DUCE
DUCE
Berlusconi
a Napoli chiude la campagna.
C' è chi inneggia: «Duce, duce»
«Vinceremo perché non siamo coglioni»
Il premier arringa la folla: «Volete affidare
il vostro futuro agli eredi di Stalin? Con la
sinistra più tasse per le clientele»
NAPOLI,
07.04.06 - Il colpo di teatro arriva alla fine,
quando il «suo» sipario si è
già chiuso. E come i grandi attori rieccolo
tornare sul palco a strappare applausi, con
un bis del tutto inaspettato: «Grazie
a tutti, siete commoventi e state sicuri, domenica
e lunedì vinceremo perché non
siamo coglioni». Con queste parole Silvio
Berlusconi termina il suo comizio a Piazza del
Plebiscito a Napoli davanti ai militanti della
Cdl riuniti per la festa del Polo in chiusura
della campagna elettorale. Sul podio dopo il
Cavaliere sono saliti gli altri leader del centrodestra:
Maroni (Bossi è a Milano per il gran
finale della Lega), Casini e Fini. Discorsi
brevi e molti slogan per chiamare l' applauso
e far crescere l' entusiasmo della folla.
«DUCE,
DUCE»
- Ma anche al termine del comizio il bagno di
folla di Berlusconi continua e quando il Presidente
del Consiglio raggiunge la Prefettura accanto
alla piazza, entra poi e si affaccia dal balcone
salutando. In prima fila s' alza un coro «Duce,
duce...» che poi si fonde con quello più
generale: «Silvio, Silvio, Silvio».
L'
ARRINGA
- Il premier esordisce aulico, con una citazione
manzoniana memoria: «Siamo stretti
l' uno all' altro come un vero esercito di libertà:
ci ascoltano in tutta Italia, dalle Alpi alle
Piramidi, dal Manzanarre al Reno...»
. Poi passa ad arrigare il popolo del centrodestra
con una serie di domande a cui la piazza, piena
soltanto per metà, ha risposto a gran
voce «no».
«Volete essere governati - ha chiesto
Berlusconi - da chi è stato complice
della peggiore tirannia che la storia ricordi?
Volete affidare il vostro futuro agli eredi
di Stalin, Mao, Pol Pot e a quelli che oggi
sono gli amici di Castro?».
La folla ha risposto più volte «no»,
intervallando gli applausi con cori «chi
non salta è comunista» e inneggiando
«Silvio Silvio».
L'ATTACCO:
«I VOSTRI SOLDI ALLE CLIENTELE»
- Poi Berlusconi torna su quella che è,
a suo dire, la passione della sinistra per le
tasse, che servono «a ridistribuire il
reddito!». Stavolta però il ragionamento
del premier cambia leggermente rispetto ai comizi
passati: ridistribuire il reddito «sarebbe
anche una cosa giusta -dice- se si togliesse
a chi ha tanto per dare a chi ha poco. Ma così
non è. Ce le ricordiamo le tasse del
governo della sinistra, l' eurotassa, l' Ici,
l' Irap, la tassa sul medico di famiglia. Soldi
-accusa Berlusconi- che hanno usato per estendere
il loro potere e il loro consenso, per finanziare
la lega delle cooperative, per fare megaconcerti
e megaconvegni nelle città in cui hanno
il governo». «Togliere meno soldi
dalle tasche dei cittadini è il contrario
di quello che vuole fare questa sinistra, noi
ci impegniamo a togliere la tassa sulla prima
casa, subito nella Finanziaria 2007».