Berlusconi:
entro un anno il Partito delle libertà
Il
Cavaliere: «Sarò il prossimo candidato
premier». E attacca la sinistra: «Ha
occupato tutto, una concentrazione di potere
mai vista in 60 anni»
16.05.06
- Un' ultima conferenza stampa, per salutare
i giornalisti che lo hanno seguito in questi
anni, ma pure per fare un bilancio del passato
e aprire uno scorcio sul futuro. Con una certezza
e qualche rammarico, ma senza livore né
risentimento. L' umore, insomma, è ben
diverso da quello di lunedì, quando -
il volto scuro e il corpo quasi immobile - ha
seguito come una sfinge il discorso d' insediamento
alle Camere di Giorgio Napolitano. A
ventiquattrore di distanza - in una giornata
che si apre in tarda mattina con le consultazioni
al Quirinale e si chiude a sera con una passeggiata
per piazza di Spagna - Silvio Berlusconi pare
ben più sereno, sorride spesso e si concede
più di una battuta.
Né
Tahiti, né le Bahamas. Una certezza,
dicevamo. Che dispensa aprendo la sua ultima
conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Questo
- dice - è un arrivederci,
perché penso che il percorso delle riforme
non possa interrompersi... ». Insomma,
chi davvero aveva creduto che Berlusconi potesse
essere tentato dal lasciare la scena politica
può mettersi l' anima in pace. Niente
Tahiti, né tantomeno le Bahamas. Il Cavaliere
lo dice chiaro: «Io rimango il leader
dell' opposizione». «Anche il prossimo
candidato premier?», lo interrompe un
cronista. La risposta è eloquente: «Ça
va sans dire... Se sono il leader dell' opposizione
sarò anche il candidato premier».
Poi, uno sguardo ai soliti sondaggi («quelli
che tutti davano per taroccati... ») che,
anche se «un po' in ritardo», danno
«la Cdl al 52% e il centrosinistra al
47,5%». Con una certa ironia verso «il
teorema del declino».