Sentimenti
regionali... l arma politica dell
emigrazione
Forte delusione degli azzurri per i
risultati elettorali!
Di
Vitaliano Vita
- Se le iniziative assunte all
estero, durante queste giornate elettorali,
fossero state coordinate e opportunamente
diffuse, si sarebbe potuta migliorare
l atmosfera partecipativa dell
elettorato... invece è prevalso
un senso di rassegnazione che ha influito
sulla dinamica elettorale, rimasta bloccata
sino alle ultime ore, quando, finalmente,
è subentrato il senso di responsabilità
del risultato ed il pericolo che fosse
negativo. Il presidente Berlusconi si
è sforzato di far intendere il
significato politico che avrebbero potuto
assumere le elezioni amministrative
se il confronto avesse superato certi
parametri. Ora i giochi sono fatti e
non rimane che correre ai ripari sperando
che prevalga la consapevolezza della
reale situazione, che esige competenza
e professionalità e quel tanto
di altruismo indispensabile a chiarire
che FI è un bene comune, che
appartiene anche a coloro, e sono tanti,
che da anni vi credono e si battono
per l affermazione dei suoi principi
e ideali... Durante questa campagna
elettorale, attraverso la nostra postazione
informatica, siamo riusciti ad entrare
per via elettronica nelle case di migliaia
e migliaia di connazionali residenti
in America Latina ai quali abbiamo richiesto
di far catena, di partecipare, anche
da lontano, al processo elettorale italiano,
influenzando l elettorato parente
ed amico... e, credeteci, è stato
meraviglioso rilevare come, indipendentemente
dal contenuto della richiesta, questi
reagissero positivamente al solo leggere
o ascoltare il nome dell Italia,
orgogliosi di poter essere utili, ancora
una volta, al nostro Paese... Quanto
abbiano influito questi interventi sui
nostri amici e parenti in Italia non
possiamo stabilirlo, ma una cosa é
certa ...le nostre e-mail, i nostri
SMS, le nostre telefonate hanno scosso
la gente, hanno fatto ambiente e chissà
forse hanno prodotto anche qualche frutto...
certamente quello di far conoscere a
decine e decine di migliaia di lombardi,
veneti, laziali, abruzzesi e pugliesi
che vivono in America Latina, che esistono,
che possono essere influenti e chissà
determinanti: basta credere in loro
e razionalizzare la loro partecipazione...
ma, per raggiungere questo obiettivo,
è necessario che prima si convinca
il nostro Movimento che l emigrazione
può diventare un arma politica
importante, anche perché meno
influenzabile. Conserviamo i file log
delle migliaia di messaggi che abbiamo
inviato durante questi giorni ai nostri
connazionali residenti in Venezuela,
Brasile e Argentina per sollecitarli
a prendere contatto con i loro amici
e parenti in Italia, perché votassero
a favore dei nostri candidati... e vi
garantiamo che non abbiamo ricevuto
ne critiche ne dissensi... Noi siamo
certi che questo nostro tentativo abbia
prodotto qualche risultato... e siamo
convinti che questo è un modo
innovativo, pulito ed efficace di fare
politica, un metodo che va razionalizzato
ed incrementato che, comunque sia, ha
risvegliato il sentimento patrio, ha
fatto sentire i nostri connazionali
più vicini al nostro Paese, alle
nostre istituzioni, ai loro amici e
parenti, insomma alla loro terra ed
alla nostra azione" .......
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L'
ANALISI
|
di
Ermanno FILOSA
|
LA MAZZATA ELETTORALE!!!!
>>
Leggere....
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Regionali:
Scajola assolve premier
"Molti responsabili,
ma non Berlusconi"
Il risultato elettorale è "responsabilità
di molti, ma non certo di Berlusconi":
lo afferma il ministro per l' Attuazione
del Programma, Claudio Scajola, sottolineando
che "soprattutto questa volta,
le elezioni regionali hanno avuto un
carattere fortemente localistico, come
è giusto che sia". "E
quindi - aggiunge l' esponente di
Fi - il risultato, che non è
soddisfacente, non riguarda Berlusconi
o il governo".
Berlusconi: "Non
lascerò l' Italia alla sinistra
vendicativa e giustizialista"
Il premier: "Era
tutto prevedibile"
Silvio
Berlusconi sui risultati elettorali:
"Sono sereno, seguito il trend
europeo". Alla sinistra prima
telefonate di complimenti, poi accuse:
"Unione senza idee, cercano
vendette e giustizialismo".
"Nei
prossimi mesi continuerò a lavorare
come ho sempre fatto finora -ha spiegato
sperando che dopo il momento della protesta
espressa con il voto regionale arrivi
anche il tempo della ragione".
Secondo Berlusconi, il voto degli elettori
è stato spinto da fattori economici:
"La difficile congiuntura economica
dell' Unione europea e certi rialzi
anomali dei prezzi che hanno accompagnato
l' introduzione dell' euro hanno generato
un po' dovunque un forte scontento",
penalizzando così "i partiti
di governo e premiato quelli di opposizione,
a prescindere dal colore della coalizione".
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Perde
il governo, vince la sinistra
La lotta
politica si fa incandescente
Al
centrodestra Lombardia e Veneto,
le altre regioni vanno tutte all' Unione
Vittoria dell' opposizione anche nei
voti. Alla fine è stato un trionfo,
dopo tre lunghi testa a testa in Piemonte,
Lazio e Puglia, risoltisi a favore di
Bresso, Marrazzo e Vendola.
Emilia, Toscana Umbria e Marche riconfermano
governatori di sinistra. Vincono Burlando,
Del Turco e Loiero.
