Pechino
irritata per la frase pronunciata dal premier domenica
«Bambini bolliti»,
la Cina protesta
«Contrariati
da queste affermazioni infondate, le parole e le azioni
dei leader italiani dovrebbero andare a beneficio della
stabilità»
PECHINO, 28.03.06 - Due giorni dopo le affermazioni del
premier sui «bambini bolliti» in Cina ai tempi
di Mao il governo cinese reagisce. Irritazione e condanna
espressi in una nota: «Siamo contrariati da queste
affermazioni infondate», si legge in un comunicato
del ministero degli Esteri cinese. «Le parole e
le azioni dei leader italiani», prosegue il testo
«dovrebbero favorire la stabilità e lo sviluppo
di relazioni amichevoli tra la Cina e l'Italia».
Quest' anno tra l' altro la Cina festeggia il 2006 come
anno dell' Italia.
«BAMBINI
BOLLITI» - Durante una manifestazione elettorale
sabato a Napoli, Berlusconi aveva affermato: «Mi accusano
di aver detto più volte che i comunisti mangiano
i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete
che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini,
ma li bollivano per concimare i campi».
FARNESINA: NESSUN INTENTO POLEMICO - «La frase
in questione si riferisce a episodi che avrebbero avuto
luogo nel passato, mentre è evidente l' inesistenza
di intenti polemici nei confronti della repubblica popolare
cinese». È quanto si precisa alla Farnesina
«in riferimento» alle parole pronunciate dal
premier Silvio Berlusconi ricordate sopra.
Con riferimento ad alcune parole pronunciate domenica a
proposito della Cina - si legge nella nota - si rileva che
il presidente Berlusconi si è limitato a citare una
frase contenuta nell' edizione italiana del 'Libro nero
del Comunismò di Stephane Courtois (riportata per
l' esattezza a pag.460), pubblicata nel 1998. La frase in
questione - sottolinea la Farnesina - si riferisce peraltro
a episodi che avrebbero avuto luogo nel passato, come correttamente
ricordato dallo stesso presidente del Consiglio, mentre
è evidente l' inesistenza di intenti polemici nei
confronti della Repubblica Popolare Cinese.
Con Pechino - si legge ancora - l' Italia mantiene solidi
rapporti di collaborazione e di cooperazione in tutti i
campi, anche per favorire l' affermazione e il rispetto
dei diritti umani.
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