Meno
Deputati e Senato delle Regioni. Ecco come sara'
l' Italia federalista.
Con
la riforma costituzionale, lo Stato continuerà
ad avere prerogative generali su sicurezza scuola
e sanità. Per approfondire largomento,
ti consigliamo la lettura di questo documento pubblicato
da "Il Giornale" del 21 ottobre 2005..
(ricerca a cura di Ermanno Filosa)
"Cos'è
la riforma costituzionale?
È
la riforma consentita dallart. 138 della Costituzione,
il quale chiede che una legge costituzionale sia
approvata due volte, da entrambe le Camere. Camera
e Senato avevano già approvato il disegno
di legge di riforma in prima lettura. Ieri, la Camera
ha approvato il testo in seconda lettura. Adesso
spetterà al Senato procedere alla quarta
e definitiva approvazione, cui seguirà la
pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale.La
riforma entrerà in vigore in tre tappe entro
il 2016 e comincerà a trovare applicazione
subito dopo il referendum che si svolgerà
nellautunno 2006.
Quanto
costerà la riforma federalista?
La
riforma appena approvata è quella istituzionale,
distinta dalla più generale riforma fiscale
che ancora deve essere completata. La logica di
base è che la riduzione dei compiti dello
Stato centrale libererà risorse a favore
delle Regioni, che saranno però responsabili
del loro uso. Il federalismo istituzionale non implica
un aumento delle imposte, ma una loro redistribuzione.
In ogni caso, vale il principio della solidarietà
interregionale, tanto più che certi progetti
non possono che essere tra Regioni (autostrade,
acquedotti, dighe, centrali elettriche, in generale
le grandi opere). E in questi casi che scatta
il principio dellinteresse nazionale.
Come
cambiano la forma di Stato e la forma di governo?
La
riforma costituzionale inciderà profondamente
sulla forma di Stato, con il passaggio allo Stato
federale (devoluzione), e sulla forma di governo,
con il rafforzamento dei poteri del governo e del
premier (premierato). Si tratta di una riforma organica
che corregge gli squilibri creati dalla parziale
riforma del Titolo V della Costituzione approvata
dal centrosinistra alla fine della scorsa legislatura
e che ha moltiplicato i conflitti tra Stato e Regioni
sui quali decide la Corte costituzionale.
A
quali esigenze storiche risponde la riforma?
Il
passaggio al federalismo è una necessità
conseguente alla globalizzazione, alla fine della
Guerra fredda, allavanzamento del processo
di integrazione europea che ha ridotto i poteri
dello Stato centrale e ha valorizzato le strutture
territoriali allinterno degli Stati. Laumento
dei poteri del governo era una esigenza già
affrontata dai precedenti tentativi di riforma costituzionale
con la Commissione Bozzi (1983), con la Commissione
De Mita-Iotti (1993) e con la Commissione bicamerale
presieduta da DAlema (1997). Con questa riforma,
le istituzioni italiane saranno ora più simili
a quelle dei Paesi democratici più avanzati.
Quali
campi ha toccato la riforma?
La
riforma di 55 articoli della Costituzione riguardano
principalmente la devoluzione, la fine del bicameralismo
perfetto, il premierato, modifiche alle funzioni
del capo dello Stato, il nuovo meccanismo di elezione
della Corte costituzionale.
Cos'
è la devoluzione?
"Devoluzione»
significa che alle Regioni è attribuita una
competenza legislativa esclusiva sulle materie che
queste possono gestire meglio dal punto di vista
organizzativo e finanziario. Le Regioni quindi emaneranno
leggi relativamente a sanità, scuola e polizia
amministrativa e locale, tenendo in considerazione
le necessità della gente che riceve materialmente
tali servizi.
Come
è stato il federalismo del centrosinistra?
Il
federalismo del centrosinistra, approvato pochi
giorni prima della fine della scorsa legislatura,
ha generato un sovraccarico di competenze agli enti
locali, senza unadeguata copertura finanziaria,
e una accresciuta conflittualità tra Stato
e Regioni. I dissesti causati da questa riforma
zoppicante hanno fatto aumentare la spesa locale
del 2-4% e quindi anche la pressione fiscale locale.
Come
è la devoluzione del centrodestra?
La
devoluzione approvata dalla Casa delle libertà,
precisando il numero delle competenze delle Regioni,
limita la duplicazione dei costi tra Stato ed enti
locali, garantendo una maggiore trasparenza e una
gestione più coerente del denaro pubblico.
Il principio di sussidiarietà, inoltre, evita
i contenziosi e quindi fa risparmiare tempo e denaro.
Perché
la devoluzione?
Per
riparare i guasti della precedente riforma, garantendo
un assetto federale moderno e solidale. Moderno,
perché il modello federale promuove una migliore
gestione organizzativa e finanziaria, come dimostrano
tutti i paesi a struttura federale, che vantano
uno sviluppo e una crescita più solidi. Solidale,
perché il trasferimento del potere decisionale
ai livelli più bassi fa sì che nelle
materie legate alle specificità territoriali
siano a legiferare le istituzioni più vicine
ai cittadini.
La
devoluzione mette in pericolo lunità
nazionale?
