Domenico
Pisano (Azzurri nel Mondo): "Prodi a
Porta a Porta"
LOS ANGELES, 08.02.06 - Lo spettacolo fornito
ieri sera dal professor Romano Prodi
a Porta a Porta ha dato l' esatta misura dei
miseri destini cui andrebbe incontro l' Italia,
in caso di vittoria della coalizione da lui
guidata: a mio avviso, è stato approssimativo,
impreciso, inveritiero, non credibile al punto
da convincere, spero, i suoi alleati che sarà
meglio che le sue apparizioni in televisioni
siano sempre più rare, o, meglio, da
annullare completamente.
L' equivocità elle sue opinioni, l'
incertezza delle sue idee, la falsità
di molte sue affermazioni, inequivocabilmente
opposte alla realtà dei fatti (come
ad esempio la negazione dell' aumentato peso
politico internazionale dell' Italia dal 2001
ad oggi) credo abbiano stupito anche i suoi
compagni di coalizione ed abbiano inferto
un colpo notevole al supposto vantaggio del
centro-sinistra.
Ho notato particolarmente il suo annaspare
sulle questioni europee, cosi pervase dalle
sue opinioni tutte tese a supportare l' asse
franco-tedesco ed i suoi tentennamenti sulla
definizione del programma che, finalmente
redatto, è ancora ben lungi dall' essere
approvato dagli undici partiti che formano
la sua coalizione.
Ho notato le sue strane opinioni sui programmi
di rivitalizzazione dell' economia, con la
quasi ridicola affermazione della diminuzione
di ben cinque punti del cosiddetto cuneo fiscale,
senza affatto spiegare dove troverebbe le
risorse per effettuare tale manovra.
Mi sono parse clamorose in negativo le sue
affermazioni di critica alla legge Biagi (originariamente
promossa dalla sinistra e ripresa dal governo
di centro-destra), od il suo non rispondere
sulla valutazione da dare alla no-tax area
che ha permesso al governo in carica di aumentare
di circa dieci milioni i contribuenti italiani
esenti dal pagamento di alcuna tassa sul reddito.
E' clamorosa la sua opinione sul ritiro delle
truppe italiane dall' Iraq, contorcendosi
su un distinguo formale che non altera sostanzialmente
modi e date di detto ritiro, così come
programmato dal Governo Berlusconi. Così
come inveritiera è apparsa la narrativa
relativa alla supposta mancanza di rapporti
commerciali fra nostre imprese e quelle irachene,
o di investimenti italiani in quel Paese;
rapporti che invece appaiono già nati
ed in costante aumento, se pure con tempi
dilatati, vista la mancanza di sicurezza che
aleggia nel Paese.
E, dulcis in fundo, le opinioni del Professore
sulla legge Moratti di riforma della scuola
hanno stupito, credo, tutti, perché
puntate su una supposta eccessiva prevalenza
di istruzione tecnica e, ignorando la maggiore
maturità dei nostri giovani d' oggi,
ha rilevato loro troppo verde età nelle
scelte di orientamento ed il ruolo che sempre
le famiglie, oltre che gli insegnanti, hanno
avuto nell' orientare dette scelte
In tutto questo scenario, è parsa indicativa
la frequente perdita della calma del professore,
solitamente così clericale, in quelle
che più che risposte ai giornalisti
che lo incalzavano, sono state vere e proprie
contestazioni sulle domande da loro poste.