I
DUE NEMICI
Un
astio senza fine
LASTIO
tra Silvio Berlusconi e l imprenditore Diego Della Valle
riacceso a Vicenza, potrebbe vedere un altro round la prossima
settimana per la partita Milan-Fiorentina. Ma il confronto ha
origini antiche. Le ostilità erano state aperte dall'
imprenditore, e membro del patto di sindacato del Corriere della
sera, che aveva rimproverato Berlusconi di aver tentato di «criminalizzare»
il quotidiano di via Solferino per un editoriale di Francesco
Giavazzi contro l' esecutivo riguardo alla questione Bankitalia.
«Quanta demagogia» aveva esclamato il premier, e
allora Della Valle era esploso: «Il Corriere della Sera
è un giornale che decide in piena libertà. Capisco
che avendo altre abitudini in casa tua pensi che succeda dovunque».
Il riferimento, non certo velato, era all' attività di
editore del presidente del Consiglio. Il patron delle Tod's
era poi passato a criticare la campagna elettorale del premier,
fatta - era stata la sua accusa - con «foglietti»
in cui si vantano i successi del governo, ma non tenendo conto
che, specialmente per le famiglie, «la situazione è
dura». «Abbiamo bisogno che chi governa metta come
primo fatto il rispetto delle regole - aveva insistito Della
Valle -, della morale, se non facciamo queste cose questo paese
non ripartirà mai. Noi abbiamo bisogno che chi ci governerà
ci dia la credibilità di sostenere noi e di conseguenza
anche chi lavora con noi. Se io ti vedo arrivare con un foglietto
dove fai quattro disegnini, mi cascano le braccia. Sarei più
contento - aveva proseguito - se il presidente del Consiglio
si presentasse dicendo 'queste cose non le ho potute fare, io,
Berlusconi, ho sbagliato una serie di cosè...».
A questo punto Berlusconi aveva interrotto Della Valle: «Sono
imbarazzato dal modo in cui Della Valle ha impostato la questione.
Non credevo che un imprenditore potesse scendere a questo livello
di demagogia. Non ci sono decisioni importanti assunte da me
e dal mio governo di cui io debba pentirmi». E infine:
«Se il signor Della Valle volesse fare uno scontro con
me ne uscirebbe con le ossa rotte».