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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Devolution, il secondo sì per 10 voti
La riforma va al Senato
Bossi: grazie Cdl.

Prodi: il referendum la cancellerà
Udc: Follini e Tabacci astenuti.
L' Unione vota contro e rinvia la battaglia alla consultazione popolare.
Lega in festa.

Il commento del leader della Lega Nord Bossi: «Grazie Cdl, l'Italia sta cambiando» Striscioni in aula per lui che non poteva essere presente.


MILANO,20.10.2005 - Le voci della vigilia avevano accreditato una sua presenza alla Camera (come ospite: ora è eurodeputato). Maroni preannunciava una «bella sorpresa». Ma le voci sono state smentite: Umberto Bossi non era presente al secondo voto a Montecitorio che ha dato il via libera (parziale, in attesa del voto al Senato) alla riforma della Costituzione, vero obiettivo

Così i leghisti in aula gli hanno tributato il loro omaggio con tanto di striscioni. E il leader della Lega ha diffuso una dichiarazione di ringraziamento alla maggioranza, ovvero un messaggio diretto a Berlusconi, che per Bossi (lo ha ripetuto più volte) è l' artefice del mantenimento ddel patto con la Lega: «Grazie Cdl - dice Bossi - sta cambiando il Paese: è questo il titolo di giornale che io farei per commentare quello che è accaduto» con l'approvazione alla Camera della riforma della Costituzione che inserisce la devoluzione.
«Sono molto contento, vuol dire che li abbiamo convinti, che sono diventati un po' federalisti», ha proseguito Bossi. «Questo è un Paese che finalmente diventa federalista. Sono soddisfatto dei miei alleati: Berlusconi è perfino rimasto a casa invece di andare in Giappone. C 'è voluta una grande pazienza e tanta fiducia. Fiducia che alla fine le idee buone avrebbero convinto».

«Fanno fare un passo indietro al Paese, il popolo lo correggerà»
«Devolution, la Cdl corre verso il baratro»
Prodi incontra i deputati del centrosinistra e attacca la maggioranza che vara la riforma costituzionale



ROMA,20.10.2005 - La Costituzione è in pericolo perché la Cdl ha assestato «il colpo definitivo» con il nuovo voto alla Camera della riforma che contiene anche la devolution. Ne è convinto il leader dell' Unione, Romano Prodi, che prima dell' inizio dei lavori parlamentari ha incontrato a Montecitorio i deputati del centrosinistra. L' Unione ha deciso che non parteciperà al voto sul provvedimento, ma sulle nuove norme costituzionali - che definiscono non solo il passaggio di alcune competenze in via esclusiva alle regioni, ma che aumentano i poteri del presidente del Consiglio trasformando la forma di governo in un premierato di fatto - l' opposizione è decisa a dare battaglia nei prossimi mesi. Anche perché, non essendo possibile raggiungere un consenso pari ai due terzi dei parlamentari, la riforma, prima di entrare in vigore, dovrà superare il giudizio degli elettori con un referendum confermativo che l' Unione si è già impegnata a convocare.

«VITTORIA DELLA LEGA» - «La maggioranza - dice ancora Prodi - corre verso il baratro della devolution e assegna la vittoria al movimento più separatista e anti-italiano, cioè la Lega Nord». La quale, aggiunge il Professore, «è riuscita a imporre a tutti un disegno che gli italiani non vogliono, non sentono come proprio, e di cui non comprendono il senso». Per questo, di fronte a quello che viene definito come un «grande passo indietro del Paese», Prodi si appella al «popolo italiano intero», il solo che «potrà rimediare a questa tragedia con il referendum».

LA "DISPAR"-CONDICIO - Il candidato premier del centrosinistra affronta anche il tema della par condicio, ovvero della legge che stabilisce le norme per la campagna elettorale e che Silvio Berlusconi vorrebbe cambiare introducendo la libertà di fare spot televisivi nel mese che precede le elezioni, possibilità oggi vietata. «Lui - commenta Prodi - non vuole mai essere pari. Lui vuole la "dispar"- condicio».