Tremonti
al Senato
La crisi dell' Italia è strutturale
ROMA,
4.10.05 - In Europa dove l' economia cresce poco e' chiaro
che anche in Italia suceda lo stesso. Negli anni '90 l'Italia
è entrata nell' euro ma non è riuscita ad
entrare nella competizione globale internazionale.
"L'euro
è stato straordinariamente positivo per la Repubblica
italiana perchè ha permesso di consolidare il debito
pubblico. E questo è un dato fondamentale. Dal
punto di vista della situazione economica non c' entra
nulla l'11 settembre con l'Italia e l'Europa".
In
questa situazione noi siamo riusciti a garantire la tenuta
sociale e la tenuta dei conti pubblici e abbiamo fatto
anche alcune riforme strutturali, la riforma delle pensioni
"considerata la migliore riforma d'Europa",
la riforma del lavoro, delle infrastrutture, dell'istruzione
e del diritto fallimentare.
LA
RICETTA PER USCIRE DALLA CRISI - "In Europa non
è più il tempo di garanzie e promesse, di
garantismo e del buonismo. È il tempo dell'impegno
e dei doveri. Non ci sono soluzioni buone per il passato,
servano soluzioni buone per il futuro" ha poi affermato
il ministro dell'Economia che ha spiegato in cinque punti
la strategia di intervento che dovrebbe adottare l'Europa
"partendo dal basso", cioè dalle esigenze
dell'economia: smettere di applicare regole unilaterali
(che non si applicano invece sui competitors esterni);
emettere titoli di debito pubblico europei per favorire
la riconversione; avviare una politica industriale europea;
promuovere l'attrazione di capitali esterni; spostare
il prelievo fiscale dalle persone alle cose.