Bankitalia,
Draghi nuovo governatore
Chi
è l'uomo destinato a diventare governatore
della Banca d' Italia Draghi: privatizzazioni
e la legge sull' opa Romano, 58 anni, è
considerato un «uomo del fare» pragmatico
e concreto. È stato a lungo direttore generale
del Tesoro
Direttore
generale del Tesoro per oltre dieci anni,
Mario Draghi è l' artefice delle grandi
privatizzazioni e l' autore della legge sull'
opa che porta il suo nome. Romano cinquantottenne,
è vice presidente di Goldman Sachs.
Se la maggioranza si è mostrata compatta
sulla sua candidatura, considerata autorevole
e di garanzia, anche l' opposizione ne apprezza
le qualitá. I ministri che per il centrosinistra
hanno occupato la poltrona di Via XX settembre,
il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi,
Giuliano Amato e Vincenzo Visco, hanno vissuto
proprio con lui la grande stagione delle principali
privatizzazioni effettuate dallo Stato. Entrambi
gli schieramenti politici lo considerano un «uomo
del fare», pragmatico e concreto. Fama che
si guadagnata fin dai tempi dell' universitá,
a Roma negli anni Settanta, nella veste di allievo
prediletto di Federico Caffè.
Borsista del Mediocredito, studia e insegna
nei migliori campus Usa e consegue un Ph.d in
Economics presso il Massachusetts Institute of
Tecnology (Mit). Poi inizia la stagione dell'
insegnamento all «Universitá di Firenze
dal 1981. Approda, negli anni Ottanta, nei corridoi
ministeriali nella veste di consigliere economico
del ministro del Tesoro Giovanni Goria,
che lo designa a rappresentare l' Italia negli
organi di gestione della Banca mondiale.
Sono queste le esperienze che lo rendono nel 1991
il candidato ideale per la poltrona di direttore
generale del Tesoro, allora incarico poco retribuito
e non troppo ambito. Per molti doveva essere una
tappa di passaggio in attesa di tempi migliori.
E invece Draghi riesce a trasformare quell' incarico
in una delle poltrone chiave per l' economia del
paese. Negli stessi anni è membro del Comitato
Monetario della Cee e del G-7 Deputies, nonchè
presidente del Comitato di Gestione Sace. Dal
'91 al '96 è nel Cda Imi e dal '93 presiede
il Comitato per le Privatizzazioni. Dal '94 al
'98 è presidente del G-10 Deputies.
Sempre con grande discrezione, assume il controllo
dell' industria e della finanza a partecipazione
pubblica in via di privatizzazione e le redini
della preparazione dei documenti di politica economica.
Passano i ministri e gli schieramenti, con i governi
Andreotti, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi,
D' Alema, ancora Amato e ancora Berlusconi, ma
per dieci anni «il Direttore» resta
al centro dell' economia e della finanza pubblica.
Anni di sfide difficili che, anche grazie alla
grande stagione delle privatizzazioni, da Eni
a Telecom da Imi a Comit e Bnl, cambiano il profilo
economico del Paese e lasciano in ereditá
al ministero di via XX settembre una forte struttura
tecnica e relazioni internazionali consolidate.
La centralitá di Draghi nel panorama economico
italiano è tale che finisce anche al centro
delle polemiche. È il caso della riunione
del «Britannia», con i principali
banchieri d' affari inglesi, a portarlo nel mirino
di chi lo accusa di voler svendere il patrimonio
nazionale. Ma a prevalere, ancora una volta, è
ruolo chiave che Draghi svolge guidando un momento
particolarmente difficile dell' Italia che, sulla
strada verso l' euro, vede la lira fuori dallo
Sme sotto la pressione di una finanza pubblica
alle corde. È ancora lui a condurre la
difficile trattativa per il rientro della moneta
nazionale, passaggio chiave per la successiva
ammissione all' euro.
Privatizzazioni ma non solo. Il nome di
Draghi si lega soprattutto al nuovo testo per
la Finanza, che passa alla storia, appunto, come
legge Draghi. Una legge che contiene le nuove
regole sull' opa, con l' obbligo di lanciarla
per chi acquista oltre il 30% di una societá
con un prezzo identico per i piccoli e grandi
azionisti, che consente al capitalismo italiano
di iniziare a confrontarsi con i mercati internazionali.
Una legge messa alla prova per la prima volta
nel 1999 con la scalata di Roberto Colaninno su
Telecom.
Una lunga stagione, quella di Draghi al ministero
del Tesoro, che si chiude nel 2001 quando il ministro
Tremonti chiama a sostituirlo Domenico Siniscalco.
Draghi lascia Via XX Settembre e torna ad insegnare
negli Stati Uniti. Nel 2002 l' ingresso in Goldman
Sachs a Londra di cui ben presto diviene vicepresidente
per l' Europa. Forse non a caso la Goldman Sachs
è l' unica banca internazionale che non
ha collocato obbligazioni Cirio e Parmalat.