di Israele, senza che si potesse nemmeno lasciar lievitare il pane.
Il sangue sugli stipiti delle porte diviene il simbolo della salvezza degli Ebrei, accordatagli da Dio.
Le erbe amare con cui è condito l'agnello ricordavano l'amarezza della schiavitù. La festa di Pasqua mantenne anche una tradizione legata al nuovo raccolto, con l'offerta dei doni che era un rendimento di grazie da JHWH, Signore della terra e di ogni suo frutto.

Inizialmente questa festa aveva un carattere familiare, fu il re Giosia, con la sua riforma a renderla festa nazionale. Gli Ebrei si recavano a Gerusalemme in pellegrinaggio per la celebrazione del sacrificio dell'agnello, mentre in ogni famiglia si contiunava a celebrare il pasto dell'agnello con il racconto della liberazione dall' Egitto.




Pubblicita'
 
 

TURISMO R.D.

CARAIBI
Notizie sui caraibi