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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Potere sinistro buon comunismo a tutti
di Vittorio Feltri

Silurato dal compagno Bertinotti, adesso D' Alema medita la vendetta e punta al Quirinale. Prodi rimescola le poltrone rosse, l' Italia è nei guai Ieri ho letto sul Corriere della Sera un bellissimo articolo di Maria Teresa Meli, talmente interessante da sembrare scritto da Fausto Carioti, capo della redazione romana di Libero, un fuoriclasse, pilastro del nostro giornale cui devo gran parte delle notizie usate nei miei commenti. Maria Teresa Meli ha offerto una perla. D' Alema, talmente antipatico da essermi simpatico, venerdì, giorno nel quale ha rinunciato alla presidenza della Camera in favore di Bertinotti (l' amico dei teppisti), si è consolato andando a inaugurare in Emilia-Romagna un monumento alla libertà di stampa. Lui che (essendo giornalista) ha ribrezzo dei giornalisti ed è un cultore così appassionato di tale libertà al punto d' aver querelato (richiesta di indennizzo, mezzo miliardo di lire) il vignettista Giorgio Forattini per un disegno ormai famoso: Massimo riprodotto mentre sbianchetta un documento. Alla faccia della facoltà di satira. Il vero satirico è il leader diessino. Irresistibile. Tale quale Dracula eletto presidente dell' Avis, associazione volontari donatori di sangue; oppure un pedofilo pluricondannato per violenze su minori nominato direttore dell' asilo Mariuccia. La vittoria del centrosinistra alle elezioni politiche è una pacchia per l' umorismo nazionale. I comici al potere ci ridurranno sul lastrico però saremo incerti se morire di fame o dal ridere. Il rivoluzionario Fausto Bertinotti, quello del casale chic con piscina in Umbria, innamorato di Fidel Castrato e di Marcos, non appena sancita l' affermazione di Romano Prodi si è tuffato sulla più alta poltrona di Montecitorio, l' ha afferrata e non l' ha mollata più. Un acrobata egregio, non vi sono dubbi. I democristiani della sublime era del doroteismo al confronto di Fausto erano dei ciula. Bertinotti, da ex sindacalista casinaro, da protettore dei noglobal sfasciacarrozze, piromani, sprangatori e devastatori di città (vedi Milano, corso Buenos Aires), ha piazzato un formidabile ricatto a Mortadella: o mi dai la presidenza della Camera o ti faccio fare la fine del cretino; non entro nel governo. Prodi, carattere da temerario e palle lesse, si è irrigidito sugli attenti: signorsì signor subcomandante. La cadrega è tua. L' ammazzagiornalisti D' Alema, appresa la deliziosa notizia, si è affrettato a telefonare a Fausto: davvero ti sei fregato lo sgabellone? Risposta: sì, me lo sono fregato e me lo tengo. Vabbé. Tienitelo. E a me cosa cazzo rimane? Fausto: caro Baffino, il Quirinale è tuo; se te lo fai soffiare sei un fesso. A questo punto una profonda riflessione è di rigore: la Casa delle libertà faceva schifo quando litigava per le follinate manicomiali dell' Udc; ma l' Unione - se vogliamo rispettare la par condicio - alle prese col mercato delle Frau e dei Divani & Divani fa vomitare. Mortadella non si è ancora insediato a Palazzo Chigi, non ha ancora ricevuto l' incarico di formare il nuovo governo e già consuma le sue energie ciclistiche nella spartizione. In campagna elettorale, la pia Mortadella predicava serietà serietà; a due giorni dalla proclamazione della vittoria rossa si affanna a distribuire cadreghe. I problemi economici del Paese, il popolo affamato, la precarietà, le imprese nella melma, le pensioni da suicidio e gli stipendi da cimitero: chissenefrega. Progressisti arraffoni e arrampicatori: e la chiamavano serietà... Fassino in tivù ha superato il collezionista di Ferrari (auto, non