Il
presidente del Consiglio ad Ancona incontra i militanti
di Fi e riparla di un sondaggio Usa: "Ci dà
in testa"
ANCONA, 12.02.06 - "I programmi della sinistra
sono scritti sull' acqua, come sempre". Ormai
la campagna elettorale è formalmente iniziata.
Dopo aver controfirmato il decreto di scioglimento
del Parlamento, Silvio Berlusconi vola ad Ancona
per l'ennesimo show che porta al voto del 9 aprile.
Il canovaccio è sempre lo stesso: la Casa
delle libertà è in ripresa, anzi "da
oggi siamo in testa", il centrosinistra è
"un' armata Brancaleone" composta da "comunisti"
e da dirigenti scelti "con i criteri di un
reality show". La loro piattaforma programmatica
è evanescente e il vero leader non è
Romano Prodi bensì Massimo D' Alema, il "dominus"
dell'Unione. Lui, invece, "è il Gesù
Cristo della politica", una "vittima paziente"
che si sacrifica per tutti.
Il refrain non cambia e pure l' organizzazione del
comizio. Ragazze pon pon vestite di blu e di rosso
che allietavano i militanti forzisti prima dell'
arrivo dell' ospite d' onore e poi la solita banda
con il solito coro a cantare l'inno di Forza Italia.
Il Palarossini questa volta si è riempito.
Ad ascoltare il premier circa 5 mila persone. Che
lo hanno applaudito anche per le barzellette. Per
lo più indirizzate contro il Professore.
Questa volta niente bacchettate agli alleati. Forse
perché già sapeva che Pier Ferdinando
Casini aveva risposto per le rime alla sua battuta
sugli spinelli: "Ha detto che mentre io e Fini
fumavamo, lui lavorava? Allora aiutiamolo a riposarsi
un po', a dargli un po' di respiro. Altrimenti,
a forza di fare tutto lui, noi non sappiamo più
cosa fare".
Il Cavaliere insomma se l' è presa soprattutto
con l' Unione. "E' più facile ottenere
la pace in Medio oriente che far diventare Prodi
intelligente", ha esordito. E del resto anche
il Financial Times lo ha definito un "perdente,
maldestro, gaffeur impenitente". La batteria
è stata caricata anche contro la Quercia.
"In questi giorni, a tempo perso, sto leggendo
l' opera omnia di Lenin e Stalin - ha arringato
i suoi fans - e vi assicuro che sono persone che
veramente odiano la vita, che veramente fanno male".
E ancora: "Leggo che Churchill ci ha salvato
dai nazisti. Berlusconi ci salverà dai comunisti".
E infine ha raccontato la storia del deserto del
Sahara che diventa comunista: "all' inizio
non succedeva nulla, poi la sabbia è iniziata
a scomparire".
Tanto per rimanere in tema, è tornato sulla
polemica con le Coop. "Ringrazio la Lega delle
cooperative per la querela - è la sua sfida
- mi darà l' occasione di far conoscere in
un processo il marcio che c' è tra la Lega
coop e i comunisti e cosa è successo nel
"pentagono rosso". Una cosa difficile,
ha avvertito, anche perché "la magistratura
usa due pesi e due misure". Lo stesso metodo
che addirittura utilizza l' Istat, l' istituto di
statistica, i cui vertici sono stati nominati "dalla
sinistra". Ha avuto da ridire pure sui titoli
di "Repubblica". "Se un uomo, che
poi si scopre di Forza Italia, infila la mano nella
gabbia di un leone e poi la ritira subito fuori,
sapete come titolano? "Seguace di Berlusconi
sottrae il pasto a un immigrato africano".
Da oggi intanto sarà più difficile
vederlo tanto spesso in tv, è scattata la
par condicio. Berlusconi ironico la considera una
"grande legge liberale". Poi però
ha quasi minacciato: "Non posso diventare un
frate francescano per fare un favore a loro. Anche
se sarei capace di belle prediche". Lo show
berlusconiano era già iniziato in mattinata
a Roma, tra saluti dalla finestra di Palazzo Chigi
e passeggiate per le strade del centro, tra applausi
e fischi. Il Cavaliere, però, non si arrende.
"Io - ha raccontato - ho superato delle prove,
sono stato malato di cancro. Direi che da allora
non ho più avuto paura. Quando ero sul lettino
che mi portava in una sala operatoria. tutte le
altre situazioni sono nulla rispetto a quel rischio.
Non mi fa paura più nulla. Considero un dono
di Dio essere qui ancora qui a prodigarmi per gli
altri".