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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Cala il vantaggio del centrosinistra è l'effetto del "caso Unipol"

Il caso Unipol e la vicenda delle intercettazioni tra l' onorevole Fassino e Consorte, pur non avendo completamente stravolto gli scenari elettorali registrati nei mesi scorsi, hanno segnato un contraccolpo che si è tradotto in una diminuzione del 2% della forbice del distacco tra i due schieramenti: dall'8% degli ultimi mesi del 2005 al 6% attuale, anche se ancora a vantaggio dell'Unione.

Pertanto, se da un lato lo spostamento del consenso per adesso non mette seriamente in discussione il primato del centrosinistra, dall'altro bisognerà seguire gli eventi nel corso delle prossime settimane per poter capire se questa perdita di voti è il segnale di un trend di decremento appena iniziato, e che quindi potrà produrre un ulteriore avvicinamento tra i due poli, oppure se si tratti di una dinamica che ha già prodotto ed esaurito i suoi effetti.

D'altronde, dai primi dati registrati nell'immediatezza delle recenti vicende politico-finanziarie, risulta un cambiamento delle intenzioni di voto che ha influenzato circa 750 mila dei 15 milioni di elettori certi che oggi ha l'Unione (equivalenti al 5% del proprio elettorato), oltre al 9% degli indecisi (ovvero altri 900 mila elettori) che in questi ultimi giorni hanno preso in considerazione la possibilità di votare a favore di uno dei partiti della CDL. Questo vuol dire che il caso Unipol ha inciso, se non in maniera determinante, tuttavia in modo significativo, sia nella mobilitazione elettorale di chi si dichiara ancora indeciso, sia tra gli stessi elettori dell'Unione. Però è da verificare nel tempo se "l'erosione" dei 750 mila voti dalla coalizione di Prodi sarà confermata oppure se questo calo di consenso sia il frutto di un "sentiment" misurato "a caldo" e quindi destinato a scemare.

Invece l'incremento del centrodestra è in relazione unicamente alla aggregazione elettorale esercitata da Forza Italia che nelle ultime settimane ha guadagnato circa 2 punti arrivando al 19.3%, calamitando in parte il voto di coloro i quali precedentemente esprimevano consenso verso partiti non schierati con le due maggiori coalizioni e in parte il voto degli indecisi. Stabili, invece, tutti gli altri partiti della CDL.

All'interno dell'Unione, infine, al di là di un lieve decremento complessivo, la vicenda Unipol ha spostato il consenso verso sinistra. Infatti, mentre la lista dell'Ulivo diminuisce leggermente (il confronto in tabella con i mesi precedenti deve essere fatto includendo anche Italia dei Valori), Rifondazione e Comunisti Italiani incrementano il proprio potenziale elettorale.