Mastella
«Su
intercettazioni presto mia iniziativa»
ROMA,
21.05.06 - Il ministero della Giustizia potrebbe
presentare al più presto un disegno di
legge che regolamenti la materia delle intercettazioni.
«Ho visto che il presidente Marini ha
posto la questione alla giunta al Senato. Credo
che nei prossimi giorni ci sarà un mia
iniziativa». È quanto ha replicato
ai giornalisti il neoministro della Giustizia,
Clemente Mastella, ai giornalisti che
gli hanno chiesto della questione delle intercettazioni
telefoniche «i cui contenuti spesso finiscono
sui giornali prima che gli interessati ricevano
gli avvisi di garanzia».
ANDREOTTI:
«LIPPI DEVE ANDARE IN GERMANIA»
- Sulla vicenda del calcio, e in particolare
sul ruolo del ct della nazionale, tra i politici
si è fatto sentire anche il senatore
Giulio Andreotti: «Lippi deve andare in
Germania. Stiamo assistendo a una demonizzazione
ingiusta. Noi siamo un paese di garanzie civili
e per ora è stata data solo pubblicità
ad intercettazioni telefoniche, un sistema barbaro
che pensavamo fosse caratteristica del fascismo».
Dal
rapporto dei carabinieri alla procura di Napoli
emerge un gruppo di fedelissimi che il direttore
di gara romano controllava e spingeva "La
combriccola di arbitri e assistenti" così
De Santis voleva superare Collina
Voti gonfiati per far salire di categoria gli
amici e allargare il proprio potere
ROMA
- Per assicurarsi "un futuro tranquillo"
ed aumentare "esponenzialmente" il
suo potere, Massimo De Santis preparava
la sua successione a Pierluigi Collina
nel ruolo di arbitro italiano più rappresentativo.
Lo spiegano i carabinieri nel rapporto consegnato
alla procura di Napoli in cui si parla dell'
arbitro di Tivoli e della sua "combriccola".
Le indagini dei carabinieri hanno permesso di
individuare in De Santis, si legge nel rapporto,
"un leader che ha catalizzato intorno a
sè molti addetti ai lavori riuscendo
a creare un vero e proprio "centro di potere"
non solo all' interno del gruppo capitolino,
ma nell' ambito della Can di A e B, Can C e
della Can di D". In particolare, si osserva,
le Can di C e D, risultano essere una risorsa
strategica per l' arbitro di Tivoli, poichè
"proprio le serie minori costituiscono
la linfa vitale per l' esistenza del gruppo
che De Santis è riuscito ad aggregare
ed infatti, lo stesso proprio in queste ultime,
ricerca i nuovi affiliati, in modo tale da contare
sempre su un congruo numero di arbitri a lui
collegati, opportunamente allevati sin dai livelli
inferiori".
Facevano
parte della "combriccola" di De Santis,
secondo il rapporto, arbitri ed assistenti come
Luca Palanca, Enrico Ceniccola, Marco Alessandroni,
Paolo Ricci, Maurizio Ciampi, Sergio De Santis
e Manfredi Martino, collaboratore dei designatori
Bergamo e Pairetto.
L'
influenza di De Santis all' interno del sistema
arbitrale, proseguono i carabinieri, si concretizza
"proprio nell' opera di affiliazione, che
si estrinseca principalmente nell' esercitare
pressioni sugli osservatori degli incontri per
far lievitare il voto della prestazione agli
arbitri a lui collegati, al fine di farli progredire
agevolmente nelle graduatorie dell' Aia, fino
a giungere ai primi posti".
Così,
De Santis "ottiene per gli arbitri delle
serie minori la promozione nelle serie maggiori
e per quelli già facenti parte di quest'
ultima, la promozione nella fascia A, che consente
loro di arbitrare gli incontri più significativi
ed entrare nel giro degli arbitri internazionali
con tutti i profitti derivanti sia in termini
di visibilità che in termini di guadagni".
Nel
rapporto si cita in proposito il testo di una
telefonata del 20 novembre 2005 tra De Sanctis
e Manfredi Martino.
DE
SANTIS: Pronto?
MARTINO: Eccomi!
DE SANTIS: Allora?
MARTINO: Ti sei accorto che m' avete chiamato.
DE SANTIS: E me so accorto...ao senti, ho parlato
co Pasquale gli da 8 e 40. (sono le valutazioni
che vengono date agli arbitri; ndr)
MARTINO: No!
DE SANTIS: E gliel' ha detto Paolo de daglie 8
e 40...gliel' ha detto sia Paolo che Gigi.
MARTINO: Ho capito.