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"Il grande vecchio bocciato": doppio schiaffo a Tremaglia dai "suoi" italiani

di Carla Ronga 15/05/2006

La missiva. In una lettera inviata a Prodi, i parlamentari dell' Unione eletti all' estero chiedono una formula completamente nuova per il governo, che ''rompa'' con il passato. - Oggetto di scherno da parte di molti commentatori dopo l'esito elettorale e vittima predestinata dell'ira del Cavaliere e dei segretari di centrodestra, Mirko Tremaglia proprio non ha tempo di sanare le sue ferite: ora, a voltargli le spalle sono direttametne i rappresentanti degli italiani eletti nelle circoscrizioni estere, che lo bocciano apertamente. Una bocciatura senza possibilità di appello e non solo perché 4 parlamentari (su sei) sono stati eletti nelle file del centrosinistra, ma perché ad ottenere uno zero tondo, tondo in pagella è tutto l' operato politico del ministero con competenze sugli italiani nel mondo. In una lettera, infatti, i rappresentanti eletti all' estero, sollecitano Prodi ad operare finalmente una vera e proprio "svolta dopo Tremaglia", con una nuova formula per il ministero in grado di dare "risposte concrete" ai nostri connazionali oltre frontiera. Scritta a seguito di un incontro qualche giorno fa con Romano Prodi, la missiva è partita dal coordinamento dei parlamentari della circoscrizione estero all'indirizzo del designato premier e dei segretari dei partiti dell'Unione. Il documento contiene i desiderata e le indicazioni per le nuove competenze sulla materia italiani nel mondo. In primis il destino del Ministero finora retto da Mirko Tremaglia. A rivelare l'esistenza di questa presa di posizione è "Gente d'Italia", il quotidiano delle americhe diretto da Mimmo Porpiglia. "L'eventuale superamento del Ministero per gli Italiani nel mondo può essere fatto solo con l'espressione di una visibile volontà politica e con soluzioni che siano capaci di dare risposte reali e convincenti alle attese degli italiani all'estero", è scritto nella lettera. L'intenzione comune, e peraltro mai smentita da altri esponenti della maggioranza, è di superare e di archiviare l'esperienza del passato governo, "farla insomma finita con un'istituzione di rappresentanza vuota di poteri reali tanto quanto ricca di retorica, per fornire invece in alternativa uno strumento magari meno appariscente, ma più efficiente ", sottolinea "Gente d'Italia". Ma quale soluzione si prospetta? Un viceministro agli Affari Esteri con deleghe e portafoglio? Un ufficio ascritto alla presidenza del Consiglio? Un Ministero, ma con maggiori poteri di intervento? La forma per i parlamentari del centrosinistra eletti all'estero conta meno della sostanza nonostante qualcuno, tra l'opposizione, abbia protestato per l'ipotesi di chiudere il Ministero che fu di Tremaglia. Nella missiva, secondo il quotidiano diretto da Mimmo Porpiglia, si dà poi puntuale conta degli interventi urgenti che dovrebbero competere il nuovo organo e che per i nostri connazionali nel mondo costituirebbero garanzia di un reale cambiamento con il passato. In particolare, le richieste riguardano l'organizzazione e lo sviluppo della rete consolare, i rapporti con le regioni in questa area, la protezione sociale per i tanti componenti delle comunità italiane all'estero che versano nelle condizioni di difficoltà e per i quali si prevede un assegno di solidarietà. E ancora, la promozione della lingua e della cultura italiana, qualificazione dell'informazione con il "radicale risanamento" di Rai International, sono alcune delle linee programmatiche indicate al nuovo governo. Secondo i parlamentari dell'Unione eletti all'estero, l'urgenza è trovare quindi lo strumento migliore, anche di coordinamento senza dualismi con altre amministrazioni, per mettersi a lavorare al meglio e al più presto. "E' stata una felice coincidenza la nostra elezione e poco dopo la responsabilità dell'elezione del Presidente della Repubblica", ha detto a "Gente d'Italia" Marisa Bafile, eletta alla Camera nella ripartizione Centro Sud America. "Abbiamo fatto gioco di squadra con tutto il centrosinistra per eleggere Giorgio Napolitano. Lo stesso Massimo D'Alema che aveva tutte le carte per salire al Colle si è fatto da parte proprio per garantire il benessere comune. Ed io credo, anzi sono convinta che il presidente Napolitano sarà il presidente di tutti gli italiani. Ora, riguardo al Ministero per gli Italiani nel Mondo, bisogna superare la fase della chiacchiera e passare a quella del lavoro. Abbiamo assistito insieme a tutte le comunità all'estero all'esercizio di retorica durato un quinquennio con il vecchio Ministero, ora - avverte Bafile - vogliamo uno strumento efficiente che possa portare fatti e non vuote parole". La parlamentare dell'Unione non ha timore di un eventuale soppressione del ministero degli Italiani all'estero. "A me – spiega - non interessano le etichette. Qualsiasi sarà la formula scelta mi troverà d'accordo a patto che aiuti noi espressi all'estero di portare a casa risultati concreti". I rappresentanti eletti all'estero sgomberano quindi il campo da ipotesi di lottizzazioni partitiche mettendo nero su bianco l'esigenza di una soluzione ispirata al più puro pragmatismo. "Io credo che rimarrà l'attuale conformazione del Ministero - afferma il senatore Nino Randazzo, ripartizione Asia Africa Oceania - ma con poteri nuovi". L'ipotesi sul tappeto è quella di un ministero con un nuovo portafoglio. "Un'ipotesi mai tramontata. La scelta - spiega Randazzo - è tra configurazioni diverse come quella di un viceministro al Ministero degli Affari Esteri con deleghe per le competenze, ma si tratta di individuare lo strumento di maggiore impatto e di maggiore capacità operativa. Certo non vogliamo più un Ministero capace solo di creare fumo, come in passato". "La risposta alla nostra lettera arriverà con la formazione del nuovo Governo", puntualizza il neo - deputato Marco Fedi, anche lui eletto nella più vasta nonché la più remota delle ripartizioni, quella che racchiude i tre continenti Asia Africa Oceania. "E' stata un settimana intensa e molto solenne perché per la prima volta la comunità italiana all'estero ha partecipato all'elezione di un Presidente della Repubblica. Io sento di aver rappresentato una parte della comunità italiana della nostra ripartizione ed ho vissuto pienamente questa responsabilità. Dal punto di vista politico la maggioranza ha espresso una proposta sulla quale si sperava di avere la convergenza anche dell'opposizione. Purtroppo non è avvenuto - osserva Fedi - ma sono convinto che Napolitano sarà un grande presidente, garante di tutti degli italiani e degli italiani all'estero. Al segnale politico che la maggioranza ha dato all'opposizione con le schede bianche non è arrivata risposta. Comunque, per quanto ci riguarda - assicura Fedi - la stessa compattezza che c'è stata nel centrosinistra per l'elezione del Presidente ci sarà anche per individuare gli strumenti di governo migliori per la questione degli italiani nel mondo". Fedi spiega che, nella lettera indirizzata a Romano Prodi, il leader dell'Unione e futuro premier viene sollecitato a far sì che "la nuova struttura sia comunque una struttura efficiente, forte e dotata di risorse. Che possa mettere in atto le riforme, che lo faccia concretamente e subito". Riguardo a chi guiderà questa struttura, le indicazioni fornite dai parlamentari eletti all'estero sono "indicazioni ispirate al buonsenso". "Chiediamo una persona competente e di chiaro valore professionale, che abbia cioé - conclude Fedi - le credenziali per svolgere con efficienza il lavoro che deve cominciare. Niente di più''.