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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Sentimenti regionali... l’ arma politica dell’ emigrazione
Forte delusione degli azzurri per i risultati elettorali!

Di Vitaliano Vita - Se le iniziative assunte all’ estero, durante queste giornate elettorali, fossero state coordinate e opportunamente diffuse, si sarebbe potuta migliorare l’ atmosfera partecipativa dell’ elettorato... invece è prevalso un senso di rassegnazione che ha influito sulla dinamica elettorale, rimasta bloccata sino alle ultime ore, quando, finalmente, è subentrato il senso di responsabilità del risultato ed il pericolo che fosse negativo. Il presidente Berlusconi si è sforzato di far intendere il significato politico che avrebbero potuto assumere le elezioni amministrative se il confronto avesse superato certi parametri. Ora i giochi sono fatti e non rimane che correre ai ripari sperando che prevalga la consapevolezza della reale situazione, che esige competenza e professionalità e quel tanto di altruismo indispensabile a chiarire che FI è un bene comune, che appartiene anche a coloro, e sono tanti, che da anni vi credono e si battono per l’ affermazione dei suoi principi e ideali... Durante questa campagna elettorale, attraverso la nostra postazione informatica, siamo riusciti ad entrare per via elettronica nelle case di migliaia e migliaia di connazionali residenti in America Latina ai quali abbiamo richiesto di far catena, di partecipare, anche da lontano, al processo elettorale italiano, influenzando l’ elettorato parente ed amico... e, credeteci, è stato meraviglioso rilevare come, indipendentemente dal contenuto della richiesta, questi reagissero positivamente al solo leggere o ascoltare il nome dell’ Italia, orgogliosi di poter essere utili, ancora una volta, al nostro Paese... Quanto abbiano influito questi interventi sui nostri amici e parenti in Italia non possiamo stabilirlo, ma una cosa é certa “...le nostre e-mail, i nostri SMS, le nostre telefonate hanno scosso la gente, hanno fatto ambiente e chissà forse hanno prodotto anche qualche frutto... certamente quello di far conoscere a decine e decine di migliaia di lombardi, veneti, laziali, abruzzesi e pugliesi che vivono in America Latina, che esistono, che possono essere influenti e chissà determinanti: basta credere in loro e razionalizzare la loro partecipazione... ma, per raggiungere questo obiettivo, è necessario che prima si convinca il nostro Movimento che l’ emigrazione può diventare un arma politica importante, anche perché meno influenzabile. Conserviamo i file log delle migliaia di messaggi che abbiamo inviato durante questi giorni ai nostri connazionali residenti in Venezuela, Brasile e Argentina per sollecitarli a prendere contatto con i loro amici e parenti in Italia, perché votassero a favore dei nostri candidati... e vi garantiamo che non abbiamo ricevuto ne critiche ne dissensi... Noi siamo certi che questo nostro tentativo abbia prodotto qualche risultato... e siamo convinti che questo è un modo innovativo, pulito ed efficace di fare politica, un metodo che va razionalizzato ed incrementato che, comunque sia, ha risvegliato il sentimento patrio, ha fatto sentire i nostri connazionali più vicini al nostro Paese, alle nostre istituzioni, ai loro amici e parenti, insomma alla loro terra ed alla nostra “azione" .......

L' ANALISI
di Ermanno FILOSA

LA MAZZATA ELETTORALE!!!!

>> Leggere....

Regionali: Scajola assolve premier
"Molti responsabili, ma non Berlusconi"


Il risultato elettorale è "responsabilità di molti, ma non certo di Berlusconi": lo afferma il ministro per l' Attuazione del Programma, Claudio Scajola, sottolineando che "soprattutto questa volta, le elezioni regionali hanno avuto un carattere fortemente localistico, come è giusto che sia". "E quindi - aggiunge l' esponente di Fi - il risultato, che non è soddisfacente, non riguarda Berlusconi o il governo".

Berlusconi: "Non lascerò l' Italia alla sinistra vendicativa e giustizialista"

Il premier: "Era tutto prevedibile"


Silvio Berlusconi sui risultati elettorali: "Sono sereno, seguito il trend europeo". Alla sinistra prima telefonate di complimenti, poi accuse: "Unione senza idee, cercano vendette e giustizialismo".
"Nei prossimi mesi continuerò a lavorare come ho sempre fatto finora -ha spiegato sperando che dopo il momento della protesta espressa con il voto regionale arrivi anche il tempo della ragione". Secondo Berlusconi, il voto degli elettori è stato spinto da fattori economici: "La difficile congiuntura economica dell' Unione europea e certi rialzi anomali dei prezzi che hanno accompagnato l' introduzione dell' euro hanno generato un po' dovunque un forte scontento", penalizzando così "i partiti di governo e premiato quelli di opposizione, a prescindere dal colore della coalizione".

Perde il governo, vince la sinistra
La lotta politica si fa incandescente


Al centrodestra Lombardia e Veneto, le altre regioni vanno tutte all' Unione Vittoria dell' opposizione anche nei voti. Alla fine è stato un trionfo, dopo tre lunghi testa a testa in Piemonte, Lazio e Puglia, risoltisi a favore di Bresso, Marrazzo e Vendola. Emilia, Toscana Umbria e Marche riconfermano governatori di sinistra. Vincono Burlando, Del Turco e Loiero.

