ll
leader dell' Unione risponde alle domande al
convegno di Confindustria
Prodi: «L'Irap
resta ma sarà tagliata»
Il cuneo fiscale delle imprese
sarà abbattuto del 5% nel primo anno
di governo grazie alla lotta all' evasione fiscale
VICENZA, 17.03.06 - L' Irap resta, ma sarà
tagliata. È stata la prima risposta di
Romano Prodi alle domande degli imprenditori
al convegno sulla concorrenza di Confindustria.
Il candidato premier dell'Unione (che aveva
tre minuti e mezzo per rispondere a ogni domanda)
ha ribadito un punto importante del suo programma:
il cuneo fiscale delle imprese sarà abbattuto
del 5% nel primo anno di governo. «Forse
si potrà fare di più, ma devo
vedere i conti». L'abbattimento sarà
finanziato dalla lotta all'evasione fiscale.
ALIQUOTA
SULLE RENDITE FINANZIARIE - Un'altra fonte
di introiti per lo Stato, mirati a sostenere
il cosiddetto "cuneo fiscale", è
quella finanziaria. «Conto di incassare
2,5 miliardi dalla tassazione delle rendite
finanziarie. Si tratta di un'aliquota secca
con quote esenti per i piccoli risparmiatori»;
«è una piccola parte delle risorse»
ha aggiunto, necessaria per il taglio del cuneo
fiscale per cui servono 10 miliardi.
IRAP - «Dire aboliamo l'Irap non ha senso,
e io non ve lo prometto. Bisogna studiare come
sostituire o correggere l'imposta. Ho l'idea
di correggerla, tagliarla di colpo non è
possibile. Anche perché è un'imposta
che vale 35 miliardi di euro, infatti il governo
attuale non l'ha cancellata. L'Irap sostituisce
sette imposte, tra cui alcune infami come quelle
sulla salute, ed è stata introdotta con
il consenso scritto dell'Ue».
CRESCITA IMPRESE E INNOVAZIONE - «Aiuti
alla crescita dimensionale delle imprese e innovazione.
Sono due obiettivi dove si può fare una
politica fiscale premiante», ha affermato
Prodi. Il Professore ha detto di essere per
un fisco «neutrale» tra lavoro,
famiglie, rendite finanziarie e che questo sarà
un obiettivo del governo di centrosinistra che
si potrà raggiungere attraverso dei «principi
stabili nel tempo». Prodi propone inoltre
di utilizzare le risorse per rilanciare i distretti
industriali, in contemporanea con il rilancio
delle scuole tecniche.
MEZZOGIORNO
- «Gli investimenti sono una condizione
necessaria ma non sufficiente per far partire
il Mezzogiorno, serve una nuova politica industriale.
Il Mezzogiorno deve fare una politica strategica
di attrazione degli investimenti dall'Asia»,
ha risposto il candidato premier del centrosinistra.
«Lotta feroce a ogni criminalità
e illegalità».
«AUTHORITY
UMILIATE» - «In questi anni
le authority sono state umiliate, io credo invece
che bisogna rafforzarle, perché occorre
qualcuno che sorvegli che non nascano tanti
piccoli monopoli locali», ha sostenuto
Prodi.
FLESSIBILITÀ
- «Con la legge Biagi si è
andati oltre la necessità della flessibilità
richiesta dalle imprese, specie quelle medie
e piccole», ha sostenuto Prodi. «La
flessibilità in Italia è stata
introdotta dal governo di centrosinistra con
il pacchetto Treu. Oggi ci sono troppi contratti
a tempo determinato ripetuti, e questo non è
conveniente per i giovani».
NUCLEARE:
RICERCA SÌ, CENTRALI NO - «Riprendere
la ricerca sul nucleare, ma non avviare nessuna
costruzione di nuove centrali», è
il programma energetico di Prodi. «È
realistico l'obiettivo di abbassare del 20%
in cinque anni il costo dell'energia»
con interventi nel campo delle energie rinnovabili
e alternative. Quanto ai rigassificatori, Prodi
ha sottolineato che vanno fatti d'intesa con
il territorio, come è accaduto in Puglia.
SPESA,
MAASTRICHT INTERNA - La spesa pubblica,
«che il mio governo aveva tenuto a freno»,
con «questo governo è andata fuori
controllo: io mi impegno a farla ritornare sotto
controllo, con una specie di Maastricht interna,
un patto di stabilità locale e centrale»,
ha lanciato la proposta Prodi. «Una disciplina
della spesa pubblica è la premessa per
trovare le risorse per gli investimenti produttivi».