Il
presidente del Senato ha aperto il meeting di
Comunione e liberazione
Pera: «Occidente
in grave crisi morale»
«La colpa è del relativismo, per
cui ogni cultura è uguale e non si può
dire se una è superiore.
I relativisti scherzano col fuoco»
L'
Occidente oggi è in grave crisi morale
perché è la cultura dominante
attualmente in Occidente a mettere in pericolo
l' Occidente stesso. È l' opinione del
presidente del Senato, Marcello Pera,
intervenuto all' apertura del meeting di Comunione
e liberazione a Rimini. «Fino a quanto
si può relegare la religione nel privato,
isolarla dalla politica, confinarla nella gabbia
della soggettività?».
COLPA DEL RELATIVISMO - Sostiene Pera
che è il «relativismo, la dottrina
per la quale tutte le culture sono uguali, che
non si possono comparare e non si possono porre
su alcuna scala per giudicare se una è
meglio dell' altra», l' elemento più
preoccupante in questo momento per l' Occidente.
«I relativisti scherzano con il fuoco»,
ha affermato strappando l' applauso ai circa
4 mila presenti.
«C è ancora chi crede che
la democrazia sia la faccia istituzionale del
relativismo morale. Questo è un errore
pericoloso. Una democrazia relativista è
vuota, ci fa perdere identità collettiva
e ci priva di qualunque senso obiettivo del
bene. Provate a togliere qualche agio a questi
intellettuali relativisti, provate ad approvare
in modo democratico qualche misura che li riguardi
(magari la riforma dell'università) e
vedrete che passeranno agli strilli, ai girotondi
e magari alla resistenza. Tanti laicisti, liberali,
socialisti, comunisti e anche qualche cattolico
cosiddetto 'adulto' hanno provato a dare un
violento colpo di forbice ai valori: ora si
accarezzano la guancia per lo schiaffo ricevuto
al referendum».
«EUROPA, PERDUTO IL SENSO RELIGIOSO»
Secondo Pera l' Europa è il simbolo di
questa crisi. «In Europa si evitano di
menzionare nella Costituzione le radici giudaico-cristiane,
si condanna un politico (Rocco Buttiglione),
anche se si dichiara rispettoso della legge
pubblica, perché sull' omosessualità
afferma i suoi convincimenti morali cristiani.
In Europa si perde il senso religioso dei nostri
costumi e della nostra tradizione e si impedisce
l' esibizione pubblica di simboli di identità
religiosa: mi riferisco alla legge francese
sul velo e alla sentenza della nostra Corte
costituzionale sul crocifisso». «In
Europa - prosegue Pera interrotto continuamente
da applausi - rinasce l' antisemitismo e sono
più le critiche allo Stato di Israele
che gli atteggiamenti di comprensione; in Europa
si approvano leggi che disgregano la famiglia
e si mettono con arroganza e protervia al voto
popolare i valori della persona e della vita
(la legge spagnola sulle coppie omosessuali
e il referendum italiano sulla fecondazione
assistita)».
«MULTICULTURALISMO
GENERA APARTHEID E TERRORISTI»
«In Europa si diffonde l' idea relativistica
che tutte le culture hanno la stessa dignità
etica; si pratica il multiculturalismo come
diritto di tutte le comunità, e non importa
se genera apartheid, risentimenti e terroristi
di seconda generazione. In Europa si alzano
le bandiere arcobaleno anche quando si è
massacrati e si ritirano le truppe dal fronte
della guerra contro il terrorismo anche quando
il terrorismo fa vittime in casa nostra: il
riferimento è alle marce della pace contro
l' America e alla decisione spagnola sull' Iraq».
«PARTITO
UNICO»
«Penso che il partito unico, premiership,
primarie, neocentrismo e simili siano importanti
e dovranno essere affrontate», ha detto
Pera. «Ma dopo, non prima. Prima dobbiamo
definire la nostra identità. Fissare
in quale luogo vogliamo vivere, con chi e come».
«L'
IMMIGRAZIONE CI FA DIVENTARE METICCI»
«In Europa la popolazione diminuisce,
si apre la porta all' immigrazione incontrollata
e si diventa "meticci"». Per
Pera è necessaria un alleanza seria
e salda fra laici e credenti «per riaffermare
e salvare la nostra identità occidentale,
democratica e liberale perché contro
di noi è stata dichiarata "una guerra
santa"».
«Dobbiamo difendere l' Occidente»,
ha aggiunto Pera, «perché le nostre
libertà e democrazia non sono questioni
locali, ma riguardano l' essenza della natura
umana. Dobbiamo accettare la sfida e fare la
nostra parte».
21
agosto 2005