Regionali amare per il Polo. Unione avanti 11-2

A spoglio delle schede ormai inoltrato, quando quindi non si parla più di exit poll o di proiezioni, particolarmente bruciante risulta la probabile sconfitta in Lazio, Piemonte e Puglia. Tre regioni di grande importanza e immagine, anche economica, che assieme a Lombardia e Veneto dovevano costuire la trincea minima della Casa delle libertà. Votanti: Comunali 77,7%, Provinciali 76,7% e Regionali 71,4%

Alla fine è finita come era iniziata subito dopo le 15 di lunedì 4 aprile, quando sono usciti i primi exit poll delle Regionali: il centrodestra ha subìto una debacle clamorosa e umiliante perdendo (risultato complessivo 11 a 2) quasi certamente sei delle otto regioni che amministrava: Piemonte, Lazio, Puglia oltre ad Abruzzo, Calabria e Liguria.
Mantiene la Lombardia e il Veneto, oltre al Molise e la Sicilia dove non si è votato.
Ha insomma il governo amministrativo di aree importanti e popolose d' Italia, ma non certamente maggioritarie.
Il dato più rilevante è però quello politico.
A spoglio delle schede ormai inoltrato, quando quindi non si parla più di exit poll o di proiezioni, particolarmente bruciante risulta la probabile sconfitta in Lazio, Piemonte e Puglia. Tre regioni di grande importanza e immagine, anche economica, che assieme a Lombardia e Veneto dovevano costuire la trincea minima della Casa delle libertà.
Sul risultato influiscono qua e là la presenza di liste di estrema destra, come quella di Alessandra Mussolini, o dei neo Dc, che hanno tolto voti alla coalizione.
Ma in fondo anche questo è l' effetto di una carenza politica generale, più che il risultato di particolarismi locali.
Il centrodestra non ha cioè saputo controllare e tenere al proprio interno movimenti, e quindi voti, che dovrebbero appartenere alla propria area. Non l' ha fatto con i nostalgici della nipote del Duce, e non l'ha fatto con i nostaligici centristi dello scudocrociato. Ha cioè mostrato una tendenza a disperdere e dividere voti, che fino a qualche tempo fa era tipica della sinistra.
Se questo è accaduto si deve soprattutto a due motivi, che non sono sicuramente di tipo locale. Il primo è la litigiosità interna alla Casa delle libertà, litigiosità che si spinge fin dentro i singoli partiti (tipico è il caso di An). Il secondo motivo è una linea che ha scontentato grandi masse dello stesso elettorato moderato, soprattutto sulle questioni ecnomiche.
Le avvisaglie del risultato di oggi non erano mancate, dalla perdita delle Province di Roma e Milano alla sconfitta nelle suppletive nel collegio di Milano Tre, quello che fu di Umberto Bossi; dalle elezioni amministrative alle Europee del 2004.
Ma quei segnali anziché indurre la coalizione di Silvio Berlusconi a litigare meno e combinare di più hanno aumentato le tensioni tra il premier e gli alleati. E anche se negli ultimi tempi il governo ha messo mano alle riforme annunciate, dalle tasse alle opere pubbliche promesse, il modo con il quale sono stati attuati gli sgravi fiscali o i ritardi nelle infrastrutture non hanno evidentemente soddisfatto l'elettorato moderato.
Ora si conteranno anche i voti persi o guadagnati dalle singole liste: Forza Italia e An sono in grande fibrillazione, l'unica a cantare vittoria per se stessa è la Lega. Ma il ridotto lombardo-veneto non può più essere l'obiettivo principale per un Carroccio che è stato per quattro anni alla guida della politica nazionale.
Nel 2006 ci sono le Politiche, oltre alle amministrative in molti capoluoghi chiave.
Il centrodestra, con la campagna elettorale che alimenta le divisioni, non ha molti margini per recuperare terreno. Eppure potrebbe ancora raddrizzare la situazione, proprio perché il voto delle Regionali è appunto il segnale di un malcontento politico più che la bocciatura di governatori che nel complesso non avevano male amministrato.
Ma è un percorso difficile: presuppone una coesione e una volontà che finora è mancata.
Anche il centrosinistra ha in prospettiva dei problemi di non poco conto: la presenza di Rifondazione si è rivelata decisiva, e ciò inevitabilmente creerà non pochi grattacapi quando Romano Prodi dovrà presentare le sue proposte di governo.
Ma oggi per l'Unione è il giorno dei brindisi; le difficoltà sono tutte, o quasi, per la maggioranza di governo.

REGIONALI: BOSI, FORZA ITALIA PERDE PERCHE' PARTITO NON-PARTITO Firenze, 4 Apr. - "E' logico che Forza Italia perda un po' di piu', perche' e' un partito non-partito". Cosi' il sottosegretario della Difesa, Francesco Bosi, commenta il risultato elettorale a livello nazionale. "E' normale - ha spiegato - che un non-partito perda di piu' quando si vota di meno e quando non e' in campo il Capo del Governo". Gli altri partiti della Cdl, invece, "a cominciare dall' Udc, sono piu' radicati ed e' logico che abbiano una tenuta maggiore". Bosi, comunque, non teme per il futuro del Governo. "Siamo impegnati a rendere l' azione del Governo piu' efficiente e piu' spedita.
Siamo tutti convinti che si debba pedalare insieme, magari con qualche correzione di rotta, per arrivare alle politiche nelle migliori condizioni possibili".