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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Sarebbe irresponsabile escluderci dal gioco democratico» Berlusconi lancia la «Grossa Coalizione»

«Copiamo dalla Germania, uniamo le forze»
Il premier prende la parola per la prima volta dopo l' esito elettorale.
E tende la mano a Prodi: «No alla guerra civile»

ROMA, 11.04.06 - «Il voto ha mostrato una maggioranza assoluta per la Cdl e una maggioranza relativa risicata per la sinistra. Non esiteremo a riconoscere vittoria all' avversario solo quando saranno ultimate procedure legali di verifica. Nessuno può dire ora di aver vinto. Se l'aritmetica darà loro i numeri dovranno mostrare di sapere di governare veramente il paese». Lo ha detto il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, incontrando i giornalisti a Palazzo Chigi.

«LATI OSCURI SUL VOTO» - «Chi avesse in animo di escludere dal gioco democratico del paese la metà dei cittadini - ha aggiunto Berlusconi - farebbe un calcolo di bottega irresponsabile e ne pagherebbe le conseguenze. Sappiamo che ci sono stati degli errori e penso che i risultati non siano ancora definitivi. Non possiamo ancora dire che sia un voto valido, non avremmo voluto vedere lo spettacolo della notte con le autoproclamazioni di vittoria dell' Unione. Su questo voto ci sono ancora molti lati oscuri».

LE VERIFICHE - Il leader di Forza Italia ha poi fatto riferimento alla verifica dei risultati effettuata dopo il voto di cinque anni fa: «Vorrei ricordare che nel 2001 la differenza tra i dati forniti dalla prima indicazione del Viminale e quelli sanciti dalla Cassazione era pari a 36mila voti. Oggi abbiamo 1.102.188 voti nulli e ben 611.158 voti annullati. Ciò fa capire quanto legittime siano le nostre richieste». Nonostante l'intenzione di verificare una a una le schede risultate contestate, Berlusconi ha però sottolineato di ritenere regolari le operazioni di voto, associandosi così alle dichiarazioni del ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Ha però messo in discussione l'esito del voto degli italiani all' estero, risultato poi determinante per la definizione della maggioranza al Senato: «Ci sono moltissime irregolarità. Non può quindi essere escluso che questo voto possa essere considerato non valido».

LE APERTURE A PRODI - In ogni caso Berlusconi ha teso anche una mano all' Unione e a Romano Prodi (a cui «telefonerò solo quando saranno certi i risultati elettorali») nell' ipotesi che il risultato definitivo del voto al termine delle verifiche modifichi il risultato e stabilisca eventualmente maggioranze diverse per le due Camere. Il premier ha chiesto indirettamente al leader del centrosinistra di ipotizzare di sedersi attorno ad un tavolo e di «prendere esempio dalla Germania» dove a fronte di un Paese spaccato in due si è arrivati necessariamente a delle larghe intese. «Se davvero si vuole andare avanti con un paese che non si divida, dovremmo prendere esempio da altri paesi come la Germania e considerare se no sia il caso di unire le forze e governare nella concordia». «Al paese - ha aggiunto - non fa bene andare avanti in una specie di guerra civile. Dobbiamo dismettere il viso delle armi e pensare di sederci responsabilmente in un tavolo pensando all' interesse del paese».