A
Reggio Calabria il «Devolution day»,
nuova polemica con i centristi
Primarie nella Cdl, si apre il confronto
Berlusconi: «Follini? Si fa male da
solo».
Il segretario Udc: io non parlo con lingua
biforcuta.
Fini: corro ma non contro il premier .
ROMA,
25.09.05- Era soltanto un' ipotesi, sostenuta
dall' Udc. Ma alla fine è possibile
che le primarie del centrodestra ci siano.
Perché forse Berlusconi capisce che
è un modo per riaffernare la propria
leadership senza discussione. E al Devolution
Day della Cdl, a Reggio Calabria, dice:
«Non temo né Fini né
Follini». Del resto il leader
di An, se correrà, dichiara fin da
ora di non farlo «contro» il
premier. Semmai il messaggio è diretto
all' Udc. E proprio con un nuovo botta e
riposta al vetriolo tra Berlusconi e Follini
si è aperta la giornata. Il premier,
appena arrivato a Reggio Calabria, non ha
rinunciato al bagno di folla e rivolto a
una sostenitrice che gli urlava di «far
fuori» il leader Udc, ha risposto:
«Si fa male da solo».
Davanti alla platea poi il premier ha ribadito:
«Affinché gli italiani ci diano
ancora fiducia alla Casa delle Libertà
c' è una sola discontinuità:
smettere di litigare ed essere uniti. C'
è un solo grande progetto che adesso
anche Fini condivide ed è
quello di unire tutti i moderati d' Italia
in una sola grande forza di democrazia e
libertá». Infatti dal leader
di Alleanza Nazionale è arrivato
al Devolution Day un segnale forte:: «Facciamo
pure le primarie - ha detto - ma dopo aver
governato per quattro anni, in qualità
di vicepremier, non me la sento di entrare
in competizione con il presidente del Consiglio».
Insomma, se ci saranno le primarie, Fini
probabilmente correrà. Ma pronto
ad arrivare dietro al premier senza problemi,
chiedendo soprattutto che subito dopo si
torni all' unità nel centrodestra.
Forte di questo annuncio, Berlusconi nel
pomeriggio ha passato la palla delle primarie
ai centristi: «Un partito della coalizione
ha avanzato la proposta delle primarie:
aspettiamo, come è logico che sia,
che da questo partito la proposta diventi
concreta e cioè che si stabilisca
come si intende organizzarle queste primarie
e naturalmente quanto costano».
LA
REPLICA DI FOLLINI
- Follini (che ha disertato la convention
della Casa delle Libertà, al suo
posto è andato il presidente del
gruppo dell' Udc al Senato, Francesco D'
Onofrio) in mattinata ha replicato a distanza
all' attacco del premier («Si fa male
da solo» aveva detto Berlusconi):
«Io parlo un linguaggio diretto e
vero, non parlo con lingua biforcuta. Qualche
asprezza a volte fa parte della verità».
Il leader centrista è tornato a insistere
sulla necessità di procedere alle
primarie, bocciando l' idea di una semplice
assemblea degli eletti: «Credo - ha
sottolineato Follini - che il problema sia
sentire gli elettori, non sentire gli eletti».
BOSSI:
PRIMARIE MEGLIO DEI LITIGI
- «Piuttosto che litigare è
meglio fare le Primarie», ha detto
Umberto Bossi arrivando alla Festa
della Lega Nord dell' Emilia-Romagna a Bologna.
Interpellato dai cronisti ha risposto che
il meccanismo delle Primarie «ha dei
vantaggi perchè comunque è
anche un modo per fare campagna elettorale».
E poi - ha aggiunto - «è un
meccanismo sicuramente democratico per aprire
i varchi dentro la Casa delle libertà».
Sull' eventuale candidato della Lega Nord
alle primarie del centrodestra «deciderà
il consiglio federale», ha aggiunto
il ministro per le riforme Roberto Calderoli
a margine di una festa della Lega Nord a
Torino. «Nessuno - ha aggiunto - ha
presentato un' idea su come saranno le primarie.
Quando si saprà quello che si dovrà
fare allora si valuterà. Le primarie
si faranno, anche se non sò come».
SUD
E RIFORME
- Intanto al Devolution Day sulla sfida
delle riforme per cambiare e unire l' Italia
proprio le riforme del centrodestra sono
il tema del confronto, anzi, dell' affermazione
di quanto fatto dal governo. Nella riforma
costituzionale proposta dalla maggioranza
«non vedo una sola cosa che possa
fare impensierire i cittadini del Sud»
dice Silvio Berlusconi. «È
una riforma necessaria, perché cambia
quella approvata con un pugno di voti nella
precedente legislatura, che aveva creato
grande confusione, assegnando alle Regioni
competenze in concorrenza con lo Stato».
Il presidente del Consiglio, dopo aver ricordato
che quella costituzionale è solo
una delle 24 «grandi riforme»
avviate dal governo, si è detto «sicuro
che gli italiani confermeranno la loro fiducia»
all' attuale maggioranza