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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Cultura

Camicia Nera 28 ottobre 2010

Nata di certo tu sei in Toscana,
camicia nera.
Su per quei monti ove cadde Ferruccio
e s’aprono i valloni
dell’inferno di Dante,
Io ti vidi (e non eri
che un’umile camicia
da carbonai)
mirabilmente fresca
di recessi boschivi,
nativa e pura come quella gente
che vigilasulle alte fonti.
Tu mi rammenti l’Appennino bruno
i suoi crepuscoliprofondi e mitici.
Lassú ti vidi. E giá del tuo colore
si vestirono gli anni del riscatto,
la Giovine Italia e Mazzini.
Poi fosti manti di piú duro lavoro,
di utopie disperate.
Hai conosciuto il fumo
delle officine,
la febbre degli anarchici,
la lunga, eroisa, faticosa storia
di un popolo in esilio.
O Italia dispersa e proletaria,
non pensavi alla gueraa ed eri fatta
per ritrovarti in lei.
Nel tuo color di morte
si riconosce ormai
la fiera gioventú.
Ruggono al vento le Fiamme Nere.
E le Camicie Nere che s’avanzano
con violenza e voce d’uragano
hanne le insegne, il grido, il passo, l’ordine,
delle antiche legioni.
Quale cammino il tuo!
Da quando fosti consacrata,
camicia storica.
Ora sei la gloriosa
veste dell’Italia nuova.
Beato chi sia degno di portarti
a capo scoperto, lungo le vie soleggiate.

(Vincenzo Cardarelli)

Vincenzo Cardarelli

«
 Così la fanciullezza/ fa ruzzolare il mondo/ e il saggio non è che un fanciullo che si duole di essere cresciuto.  »

( da Adolescente nelle Poesie )

Biografia

Vincenzo Cardarelli, il cui vero nome era Nazareno Caldarelli, nacque a Corneto Tarquinia, un piccolo paese di provincia, dove suo padre (Antonio Romagnoli), marchigiano d'origine, gestiva il buffet della stazione ferroviaria e qui trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza.
Compì studi irregolari e formò la propria cultura da autodidatta. All'età di diciassette anni fuggì di casa e approdò a Roma dove, per vivere, fece i più svariati mestieri, fra i quali il correttore di bozze presso il quotidiano l'Avanti! . Su l'Avanti! , del quale divenne redattore, ebbe inizio, nel 1906, la sua carriera giornalistica.

Collaborò a Il Marzocco , La Voce , la rivista Lirica , Il Resto del Carlino e, dopo gli anni della Prima guerra mondiale che aveva trascorso tra la Toscana , il Veneto e la Lombardia , rientrò a Roma e insieme ad un gruppo di intellettuali fondò la rivista La Ronda attraverso la quale espresse il suo programma di restaurazione classica. Fu direttore della Fiera letteraria , insieme al drammaturgo forlivese Diego Fabbri .

La sua fama resta legata alle numerose poesie e prose autobiografiche di costume e di viaggio, raccolte in Prologhi (1916), Viaggi nel tempo (1920), Favole e memorie (1925), Il sole a picco (1929) romanzo con illustrazioni del pittore bolognese Giorgio Morandi , Il cielo sulle città (1939), Lettere non spedite (1946), Villa Tarantola (1948).

Fu un conversatore brillante ed un letterato polemico e severo, avendo vissuto una vita vagabonda, solitaria e di austera e scontrosa dignità. Suoi maestri sono stati Baudelaire , Nietzsche, Leopardi, Pascal , che lo hanno portato ad esprimere le proprie passioni con un senso razionale, senza troppe esaltazioni spirituali. La sua è una poesia descrittiva lineare, legata a ricordi passati di qualunque tipo, siano paesaggi animali persone e stati d'animo, che vengono espressi con un uso di un linguaggio discorsivo e nello stesso tempo impetuoso e profondo.

Onorificenze

Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana

—  Roma , 30 dicembre 1952 . Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri .