Berlusconi:
''Andrò in tv anche con una poltrona
vuota''
MILANO, 11.02.06 - Proseguono confronti e
polemiche tra i rappresentanti dei due schieramenti
in vista delle prossime politiche. Gli argomenti
che tengono banco le Cooperative rosse, la
par condicio e la candidatura a Milano di
Gerardo D' Ambrosio tra le fila del
centrosinistra.
Quella portata avanti da parte della Lega
delle cooperative rosse è stata ''una
truffa palese'' che ha consentito ai funzionari
provenienti dalle coop ''di raddoppiare lo
stipendio e farsi pagare i contributi dall'
Inps'', è l' ennesima accusa del presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi al sistema
cooperativo. Poi Berlusconi accusa Romano
Prodi di aver favorito le cooperative rosse
quando era presidente dell' Iri. Nel corso
del suo intervento al comizio di Modena, il
presidente del Consiglio ha riferito di una
interpellanza fatta da Carlo Giovanardi all'
allora presidente dell' Iri in cui chiedeva
informazioni sullo stato di avanzamento dei
lavori della variante di valico. Berlusconi
dice che Prodi avrebbe risposto: "I lavori
non inizieranno fino a quando non ci sarà
un accordo sulle quote di lavoro a favore
della Lega Coop". "L normale attività
di Prodi all' Iri - ha quindi aggiunto il
premier - era svendere le aziende al suo amico
De Benedetti".
Sul confronto tv con Romano Prodi, il premier
assicura: ''Andrò in tv anche con una
poltrona vuota di fianco''.
Il Presidente del Consiglio si augura poi
''che la prossima volta gli elettori mi diano
il 51%, alla Provvidenza non si devono mettere
limiti'', ribadendo le difficoltà incontrate
nell' azione di governo per essere presidente
del Consiglio ''non con un solo partito alle
spalle''.
Comunque, stando a un ''pre-sondaggio'' fatto
realizzare dal presidente del Consiglio, viene
confermata ''una assoluta parità tra
i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra,
mentre esiste disparità tra Prodi e
il sottoscritto perché il leader dell'
Unione è sotto di diversi punti nel
gradimento degli italiani''.
Toccata anche la questione del prelievo fiscale.
''Noi siamo riusciti a far costare di meno
lo Stato, a diminuire le imposte e per il
futuro abbiamo la volontà di continuare
in questa direzione, diminuendo la pressione
fiscale al 39%'', che risulta dalla somma
del ''33% come costo netto dello Stato, più
il 6% del costo del debito'': questo l'obiettivo
del premier.
Anche la questione della par condicio continua
a tenere banco. ''E' una legge bavaglio illiberale
e liberticida - insiste il premier - ma noi
la rispetteremo e anche i signori della sinistra
la devono rispettare''.
Secondo il presidente della Camera Pier Ferdinando
Casini, ''non è vero che lui (Silvio
Berlusconi, ndr) non vuole la par condicio,
ma vuole solamente quella giudiziaria. Ognuno
ha la par condicio che preferisce''.
Mentre sulla candidatura dell' ex-procuratore
capo di Milano, Gerardo D'Ambrosio, tra le
fila del centrosinistra (nelle liste del Senato
dei Ds in Lombardia), ''io su D'Ambrosio non
do giudizi, ma ho espresso una opinione circa
l'inopportunità sulla sua candidatura
e a Prodi e D'Alema ricordo che mi sono limitato
a dire quello che ha detto lo stesso Boselli''.
Poi il Cavaliere attacca: Gerardo D'Ambrosio
rappresenta il primo caso di un pm che scagiona
un imputato, citando il caso di Primo Greganti.
E continua nel suo affondo: "D'Ambrosio
ha detto che quei soldi non erano un finanziamento
per il partito ma erano soldi destinati a
comprare una povera casa per Greganti".
"E' la prima volta - ha aggiunto - che
un pm scagiona un imputato".
Il segretatrio Ds Piero Fassino difende la
candidatura dell' ex magistrato. Si tratta
di ''un rispettato e rispettabile signore
che è stato nella magistratura per
45 anni e che da tre anni e mezzo non lo è
più''. ''Pensiamo quindi che un uomo
che ha accumulato quella esperienza e quella
professionalità possa essere utile
al Parlamento'', aggiunge. ''Nella prossima
legislatura - prosegue Fassino - si dovranno
affrontare i problemi della giustizia che
sono stati abbondantemente devastati in questi
anni dalle leggi ad personam di Berlusconi
e dal modo con cui Castelli ha guidato il
ministero''.
Poi parla di ''una crisi di fiducia, di credibilità
che c' è nel Paese''. Fassino ha anche
aggiunto nel corso di un'intervista radiofonica
a Popolare Network: ''Il problema di Berlusconi
non sono io, ne' le 'toghe rosse': sono gli
elettori che da tempo non lo votano piu''':
Secondo Fassino, ''il comportamento di Berlusconi
e' un segnale di debolezza e difficolta'.
Se davvero e' convinto che in Italia si sta
meglio, lo spieghi agli italiani''.
Infine un auspicio affinché cambi il
tono della campagna elettorale per poter svolgere
utili confronti''. ''Berlusconi sta intossicando
con continui veleni la campagna elettorale''
ma ''noi non lo seguiremo più in questa
politica di avvelenamento dei toni''.