E
Calderoli attacca Prodi sui Pacs: "Ha quel
difetto lì?"
Bossi:
tranquilli, la devolution arriverà
Il ritorno del Senatùr a Venezia.
Ai militanti: "Il federalismo dobbiamo
ancora guadagnarcelo ma ce la faremo"
VENEZIA
- Nella "capitale della Padania" tira
vento e cade pioggia a catinelle, ma il maltempo
non raffredda i bollenti spiriti dei leghisti.
In una Venezia plumbea e fredda, sale sul palco
alle 14 in punto Umberto Bossi, che è
tornato in Laguna dopo un anno di assenza a
causa della malattia. Al Senatùr basta
poco per incendiare la folla intervenuta al
decennale della "Festa dei popoli padani".
"Siamo al federalismo. Abbiate pazienza,
la storia ci dice che sta arrivando il federalismo",
spiega nel suo breve intervento, indirizzato
ai "fratelli padani". "Ce la
faremo - ripete - ci mancano solamente due passaggi
per arrivare alla libertá". Poi,
con la voce rotta dalla commozione ripete la
parola libertà, per una decina di volte.
"Il federalismo dobbiamo ancora guadagnarcelo,
ma ci stiamo avvicinando al risultato e tutti
lo sentono".
REFERENDUM
EURO - Roberto Maroni chiede invece che
si tenga, prima delle politiche, un referendum
sull' euro. "Dobbiamo chiedere ai cittadini
se vogliono continuare ad essere spennati dall'
euro o se vogliono tornare alla moneta che c'
era prima dell' euro", argomenta il ministro
del Welfare. Che poi rivolge un messaggio agli
alleati: "Se c' è una cosa che noi
sappiamo è che se andiamo alle elezioni
da soli la Lega ci guadagna".
MARCIA SU BRUXELLES - Roberto Calderoli
dà invece appuntamento a Bruxelles il
10 dicembre prossimo, quando "il popolo
padano che lavora farà sentire la propria
voce". Ma la manifestazione anti-Ue non
è l' unica stoccata scagliata dal ministro
di rito celtico. "Il caro-euro? Tutta colpa
del monsignor Prodi. Vederlo in giro con il
camion giallo fa impressione, forse è
in onore della Cina". Le insinuazioni sul
Professore non finiscono qui. "Adesso Prodi
si sta interessando anche alle Pacs, alle coppie
di fatto, non avrà mica anche quel difetto
lì? Sarebbe troppo". Poi ribadisce
che la Lega si attende in tempi stretti un via
libera definitivo alla riforma federale: "Sulla
riforma costituzionale i patti si rispettano:
pacta servanda sunt, lo dico nella lingua preferita
a Roma, il latino, così lo capiscono".
A chi si riferisce è sottinteso.
TRICOLORE
E ISLAM - Il Guardasigilli Castelli evoca
poi Lepanto, ossia la guerra di civiltà,
l 'altro storico cavallo di battaglia del Carroccio.
"Noi non siamo contro l' Islam, è
l' Islam che è contro di noi, ci vogliono
cancellare". E poi polemizza con Lucia
Massarotto, che anche quest' anno ha esposto
il tricolore sulla finestra della sua casa affacciata
su riva degli Schiavoni: "Oggi signora
lei può esporre quella bandiera tranquillamente
proprio perché c' è la Lega. Se
domani vincerà la sinistra l' unica cosa
che potrà esporre sarà la bandiera
della mezzaluna".
18 settembre 2005