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Regionali
amare per il Polo. Unione avanti 11-2
A
spoglio delle schede ormai inoltrato,
quando quindi non si parla più
di exit poll o di proiezioni, particolarmente
bruciante risulta la probabile sconfitta
in Lazio, Piemonte e Puglia. Tre regioni
di grande importanza e immagine, anche
economica, che assieme a Lombardia
e Veneto dovevano costuire la trincea
minima della Casa delle libertà.
Votanti: Comunali 77,7%, Provinciali
76,7% e Regionali 71,4%
Alla
fine è finita come era iniziata
subito dopo le 15 di lunedì 4
aprile, quando sono usciti i primi exit
poll delle Regionali: il centrodestra
ha subìto una debacle clamorosa
e umiliante perdendo (risultato complessivo
11 a 2) quasi certamente sei delle otto
regioni che amministrava: Piemonte,
Lazio, Puglia oltre ad Abruzzo, Calabria
e Liguria.
Mantiene
la Lombardia e il Veneto, oltre al Molise
e la Sicilia dove non si è votato.
Ha
insomma il governo amministrativo di
aree importanti e popolose d' Italia,
ma non certamente maggioritarie.
Il
dato più rilevante è però
quello politico.
A
spoglio delle schede ormai inoltrato,
quando quindi non si parla più
di exit poll o di proiezioni, particolarmente
bruciante risulta la probabile sconfitta
in Lazio, Piemonte e Puglia. Tre regioni
di grande importanza e immagine, anche
economica, che assieme a Lombardia e
Veneto dovevano costuire la trincea
minima della Casa delle libertà.
Sul
risultato influiscono qua e là
la presenza di liste di estrema destra,
come quella di Alessandra Mussolini,
o dei neo Dc, che hanno tolto voti alla
coalizione.
Ma
in fondo anche questo è l' effetto
di una carenza politica generale, più
che il risultato di particolarismi locali.
Il
centrodestra non ha cioè saputo
controllare e tenere al proprio interno
movimenti, e quindi voti, che dovrebbero
appartenere alla propria area. Non l'
ha fatto con i nostalgici della nipote
del Duce, e non l'ha fatto con i nostaligici
centristi dello scudocrociato. Ha cioè
mostrato una tendenza a disperdere e
dividere voti, che fino a qualche tempo
fa era tipica della sinistra.
Se
questo è accaduto si deve soprattutto
a due motivi, che non sono sicuramente
di tipo locale. Il primo è la
litigiosità interna alla Casa
delle libertà, litigiosità
che si spinge fin dentro i singoli partiti
(tipico è il caso di An). Il
secondo motivo è una linea che
ha scontentato grandi masse dello stesso
elettorato moderato, soprattutto sulle
questioni ecnomiche.
Le
avvisaglie del risultato di oggi non
erano mancate, dalla perdita delle Province
di Roma e Milano alla sconfitta nelle
suppletive nel collegio di Milano Tre,
quello che fu di Umberto Bossi; dalle
elezioni amministrative alle Europee
del 2004.
Ma
quei segnali anziché indurre
la coalizione di Silvio Berlusconi a
litigare meno e combinare di più
hanno aumentato le tensioni tra il premier
e gli alleati. E anche se negli ultimi
tempi il governo ha messo mano alle
riforme annunciate, dalle tasse alle
opere pubbliche promesse, il modo con
il quale sono stati attuati gli sgravi
fiscali o i ritardi nelle infrastrutture
non hanno evidentemente soddisfatto
l'elettorato moderato.
Ora
si conteranno anche i voti persi o guadagnati
dalle singole liste: Forza Italia e
An sono in grande fibrillazione, l'unica
a cantare vittoria per se stessa è
la Lega. Ma il ridotto lombardo-veneto
non può più essere l'obiettivo
principale per un Carroccio che è
stato per quattro anni alla guida della
politica nazionale.
Nel
2006 ci sono le Politiche, oltre alle
amministrative in molti capoluoghi chiave.
Il
centrodestra, con la campagna elettorale
che alimenta le divisioni, non ha molti
margini per recuperare terreno. Eppure
potrebbe ancora raddrizzare la situazione,
proprio perché il voto delle
Regionali è appunto il segnale
di un malcontento politico più
che la bocciatura di governatori che
nel complesso non avevano male amministrato.
Ma
è un percorso difficile: presuppone
una coesione e una volontà che
finora è mancata.
Anche
il centrosinistra ha in prospettiva
dei problemi di non poco conto: la presenza
di Rifondazione si è rivelata
decisiva, e ciò inevitabilmente
creerà non pochi grattacapi quando
Romano Prodi dovrà presentare
le sue proposte di governo.
Ma
oggi per l'Unione è il giorno
dei brindisi; le difficoltà sono
tutte, o quasi, per la maggioranza di
governo.
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REGIONALI:
BOSI, FORZA ITALIA PERDE PERCHE' PARTITO
NON-PARTITO
Firenze, 4 Apr. - "E' logico che
Forza Italia perda un po' di piu', perche'
e' un partito non-partito". Cosi'
il sottosegretario della Difesa, Francesco
Bosi, commenta il risultato elettorale
a livello nazionale. "E' normale
- ha spiegato - che un non-partito perda
di piu' quando si vota di meno e quando
non e' in campo il Capo del Governo".
Gli altri partiti della Cdl, invece,
"a cominciare dall' Udc, sono piu'
radicati ed e' logico che abbiano una
tenuta maggiore". Bosi, comunque,
non teme per il futuro del Governo.
"Siamo impegnati a rendere l' azione
del Governo piu' efficiente e piu' spedita.
Siamo
tutti convinti che si debba pedalare
insieme, magari con qualche correzione
di rotta, per arrivare alle politiche
nelle migliori condizioni possibili".
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