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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

BERLUSCONI ha celebrato il sedicesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino:

«Ma quelle barriere non è detto che siano definitivamente alle nostre spalle»
Berlusconi: in Italia un comunismo occulto
Il premier: «Anche chi formalmente ha rigettato le vecchie dottrine, ne mantiene i metodi e considera l’avversario un nemico da eliminare»


Celebra il 16° anniversario del crollo del Muro - «e noi stavamo di qua, mentre la sinistra italiana era dalla parte della tirannia e della vergogna» - e ci tiene ad avvertire che non è affatto detto che quelle barriere, quel filo spinato, siano ormai definitivamente dietro le nostre spalle. «Vedrete - nota Silvio Berlusconi in un Palazzo dei congressi dove si fa a spintoni per entrare - che diranno un'ennesima volta che alzo i toni in vista del voto, che faccio del veteroanticomunismo. ..».

Lo diranno, con tutta probabilità. Ma per chi era presente nella tiepida serata romana dell' Eur, quello del presidente del Consiglio è apparso un ragionamento più che sereno, per nulla accidioso o al di là della righe. Rileva che, non bastassero i due partiti che «ancor oggi si chiamano orgogliosamente comunisti» e senza i quali sicuramente Prodi non riuscirebbe mai a raggiungere una maggioranza, c'è «un altro comunismo tuttora in azione, meno palese ma per questo molto più pericoloso»: quello di chi formalmente ha rigettato le vecchie dottrine, ma ne mantiene i metodi. Primo tra i quali il considerare l' avversario politico un soggetto da eliminare. Più che fisicamente, moralmente. Meglio ancora se attraverso le scorciatoie giudiziarie.

Si spellano le mani i 7.000 e passa presenti. Specie quando Berlusconi nota che per gran parte della sinistra italiana non c'è solo lui nel mirino, ma tutti coloro che rifiutano la loro egemonia. «Ce l' hanno non solo con gli eletti del centrodestra, ma con chi lo vota. Odiano tutti quelli che non la pensano come loro: dicono che sono ottusi, volgari, profittatori,CHE SONO VOLGARI E NON HANNO STILE».