BERLUSCONI
MIRA ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
Quest' uomo fa paura. Spaventa. E' incontentabile,
inesauribile, ineguagliabile. Ha la forza di
mille leoni e di cento uragani.
Lo aveva già dimostrato durante tutto
il suo percorso da imprenditore. Il primo, con
Mediaset, a mettersi contro "mamma Rai",
contro la televisione di Stato! Impensabile
per chiunque in quel periodo, inimmaginabile
per tutti. Tranne per lui.
Silvio Berlusconi è il sogno americano
in Italia. Tenace, testardo, non è mai
caduto e se l' ha fatto, si è saputo
rialzare sempre più forte di prima.
La legge elettorale? Approvata a Montecitorio
con 323 voti favorevoli, e 6 contrari. Uno schiacciasassi
su tutto il centrosinistra, distrutto, battuto,
deluso e sicuramente preoccupato.
Silvio esulta! Raggiante abbraccia Gianfranco
Fini alla sua destra, e poi uno per uno tutti
i suoi compagni che erano con lui ai banchi
di governo.
Ora che ha il cammino ben spianato verso la
vittoria, non ha paura di essere molto esplicito
quando afferma che "con la nuova legge
elettorale il premier finisce per contare di
meno, perchè è naturale che dove
i partiti sono più forti il presidente
del Consiglio ha minore margine di manovra.
Ma io voglio chiudere in bellezza l' ultimo
capitolo della mia avventura politica. E se
vinciamo è questo Parlamento che elegge
il presidente della Repubblica...".
Al Cavaliere, si sa, piace comandare e quindi
è naturale per lui pensare alla massima
carica dello Stato, alla quale sono sicuro verranno
dati più poteri. Fino ad arrivare all'
elezione diretta del presidente da parte dei
cittadini, una cosa che a me, personalmente,
piace moltissimo.
Fini potrebbe andare benissimo a Palazzo Chigi,
mentre a Casini andrebbe il partito.
Ieri Berlusconi non poteva nascondere la sua
euforia, anche quando si è rivolto a
un suo ex collaboratore di Publitalia ora deputato
forzista (uno dei pochi che si rivolge a lui
chiamandolo ancora "dottore" ) e ha
esclamato "Dai ragazzi, che gli facciamo
il c...! ", e ha subito dopo aggiunto "Dobbiamo
ritrovare lo spirito che ci fece scendere in
campo uniti nel ' 94. Ci vuole una squadra grande
di cuore e povera di avarizia." Grandi
parole.
I suoi alleati hanno saputo interpretare l'
esortazione del loro leader alla perfezione.
Ora la strada sembra essere un po più
in discesa....
Ricky Filosa