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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

BERLUSCONI MIRA ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA


Quest' uomo fa paura. Spaventa. E' incontentabile, inesauribile, ineguagliabile. Ha la forza di mille leoni e di cento uragani.

Lo aveva già dimostrato durante tutto il suo percorso da imprenditore. Il primo, con Mediaset, a mettersi contro "mamma Rai", contro la televisione di Stato! Impensabile per chiunque in quel periodo, inimmaginabile per tutti. Tranne per lui.

Silvio Berlusconi è il sogno americano in Italia. Tenace, testardo, non è mai caduto e se l' ha fatto, si è saputo rialzare sempre più forte di prima.

La legge elettorale? Approvata a Montecitorio con 323 voti favorevoli, e 6 contrari. Uno schiacciasassi su tutto il centrosinistra, distrutto, battuto, deluso e sicuramente preoccupato.

Silvio esulta! Raggiante abbraccia Gianfranco Fini alla sua destra, e poi uno per uno tutti i suoi compagni che erano con lui ai banchi di governo.

Ora che ha il cammino ben spianato verso la vittoria, non ha paura di essere molto esplicito quando afferma che "con la nuova legge elettorale il premier finisce per contare di meno, perchè è naturale che dove i partiti sono più forti il presidente del Consiglio ha minore margine di manovra. Ma io voglio chiudere in bellezza l' ultimo capitolo della mia avventura politica. E se vinciamo è questo Parlamento che elegge il presidente della Repubblica...".

Al Cavaliere, si sa, piace comandare e quindi è naturale per lui pensare alla massima carica dello Stato, alla quale sono sicuro verranno dati più poteri. Fino ad arrivare all' elezione diretta del presidente da parte dei cittadini, una cosa che a me, personalmente, piace moltissimo.

Fini potrebbe andare benissimo a Palazzo Chigi, mentre a Casini andrebbe il partito.

Ieri Berlusconi non poteva nascondere la sua euforia, anche quando si è rivolto a un suo ex collaboratore di Publitalia ora deputato forzista (uno dei pochi che si rivolge a lui chiamandolo ancora "dottore" ) e ha esclamato "Dai ragazzi, che gli facciamo il c...! ", e ha subito dopo aggiunto "Dobbiamo ritrovare lo spirito che ci fece scendere in campo uniti nel ' 94. Ci vuole una squadra grande di cuore e povera di avarizia." Grandi parole.

I suoi alleati hanno saputo interpretare l' esortazione del loro leader alla perfezione.

Ora la strada sembra essere un po più in discesa....



Ricky Filosa