Sette
ragioni per dire no al Professore
di
Giordano Bruno Guerri, Il Giornale del 19/5/2006
Il
soporifero intervento di Prodi al Senato,
commentato in sette punti da Giordano Bruno
Guerri su Il Giornale del 19 maggio
2006
.
"La
principale evidenza del discorso che Romano
Prodi ha tenuto al Senato è chiara
e netta: nel presunto governo di centrosinistra
ha già prevalso la sinistra, come si
temeva e com era facilmente prevedibile.
Basta considerare alcuni dei principali passaggi.
1)
"Non abbiamo condiviso la guerra in Irak
e la partecipazione dell Italia".
Senonché l Italia non ha "partecipato"
alla guerra, è intervenuta nella successiva
missione di pace, e le nostre azioni belliche
sono state soltanto di legittima (e parziale)
difesa. La tesi del neo primo ministro è
esattamente quella della sinistra estrema,
come l affermazione che l attacco
americano sia stato "un grave errore"
che "non ha risolto, anzi ha complicato,
il problema della sicurezza". Con un
gioco delle tre carte condiviso dalla sinistra
mondiale, anche Prodi finge di credere che,
se Saddam Hussein fosse rimasto al suo posto,
tutti oggi saremmo più tranquilli.
2)
Parlando della necessità di "sottoporre
a revisione" la legge Biagi, Prodi ha
parlato di "inaccettabile precarietà":
e con ciò ha sposato in pieno le tesi
dei sindacati e dei partiti di sinistra, per
il quali la necessaria flessibilità
non è mai stata altro - appunto - che
"inaccettabile precarietà".
3)
La fumosa espressione riguardo "un provvedimento
diretto ad alleggerire l attuale insostenibile
situazione delle carceri", altro non
è che un amnistia generale e
generalizzata come vuole la sinistra: neanche
motivata con motivi ideali (che si potrebbero
anche discutere), ma per risolvere il problema
dell affollamento carcerario.
4)
Parlando di una nuova "normativa che
disciplini i conflitti d interessi",
Prodi ha garantito che sarà "scevra
da intenti punitivi", proposizione che
però indica da sola che sarà
Berlusconi l oggetto delle nuove norme.
Visto che Berlusconi è all opposizione,
il progetto è di per sé punitivo,
piuttosto che propositivo. Come vuole la sinistra.
5)
Quanto ai lavori pubblici che ci abbisognano,
anche in questo caso Prodi ha usato il fumoso
parlardemocristiano per mascherare quanto
i comunisti e i verdi abbiano la prevalenza
nel suo governo: "Effettueremo investimenti
infrastrutturali mirati piuttosto che singole
grandi opere", è no secco alla
Tav. Che oltretutto smentisce quanto aveva
dichiarato in campagna elettorale.
6)
Il governo Berlusconi sbagliò, a mio
parere, nell approvare di tutta fretta
(con l entusiamo del centrosinistra)
la Costituzione europea poi saggiamente respinta
dai popoli francese e olandese. Prodi aggrava
l errore minacciando di lavorare a una
nuova Costituzione che deve» essere
pronta prima delle elezioni europee del 2009.
Non si vede come potrà fare, ma il
ciel ci aiuti, visto che Prodi intende andare
verso quella visione comunistica dell
Ue che vuole dotare l unione monetaria
di "un vero governo economico e sociale",
futuro assassino delle indipendenze e delle
identità nazionali.
7)
Infine, il capo del governo giudica che "lAfrica
è sulle nostre spalle, sulle spalle
dell Italia e dell Europa".
Qui davvero è caduto preda del più
velleitario e insopportabile buonismo della
sinistra estrema: perché l Africa
è un problema che sarà difficile
risolvere anche se vi si impegnassero, insieme,
Occidente e Oriente. È un peso capace
di schiacciare l Europa, figurarsi l
Italia. Figurarsi il governo Prodi.
Conclusioni?
Le lascio a Chris1985, un giovane che è
intervenuto così nel dibattito subito
acceso nel mio forum: Il bello di Prodi
è che fa capire perfettamente che lui
è solo il moderatore di questo governo.
Spero in un passaggio di consegne a Diliberto
o DAlema".