Devolution,
il secondo sì per 10 voti
La riforma va al Senato
Bossi: grazie Cdl.
Prodi: il referendum la cancellerà
Udc: Follini e Tabacci astenuti.
L' Unione vota contro e rinvia la battaglia
alla consultazione popolare.
Lega in festa.
Il
commento del leader della Lega Nord Bossi: «Grazie
Cdl, l'Italia sta cambiando» Striscioni in aula
per lui che non poteva essere presente.
MILANO,20.10.2005 - Le voci della vigilia avevano accreditato
una sua presenza alla Camera (come ospite: ora è
eurodeputato). Maroni preannunciava una «bella
sorpresa». Ma le voci sono state smentite: Umberto
Bossi non era presente al secondo voto a Montecitorio
che ha dato il via libera (parziale, in attesa del voto
al Senato) alla riforma della Costituzione, vero obiettivo
Così i leghisti in aula gli hanno tributato il
loro omaggio con tanto di striscioni. E il leader della
Lega ha diffuso una dichiarazione di ringraziamento alla
maggioranza, ovvero un messaggio diretto a Berlusconi,
che per Bossi (lo ha ripetuto più volte) è
l' artefice del mantenimento ddel patto con la Lega: «Grazie
Cdl - dice Bossi - sta cambiando il Paese: è
questo il titolo di giornale che io farei per commentare
quello che è accaduto» con l'approvazione
alla Camera della riforma della Costituzione che inserisce
la devoluzione.
«Sono molto contento, vuol dire che li abbiamo convinti,
che sono diventati un po' federalisti», ha proseguito
Bossi. «Questo è un Paese che finalmente
diventa federalista. Sono soddisfatto dei miei alleati:
Berlusconi è perfino rimasto a casa invece di andare
in Giappone. C 'è voluta una grande pazienza e
tanta fiducia. Fiducia che alla fine le idee buone avrebbero
convinto».
«Fanno fare un
passo indietro al Paese, il popolo lo correggerà»
«Devolution, la Cdl corre verso il baratro»
Prodi incontra i deputati del centrosinistra e attacca
la maggioranza che vara la riforma costituzionale
ROMA,20.10.2005 - La Costituzione è in pericolo
perché la Cdl ha assestato «il colpo definitivo»
con il nuovo voto alla Camera della riforma che contiene
anche la devolution. Ne è convinto il leader dell'
Unione, Romano Prodi, che prima dell' inizio dei lavori
parlamentari ha incontrato a Montecitorio i deputati del
centrosinistra. L' Unione ha deciso che non parteciperà
al voto sul provvedimento, ma sulle nuove norme costituzionali
- che definiscono non solo il passaggio di alcune competenze
in via esclusiva alle regioni, ma che aumentano i poteri
del presidente del Consiglio trasformando la forma di
governo in un premierato di fatto - l' opposizione è
decisa a dare battaglia nei prossimi mesi. Anche perché,
non essendo possibile raggiungere un consenso pari ai
due terzi dei parlamentari, la riforma, prima di entrare
in vigore, dovrà superare il giudizio degli elettori
con un referendum confermativo che l' Unione si è
già impegnata a convocare.
«VITTORIA DELLA LEGA» - «La maggioranza
- dice ancora Prodi - corre verso il baratro della devolution
e assegna la vittoria al movimento più separatista
e anti-italiano, cioè la Lega Nord». La quale,
aggiunge il Professore, «è riuscita a imporre
a tutti un disegno che gli italiani non vogliono, non
sentono come proprio, e di cui non comprendono il senso».
Per questo, di fronte a quello che viene definito come
un «grande passo indietro del Paese», Prodi
si appella al «popolo italiano intero», il
solo che «potrà rimediare a questa tragedia
con il referendum».
LA "DISPAR"-CONDICIO - Il candidato premier
del centrosinistra affronta anche il tema della par condicio,
ovvero della legge che stabilisce le norme per la campagna
elettorale e che Silvio Berlusconi vorrebbe cambiare introducendo
la libertà di fare spot televisivi nel mese che
precede le elezioni, possibilità oggi vietata.
«Lui - commenta Prodi - non vuole mai essere pari.
Lui vuole la "dispar"- condicio».