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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

A Reggio Calabria il «Devolution day», nuova polemica con i centristi
Primarie nella Cdl, si apre il confronto Berlusconi: «Follini? Si fa male da solo».
Il segretario Udc: io non parlo con lingua biforcuta.
Fini: corro ma non contro il premier .

 

ROMA, 25.09.05- Era soltanto un' ipotesi, sostenuta dall' Udc. Ma alla fine è possibile che le primarie del centrodestra ci siano. Perché forse Berlusconi capisce che è un modo per riaffernare la propria leadership senza discussione. E al Devolution Day della Cdl, a Reggio Calabria, dice: «Non temo né Fini né Follini». Del resto il leader di An, se correrà, dichiara fin da ora di non farlo «contro» il premier. Semmai il messaggio è diretto all' Udc. E proprio con un nuovo botta e riposta al vetriolo tra Berlusconi e Follini si è aperta la giornata. Il premier, appena arrivato a Reggio Calabria, non ha rinunciato al bagno di folla e rivolto a una sostenitrice che gli urlava di «far fuori» il leader Udc, ha risposto: «Si fa male da solo».

Davanti alla platea poi il premier ha ribadito: «Affinché gli italiani ci diano ancora fiducia alla Casa delle Libertà c' è una sola discontinuità: smettere di litigare ed essere uniti. C' è un solo grande progetto che adesso anche Fini condivide ed è quello di unire tutti i moderati d' Italia in una sola grande forza di democrazia e libertá». Infatti dal leader di Alleanza Nazionale è arrivato al Devolution Day un segnale forte:: «Facciamo pure le primarie - ha detto - ma dopo aver governato per quattro anni, in qualità di vicepremier, non me la sento di entrare in competizione con il presidente del Consiglio». Insomma, se ci saranno le primarie, Fini probabilmente correrà. Ma pronto ad arrivare dietro al premier senza problemi, chiedendo soprattutto che subito dopo si torni all' unità nel centrodestra. Forte di questo annuncio, Berlusconi nel pomeriggio ha passato la palla delle primarie ai centristi: «Un partito della coalizione ha avanzato la proposta delle primarie: aspettiamo, come è logico che sia, che da questo partito la proposta diventi concreta e cioè che si stabilisca come si intende organizzarle queste primarie e naturalmente quanto costano».

LA REPLICA DI FOLLINI - Follini (che ha disertato la convention della Casa delle Libertà, al suo posto è andato il presidente del gruppo dell' Udc al Senato, Francesco D' Onofrio) in mattinata ha replicato a distanza all' attacco del premier («Si fa male da solo» aveva detto Berlusconi): «Io parlo un linguaggio diretto e vero, non parlo con lingua biforcuta. Qualche asprezza a volte fa parte della verità». Il leader centrista è tornato a insistere sulla necessità di procedere alle primarie, bocciando l' idea di una semplice assemblea degli eletti: «Credo - ha sottolineato Follini - che il problema sia sentire gli elettori, non sentire gli eletti».

BOSSI: PRIMARIE MEGLIO DEI LITIGI - «Piuttosto che litigare è meglio fare le Primarie», ha detto Umberto Bossi arrivando alla Festa della Lega Nord dell' Emilia-Romagna a Bologna. Interpellato dai cronisti ha risposto che il meccanismo delle Primarie «ha dei vantaggi perchè comunque è anche un modo per fare campagna elettorale». E poi - ha aggiunto - «è un meccanismo sicuramente democratico per aprire i varchi dentro la Casa delle libertà». Sull' eventuale candidato della Lega Nord alle primarie del centrodestra «deciderà il consiglio federale», ha aggiunto il ministro per le riforme Roberto Calderoli a margine di una festa della Lega Nord a Torino. «Nessuno - ha aggiunto - ha presentato un' idea su come saranno le primarie. Quando si saprà quello che si dovrà fare allora si valuterà. Le primarie si faranno, anche se non sò come».

SUD E RIFORME - Intanto al Devolution Day sulla sfida delle riforme per cambiare e unire l' Italia proprio le riforme del centrodestra sono il tema del confronto, anzi, dell' affermazione di quanto fatto dal governo. Nella riforma costituzionale proposta dalla maggioranza «non vedo una sola cosa che possa fare impensierire i cittadini del Sud» dice Silvio Berlusconi. «È una riforma necessaria, perché cambia quella approvata con un pugno di voti nella precedente legislatura, che aveva creato grande confusione, assegnando alle Regioni competenze in concorrenza con lo Stato». Il presidente del Consiglio, dopo aver ricordato che quella costituzionale è solo una delle 24 «grandi riforme» avviate dal governo, si è detto «sicuro che gli italiani confermeranno la loro fiducia» all' attuale maggioranza