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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

DUCE DUCE
Berlusconi a Napoli chiude la campagna.

C' è chi inneggia: «Duce, duce» «Vinceremo perché non siamo coglioni» Il premier arringa la folla: «Volete affidare il vostro futuro agli eredi di Stalin? Con la sinistra più tasse per le clientele»

NAPOLI, 07.04.06 - Il colpo di teatro arriva alla fine, quando il «suo» sipario si è già chiuso. E come i grandi attori rieccolo tornare sul palco a strappare applausi, con un bis del tutto inaspettato: «Grazie a tutti, siete commoventi e state sicuri, domenica e lunedì vinceremo perché non siamo coglioni». Con queste parole Silvio Berlusconi termina il suo comizio a Piazza del Plebiscito a Napoli davanti ai militanti della Cdl riuniti per la festa del Polo in chiusura della campagna elettorale. Sul podio dopo il Cavaliere sono saliti gli altri leader del centrodestra: Maroni (Bossi è a Milano per il gran finale della Lega), Casini e Fini. Discorsi brevi e molti slogan per chiamare l' applauso e far crescere l' entusiasmo della folla.

«DUCE, DUCE» - Ma anche al termine del comizio il bagno di folla di Berlusconi continua e quando il Presidente del Consiglio raggiunge la Prefettura accanto alla piazza, entra poi e si affaccia dal balcone salutando. In prima fila s' alza un coro «Duce, duce...» che poi si fonde con quello più generale: «Silvio, Silvio, Silvio».

L' ARRINGA - Il premier esordisce aulico, con una citazione manzoniana memoria: «Siamo stretti l' uno all' altro come un vero esercito di libertà: ci ascoltano in tutta Italia, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno...» . Poi passa ad arrigare il popolo del centrodestra con una serie di domande a cui la piazza, piena soltanto per metà, ha risposto a gran voce «no».
«Volete essere governati - ha chiesto Berlusconi - da chi è stato complice della peggiore tirannia che la storia ricordi?
Volete affidare il vostro futuro agli eredi di Stalin, Mao, Pol Pot e a quelli che oggi sono gli amici di Castro?».
La folla ha risposto più volte «no», intervallando gli applausi con cori «chi non salta è comunista» e inneggiando «Silvio Silvio».

L'ATTACCO: «I VOSTRI SOLDI ALLE CLIENTELE» - Poi Berlusconi torna su quella che è, a suo dire, la passione della sinistra per le tasse, che servono «a ridistribuire il reddito!». Stavolta però il ragionamento del premier cambia leggermente rispetto ai comizi passati: ridistribuire il reddito «sarebbe anche una cosa giusta -dice- se si togliesse a chi ha tanto per dare a chi ha poco. Ma così non è. Ce le ricordiamo le tasse del governo della sinistra, l' eurotassa, l' Ici, l' Irap, la tassa sul medico di famiglia. Soldi -accusa Berlusconi- che hanno usato per estendere il loro potere e il loro consenso, per finanziare la lega delle cooperative, per fare megaconcerti e megaconvegni nelle città in cui hanno il governo». «Togliere meno soldi dalle tasche dei cittadini è il contrario di quello che vuole fare questa sinistra, noi ci impegniamo a togliere la tassa sulla prima casa, subito nella Finanziaria 2007».