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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): "Prodi a Porta a Porta"

LOS ANGELES, 08.02.06 - Lo spettacolo fornito ieri sera dal professor Romano Prodi a Porta a Porta ha dato l' esatta misura dei miseri destini cui andrebbe incontro l' Italia, in caso di vittoria della coalizione da lui guidata: a mio avviso, è stato approssimativo, impreciso, inveritiero, non credibile al punto da convincere, spero, i suoi alleati che sarà meglio che le sue apparizioni in televisioni siano sempre più rare, o, meglio, da annullare completamente.

L' equivocità elle sue opinioni, l' incertezza delle sue idee, la falsità di molte sue affermazioni, inequivocabilmente opposte alla realtà dei fatti (come ad esempio la negazione dell' aumentato peso politico internazionale dell' Italia dal 2001 ad oggi) credo abbiano stupito anche i suoi compagni di coalizione ed abbiano inferto un colpo notevole al supposto vantaggio del centro-sinistra.

Ho notato particolarmente il suo annaspare sulle questioni europee, cosi pervase dalle sue opinioni tutte tese a supportare l' asse franco-tedesco ed i suoi tentennamenti sulla definizione del programma che, finalmente redatto, è ancora ben lungi dall' essere approvato dagli undici partiti che formano la sua coalizione.

Ho notato le sue strane opinioni sui programmi di rivitalizzazione dell' economia, con la quasi ridicola affermazione della diminuzione di ben cinque punti del cosiddetto cuneo fiscale, senza affatto spiegare dove troverebbe le risorse per effettuare tale manovra.

Mi sono parse clamorose in negativo le sue affermazioni di critica alla legge Biagi (originariamente promossa dalla sinistra e ripresa dal governo di centro-destra), od il suo non rispondere sulla valutazione da dare alla no-tax area che ha permesso al governo in carica di aumentare di circa dieci milioni i contribuenti italiani esenti dal pagamento di alcuna tassa sul reddito.

E' clamorosa la sua opinione sul ritiro delle truppe italiane dall' Iraq, contorcendosi su un distinguo formale che non altera sostanzialmente modi e date di detto ritiro, così come programmato dal Governo Berlusconi. Così come inveritiera è apparsa la narrativa relativa alla supposta mancanza di rapporti commerciali fra nostre imprese e quelle irachene, o di investimenti italiani in quel Paese; rapporti che invece appaiono già nati ed in costante aumento, se pure con tempi dilatati, vista la mancanza di sicurezza che aleggia nel Paese.

E, dulcis in fundo, le opinioni del Professore sulla legge Moratti di riforma della scuola hanno stupito, credo, tutti, perché puntate su una supposta eccessiva prevalenza di istruzione tecnica e, ignorando la maggiore maturità dei nostri giovani d' oggi, ha rilevato loro troppo verde età nelle scelte di orientamento ed il ruolo che sempre le famiglie, oltre che gli insegnanti, hanno avuto nell' orientare dette scelte

In tutto questo scenario, è parsa indicativa la frequente perdita della calma del professore, solitamente così clericale, in quelle che più che risposte ai giornalisti che lo incalzavano, sono state vere e proprie contestazioni sulle domande da loro poste.