La
riforma tutela lunità nazionale garantendo
al governo il potere di bloccare le leggi regionali
che ritiene vadano contro linteresse nazionale.
Lunità nazionale esce rafforzata dal
riconoscimento delle identità regionali quali
componenti complementari e fondanti dello Stato
nazionale. Nella Costituzione attualmente in vigore
non è presente il concetto di ¬interesse
nazionale», che nella nuova formulazione appare
per ben tre volte.
La
devoluzione può discriminare le prestazioni
tra residenti di diverse Regioni fino a impedire
che un cittadino non possa curarsi fuori dalla propria?
No,
perchè in questo caso entrerebbero in gioco
i diritti fondamentali dei cittadini e la prerogativa
dello Stato nellassicurare la prevalenza dellinteresse
nazionale. Lo Stato continuerà ad assicurare
la salute per tutti, come dice la Costituzione.
Le Regioni potranno legiferare in maniera esclusiva
sullorganizzazione ospedaliera e sullassistenza
sanitaria. Autonomia non significa anarchia ma gestione
più razionale del sistema sanitario locale.
Secondo il Censis, il 56,3% degli italiani si dichiara
a favore di una sanità regionalizzata che
potrà essere più attenta ad esigenze
locali.
Ci
saranno 20 programmi scolastici per 20 regioni?
No.
Lo Stato assicura lomogeneità degli
studi, mentre le Regioni avranno competenza legislativa
sull'organizzazione degli istituti scolastici in
base alle esigenze della popolazione del territorio.
La scuola sarà più attenta alla cultura
regionale che forma il patrimonio straordinario
dellItalia, integrando - e non sostituendo
- i programmi nazionali con moduli di insegnamento
specifici, preservando in questo modo la lingua
e le tradizioni delle singole Regioni.
Perché
lautonomia sulla polizia amministrativa?
La
riforma non mette in discussione la competenza statale
sulla pubblica sicurezza, ma la integra introducendo
il concetto di sicurezza urbana e di sicurezza del
territorio. Allagente di polizia locale, al
vigile urbano, non verrà assegnato solo il
compito di elevare multe, ma potrà partecipare
pienamente a garantire la sicurezza dei cittadini,
dando risposte immediate soprattutto in Regioni
con alto tasso di criminalità o di criminalità
organizzata.
L'
Italia spaccata a metà?
Secondo
la sinistra, la devoluzione acuirà il divario
economico e sociale tra Nord e Sud, lasciando a
se stesse le regioni svantaggiate. Mentre fino ad
oggi lo Stato centrale non è riuscito a colmare
questo divario, la devoluzione sarà la risposta
adeguata e innovativa. Essa infatti significa autogoverno,
capacità di gestire autonomamente e con cognizione
di causa il territorio, restituendo al Sud pari
dignità e responsabilizzando direttamente
i suoi dirigenti.
Come
viene modificato il processo legislativo?
Liter
delle leggi sarà diverso a seconda delle
materie trattate. Per la materie riservate alla
competenza esclusiva dello Stato, la Camera discute
e approva le leggi. Il Senato ha 30 giorni di tempo
per proporre modifiche. Sarà comunque la
Camera a decidere in via definitiva. Per le ¬materie
concorrenti», di competenza sia dello Stato
centrale sia delle Regioni, la competenza legislativa
primaria spetta al Senato che discute e approva
le leggi. Per le materie di competenza esclusiva
delle Regioni, saranno queste a discutere e approvare
le leggi. Se il governo ritiene che una legge pregiudichi
linteresse nazionale, può bloccarla.
Deciderà poi il Parlamento in seduta comune.
In
che cosa consiste il premierato?
Si
rafforzano la legittimazione popolare e i poteri
del primo ministro, nonché il bipolarismo
perché il primo ministro sarà la persona
indicata dal partito o dalla coalizione che ha vinto
le elezioni. Di conseguenza, linsediamento
del primo ministro non richiederà più
il voto di fiducia della Camera e rispetterà
lindicazione degli elettori, riducendo il
ruolo dei partiti. Il premier potrà infine
nominare e revocare i ministri.
Come
sarà la nuova Corte costituzionale?
La
Corte costituzionale sarà sempre composta
da 15 giudici, ma saliranno da 5 a 7 quelli nominati
dal Parlamento: 4 nominati dal Senato federale e
3 dalla Camera dei deputati: il capo dello Stato
e le supreme magistrature ne indicheranno 4 ciascuno.
Per i tre anni successivi alla scadenza dellincarico,
i giudici costituzionali non potranno far parte
del governo o del Parlamento, né ricoprire
incarichi di nomina governativa.
Cosa
significa 'fine del bicameralismo perfetto'?
Attualmente,
Camera e Senato sono luno il doppione dellaltro,
in quanto hanno gli stessi poteri e competenze.
Nel momento in cui fu istituito, dopo il ventennio
fascista, il bicameralismo perfetto costituiva una
garanzia di ¬ripensamento». Oggi tale
sistema risulta anacronistico e la diversificazione
delle competenze risponde alle esigenze sia del
federalismo sia di snellimento delliter legislativo."