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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Il presidente del Senato ha aperto il meeting di Comunione e liberazione
Pera: «Occidente in grave crisi morale»
«La colpa è del relativismo, per cui ogni cultura è uguale e non si può dire se una è superiore.
I relativisti scherzano col fuoco»

L' Occidente oggi è in grave crisi morale perché è la cultura dominante attualmente in Occidente a mettere in pericolo l' Occidente stesso. È l' opinione del presidente del Senato, Marcello Pera, intervenuto all' apertura del meeting di Comunione e liberazione a Rimini. «Fino a quanto si può relegare la religione nel privato, isolarla dalla politica, confinarla nella gabbia della soggettività?».

COLPA DEL RELATIVISMO - Sostiene Pera che è il «relativismo, la dottrina per la quale tutte le culture sono uguali, che non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell' altra», l' elemento più preoccupante in questo momento per l' Occidente. «I relativisti scherzano con il fuoco», ha affermato strappando l' applauso ai circa 4 mila presenti.

«C’ è ancora chi crede che la democrazia sia la faccia istituzionale del relativismo morale. Questo è un errore pericoloso. Una democrazia relativista è vuota, ci fa perdere identità collettiva e ci priva di qualunque senso obiettivo del bene. Provate a togliere qualche agio a questi intellettuali relativisti, provate ad approvare in modo democratico qualche misura che li riguardi (magari la riforma dell'università) e vedrete che passeranno agli strilli, ai girotondi e magari alla resistenza. Tanti laicisti, liberali, socialisti, comunisti e anche qualche cattolico cosiddetto 'adulto' hanno provato a dare un violento colpo di forbice ai valori: ora si accarezzano la guancia per lo schiaffo ricevuto al referendum».

«EUROPA, PERDUTO IL SENSO RELIGIOSO»

Secondo Pera l' Europa è il simbolo di questa crisi. «In Europa si evitano di menzionare nella Costituzione le radici giudaico-cristiane, si condanna un politico (Rocco Buttiglione), anche se si dichiara rispettoso della legge pubblica, perché sull' omosessualità afferma i suoi convincimenti morali cristiani. In Europa si perde il senso religioso dei nostri costumi e della nostra tradizione e si impedisce l' esibizione pubblica di simboli di identità religiosa: mi riferisco alla legge francese sul velo e alla sentenza della nostra Corte costituzionale sul crocifisso». «In Europa - prosegue Pera interrotto continuamente da applausi - rinasce l' antisemitismo e sono più le critiche allo Stato di Israele che gli atteggiamenti di comprensione; in Europa si approvano leggi che disgregano la famiglia e si mettono con arroganza e protervia al voto popolare i valori della persona e della vita (la legge spagnola sulle coppie omosessuali e il referendum italiano sulla fecondazione assistita)».

«MULTICULTURALISMO GENERA APARTHEID E TERRORISTI»

«In Europa si diffonde l' idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo come diritto di tutte le comunità, e non importa se genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione. In Europa si alzano le bandiere arcobaleno anche quando si è massacrati e si ritirano le truppe dal fronte della guerra contro il terrorismo anche quando il terrorismo fa vittime in casa nostra: il riferimento è alle marce della pace contro l' America e alla decisione spagnola sull' Iraq».

«PARTITO UNICO»

«Penso che il partito unico, premiership, primarie, neocentrismo e simili siano importanti e dovranno essere affrontate», ha detto Pera. «Ma dopo, non prima. Prima dobbiamo definire la nostra identità. Fissare in quale luogo vogliamo vivere, con chi e come».

«L' IMMIGRAZIONE CI FA DIVENTARE METICCI»

«In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all' immigrazione incontrollata e si diventa "meticci"». Per Pera è necessaria un’ alleanza seria e salda fra laici e credenti «per riaffermare e salvare la nostra identità occidentale, democratica e liberale perché contro di noi è stata dichiarata "una guerra santa"».

«Dobbiamo difendere l' Occidente», ha aggiunto Pera, «perché le nostre libertà e democrazia non sono questioni locali, ma riguardano l' essenza della natura umana. Dobbiamo accettare la sfida e fare la nostra parte».
21 agosto 2005