Lei:
«Mi piacciono gli uomini educati, belli
e intelligenti» «Bindi lesbica»,
il ministro insorge
Il senatore Saia (An) attacca:
«È
omosessuale, non idonea a guidare la Famiglia».
Poi si scusa. Fini: «È stato un
imbecille»
ROMA,
23.05.06 - «Mi dispiace per il senatore
Saia ma anche se, per scelta personale, ho rinunciato
a sposarmi mi piacciono gli uomini educati,
rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente
belli. Tutte qualità che il senatore
di An non possiede». Sceglie il sarcasmo
ma è «indignata» il ministro
Rosy Bindi e annuncia querele. A farla uscire
dai gangheri è un'intervista che l'aennino
Maurizio Saia (leggi scheda di Palazzo Madama)
ha rilasciato a Canale Italia, un'emittente
del Nord est.
BOTTA
E RISPOSTA - Il succo dell'intervento di
Saia è stato questo: «Bindi è
una lesbica e dunque non idonea a guidare il
ministero della politiche per la famiglia».
La reazione del ministro è vibrante:
«Sono indignata per la volgarità
dal senatore Saia - spiega Bindi - Mi riservo
ampia facoltà di querela per le offese
ricevute, anche nei confronti della trasmissione
televisiva». «Vorrei ricordare -
aggiunge Bindi - che non solo va tutelata la
sfera privata ma soprattutto non bisognerebbe
dire menzogne sulle persone. Non avrei nessuna
difficoltà a dichiararmi omosessuale
se lo fossi».
LA
CONDANNA DELL'UNIONE - È un coro
di solidarietà al neoministro Dl, da
Grillini (che rivolto a Saia dice: «ci
parli dei gay del suo partito») a Follini.
Pioggia di critiche invece sul senatore di via
della Scrofa. Che è costretto a una frettolosa
precisazione. «"Lesbica" non
è un'offesa», spiega in un comunicato.
«Ho anche un parente dichiaratamente omosessuale»,
rivela fra l'altro. Poi le scuse: «Se
il ministro da questa vicenda si fosse ritenuta
in qualche modo offesa o lesa nell'ambito della
sua sfera privata, me ne dispaccio poiché
non c'era nessuna volontà di attacco
personale ma si trattava soltanto di una considerazione
di tipo politico».
LE
SCUSE DI FINI
- Il leader di An Fini interviene quando la
bufera è ormai scoppiata. Dopo una breve
conversazione con la Bindi in Transatlantico,
si rivolge ai giornalisti e dice: «Non
avete visto? Sono andato a scusarmi. Il senatore
Saia è stato un imbecille». Una
sconfessione totale di fronte alla quale Saia
china la testa: «Il presidente Fini ha
ragione, la mia è stata una leggerezza.
Per scusarmi manderò alla Bindi un mazzo
di fiori».