bottiglie di spumante) Beppe Grillo. Si è esibito in un intervento trasformistico da manuale. Era a Otto e mezzo. Si discuteva di cuneo fiscale e baggianate simili richiedenti molto denaro pubblico. Giuliano Ferrara domanda: dove raccatterete i fondi per tutto questo? Piero Grissino infastidito sbotta: uffa, basta con la storia dei fondi, basta con i piagnistei, siamo il sesto Paese industriale del mondo, i quattrini abbondano eccome se abbondano... L' elefantino allibisce. Osa: scusi Fassino, ma se per cinque anni ci avete descritto un' Italia berlusconiana sull' orlo della disfatta, in miseria, sfinita, come fa ora a dire il contrario? Il salesiano comunista torinese querciaiolo non è riuscito a trattenere un sorriso. Si è reso conto di essere un bamba da competizione. Guarda un po': hanno vinto tre giorni fa per una manciatella di voti contestati e già pensano di averci fatto diventare ricchi. La gente non crepa più di inedia, i pensionati hanno accumulato fortune californiane, gli operai non vanno più a Squinzano e Coca Cola; bevono Krug e Dom Perignon. Il cuneo fiscale chissà dove se lo ritroveranno... Un' idea l' avrei. Ho sul tavolo la Costituzione. La sfoglio e non trovo un articolo in cui si dica che il presidente del Consiglio probabilmente incaricato di creare il governo debba decidere chi farà il presidente della Camera e chi il presidente del Senato. Eppure Prodi si è eretto a distributore di poltrone. Allora. Bertinotti, dicevamo, va a Montecitorio dove porterà una ventata di rivoluzione leninista. Roba fresca. D' Alema al Quirinale, se ce la farà. Mortadella a Palazzo Chigi. Se anche a Palazzo Madama andrà un compagno, buon comunismo a tutti, amici miei carissimi. Non sarà un regime, per carità; ma una schifezza sì, garantita al limone. Fra l' altro non si comprende un particolare di qualche importanza. I comunisti si sono battuti quasi sessanta anni contro la Democrazia cristiana e pur di dare l' assalto al potere si sono affidati al democristiano Prodi. Vite sprecate, ideali sotto i tacchi, dignità sbrindellata. Togliatti e Gramsci si rivolteranno nella tomba. Da Stalin a Mortadella; dio che tonfo. D' altronde si giustifica qualsiasi salto: datemi una poltrona e me ne fotterò del mondo. Le facce rivelano quello che c' è dietro: bramosia di potere, desiderio di riscatto, voglia matta di indennità parlamentari, di sofà vellutati, saloni dorati, limousine, segretari e leccaculo. A proposito di culo, quello del Professore è enorme. Il fatturato dell' industria italiana negli ultimi due mesi è salito vertiginosamente, la ripresa economica è in atto; gli incassi dell' Iva lo dimostrano. Ecco, i progressisti diranno che è merito loro. Copriranno di denaro gli industriali che li hanno aiutati coi loro giornaloni aperti a sinistra, e costringeranno i piccoli e i medi a tirare la cinghia. Addosso a tutti con la mazza fiscale, a tutti tranne che a loro: quelli dei salotti buoni (a nulla) e capaci di tutto. Spero che Berlusconi non si faccia infiascare dai baluba che ha intorno. Gli hanno suggerito di appoggiare Andreotti alla presidenza del Senato. E di appoggiare Ciampi al Quirinale. La somma delle cui età è impressionante: 173 anni. A 87 e a 86 anni non ti è concesso neppure di guidare il tram, ma se si tratta del Senato non c' è divieto. Andiamo. Poi, cosa c' entra Andreotti col centrodestra? Non ha fatto che criticarlo. È l' emblema del tirare a campare. Del potere per il potere. E voi gli regalate la presidenza di Palazzo Madama? Se proprio non resistete alla tentazione di inciuciare, ciucciate almeno qualcosa di meglio. E non scordatevi che Giulio fu il presidente del governo di solidarietà nazionale, famosa ammucchiata, anno 1978. Che orrore.