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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Polemica dopo la diretta.
Berlusconi: «Un museo delle cere, la prossima volta farò meglio».
Replica: «Critica il metodo? Non gli piace l' uguaglianza»


ROMA, 15.03.06 - Trasmissione finita ma il duello continua anche a telecamere spente. Nel dopo gara tengono banco soprattutto le obiezioni mosse dal Cavaliere alle regole del duello.

Rientrando a Palazzo Grazioli, Berlusconi torna a criticare il metodo adottato per il faccia a faccia: «Mi sembrava il museo delle cere». Ma si dice pronto a sfidare di nuovo il Professore al secondo round. Il presidente del Consiglio spiega che la prossima volta «cercherà di misurare semplicemente l'intervento finale, che non ho portato alla conclusione per colpa mia perché il tempo è passato più veloce di quanto io avessi pensato. Io sono molto spontaneo, mi affido sempre alla mia spontaneità e alla mia sincerità». E poi attacca: «Prodi mi è sembrato un uomo staccato dalla realtà, staccato dalla realtà della sua coalizione. Un ostaggio degli estremisti che nell' Unione non valgono il 4% ma il 20%».

Umore diverso per il leader dell' Unione che lascia lo studio Rai sorridendo, aria soddisfatta. È al cellulare, parla fitto fitto. Poi, scortato dai suoi più stretti collaboratori, si concede ai giornalisti: «Sono contento. Quando si combatte ad armi pari - dice Prodi - quando si possono esprimere concetti, questo aiuta, e gli italiani si fanno l'idea di che cosa succederà se governa lui o se governo io». Quanto alle lamentele del Cavaliere, Prodi osserva: «È un sistema americano, un sistema di perfetta uguaglianza, se non gli piace l'uguaglianza, non gli piace neanche questo sistema».