VOTO
Berlusconi:
«Fino allultimo la partita è
aperta»
Oggi
il rientro a Roma, il leader della Cdl insiste:
«Impegniamoci per le amministrative»
Il
premier uscente si è riposato in Sardegna.
I suoi collaboratori insistono: «Bisogna ricontare
le schede una a una»
ROMA,
18.04.06 - Berlusconi non ci sta. Non ci sta a chiudere
la partita. Ha passato una Pasqua di riposo (ha
trascorso alcuni giorni in Sardegna, diluendo un
po l impegno stressante di queste settimane),
ma non pensa il capitolo elezioni sia finito. Anzi.
Anzi, ritiene che sia cominicato già il capitolo
per le prossime elezioni. Quelle amministrative,
per esempio visto che per venerdì prossimo
ha assicurato che sarà a Trieste per sostenere
il sindaco e candidato della Cdl, Roberto Dipiazza,
impegnato nel ballottaggio. Stamattina dovrebbe
fare ritorno a Roma, un po a sorpresa perché
erano in tanti - anche nel suo staff - che erano
convinti della tappa allo stadio: stasera infatti
il Milan affronterà a San Siro il Barcellona
in una delle sfide più belle del calcio mondiale.
Il Cavaliere dunque non ci sarà. O meglio,
non dovrebbe esserci. Sarà nella Capitale
perché vuole tornare ad occuparsi da vicino
della situazione delle schede contestate. Ma se
la proclamazione degli eletti da parte delle Corti
dAppello potrebbe giungere già oggi
(o forse domani), non è detto che il premier
uscente confermi la sconfitta. Più probabile
che richieda il conteggio scheda per scheda, una
verifica che occuperebbe tempi lunghi. Ma i principali
collaboratori del Cavaliere spingono per questa
soluzione. È il caso di Fabrizio Cicchitto,
consigliere politico del leader della Cdl: «Nulla
consente al centrosinistra di cantare vittoria:
ancora cè un contenzioso assai intricato
e complesso che non permette a nessuno dei due schieramenti
di poter proclamare di aver vinto». E a«ggiunge:
«In ognuna delle due ipotesi possibili, chi
vincerà lo farà per una strettissima
incollatura, nel momento in cui del tutto legittimamente
il presidente Berlusconi, Forza Italia, la Casa
della libertà, richiedono una rigorosa verifica
dei risultati autentici, visto che il centrosinistra
rivendica una maggioranza di 25mila voti di fronte
a quasi 40 milioni di votanti e al buco nero costituito
da un milione di schede nulle o annullate».
E Peppino Caldersi, dei Rifonrmatori liberali, molto
vicino a Berlusconi, insiste: «È necessario
che le massime autorità istituzionali facciano
sentire la loro voce affinché il conteggio
ufficiale dei voti avvenga con la massima precisione,
trasparenza e rispetto della legge». «La
legge affida agli Uffici circoscrizionali presso
le Corti d' Appello» il controllo delle schede,
spiega Calderisi, mentre «il conteggio del
Viminale, avvenuto nottetempo attraverso comunicazioni
informali, anche via telefono o fax, da parte dei
Comuni e delle Prefetture», è «solo
ufficioso e può essere soggetto ad errori»
e che «tali errori potrebbero essere ben superiori
allo scarto dello 0,6 per mille registrato dal Viminale
tra le due coalizioni». Per Calderisi, è
necessario che la verifica sia fatta «in modo
tempestivo». Il leghista Roberto Calderoli
avverte: «Mi sembra che tutte le pressioni,
tutti gli sforzi della sinistra per forzare la mano
siano inutili, sarà l Ufficio elettorale
centrale nazionale a fornire le cifre esatte del
voto e io mi auguro naturalmente che lo faccia applicando
alla lettera la legge per quel che riguarda la non
sommabilità dei voti della "Lega Alleanza
Lombarda" al centrosinistra».