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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Pechino irritata per la frase pronunciata dal premier domenica
«Bambini bolliti», la Cina protesta
«Contrariati da queste affermazioni infondate, le parole e le azioni dei leader italiani dovrebbero andare a beneficio della stabilità»


PECHINO, 28.03.06 - Due giorni dopo le affermazioni del premier sui «bambini bolliti» in Cina ai tempi di Mao il governo cinese reagisce. Irritazione e condanna espressi in una nota: «Siamo contrariati da queste affermazioni infondate», si legge in un comunicato del ministero degli Esteri cinese. «Le parole e le azioni dei leader italiani», prosegue il testo «dovrebbero favorire la stabilità e lo sviluppo di relazioni amichevoli tra la Cina e l'Italia». Quest' anno tra l' altro la Cina festeggia il 2006 come anno dell' Italia.

«BAMBINI BOLLITI» - Durante una manifestazione elettorale sabato a Napoli, Berlusconi aveva affermato: «Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi».

FARNESINA: NESSUN INTENTO POLEMICO
- «La frase in questione si riferisce a episodi che avrebbero avuto luogo nel passato, mentre è evidente l' inesistenza di intenti polemici nei confronti della repubblica popolare cinese». È quanto si precisa alla Farnesina «in riferimento» alle parole pronunciate dal premier Silvio Berlusconi ricordate sopra.
Con riferimento ad alcune parole pronunciate domenica a proposito della Cina - si legge nella nota - si rileva che il presidente Berlusconi si è limitato a citare una frase contenuta nell' edizione italiana del 'Libro nero del Comunismò di Stephane Courtois (riportata per l' esattezza a pag.460), pubblicata nel 1998. La frase in questione - sottolinea la Farnesina - si riferisce peraltro a episodi che avrebbero avuto luogo nel passato, come correttamente ricordato dallo stesso presidente del Consiglio, mentre è evidente l' inesistenza di intenti polemici nei confronti della Repubblica Popolare Cinese.

Con Pechino - si legge ancora - l' Italia mantiene solidi rapporti di collaborazione e di cooperazione in tutti i campi, anche per favorire l' affermazione e il rispetto dei diritti umani.