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VOTO ALL’ ESTERO

Tremaglia risponde al Sottosegretario leghista Stefani "Chi chiede il rinvio delle elezioni all'estero compie un atto di follia incostituzionale"

ROMA - "Chi chiede il rinvio delle elezioni all' estero compie un atto di follia incostituzionale - dichiara il Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia, riferendosi alla proposta del Sottosegretario all' Ambiente e responsabile della Lega Nord per gli italiani all' estero Stefano Stefani . Tremaglia ricorda che "è la Costituzione a stabilire che dei 630 Deputati della Camera, 618 vengano eletti dagli elettori residenti in Italia e 12 dagli Italiani residenti all'estero; così come dei 315 Senatori elettivi, 309 vengano eletti in Italia e 6 dagli Italiani residenti all'estero", come risulta dagli articoli 48, 56 e 57 della Carta Costituzionale. "È impossibile quindi uno slittamento dell'esercizio di voto dei nostri connazionali all'estero. Per la realizzazione di questa assurda ipotesi occorrerebbe una modifica di carattere costituzionale". Il Ministro nega inoltre "nella maniera più decisa che esistano ancora ostacoli organizzativi per il voto dei nostri connazionali all'estero; quelli che esistevano sono stati rimossi o sono in via di risoluzione. Anche i nostri uffici consolari sono stati attrezzati e messi in condizione di fronteggiare i relativi adempimenti"
Se per ipotesi il Sottosegretario Stefano Stefani non facesse riferimento ad uno slittamento del voto dei nostri connazionali all'estero, bensì ad un rinvio dell'esercizio del diritto di voto da parte dei nostri connazionali oltre le XV legislatura - conclude Tremaglia -, sarebbe anch'esso un maldestro tentativo incostituzionale, che violerebbe l'ormai acclarato principio che i nostri connazionali all'estero possano e debbano esercitare il diritto di voto dalla loro residenza estera e per i loro candidati. È superfluo quindi ricordare che questi principi sono costituzionalmente sanciti dagli articoli 48, 56 e 57".