Scoppia
la polemica per la prima esternazione del
capo dello Stato
FI e Lega:
"Napolitano non è super partes"
ROMA,
24.05.06 - La prima intervista dopo l' elezione
al Quirinale Giorgio Napolitano la
concede al settimanale francese "L' Express"
ed in Italia scoppia subito un caso. A fare
infuriare Forza Italia è la frase sul
governo Prodi: secondo il Capo dello Stato
il Professore "ha la capacità
di unire" e quindi "buone possibilità
di riuscire" nonostante tutte le divisioni
della coalizione di centrosinistra. Gli azzurri
Cicchitto, Bondi, Bertolini,
Romani sono netti: è un giudizio
politico che non si addice al Quirinale, in
questo modo si accentua il clima di scontro.
La Bertolini in particolare affonda il colpo:
"Lo diciamo con rispetto, ma Napolitano
dovrebbe sempre avere quell'atteggiamento
super partes che il suo altissimo ruolo istituzionale
richiede. Purtroppo oggi ha dato giudizi politici
di parte su Prodi, dando una mano ad un governo
debolissimo che al Senato si regge grazie
ai voti dei senatori a vita, mai eletti da
nessuno, sorretto da una finta maggioranza
che litiga tutti i giorni". Berlusconi
da parte sua si rimette a un "no
comment".
Mentre Forza Italia insorge, l' Udc non si
sbilancia. Pier Ferdinando Casini è
diplomatico: "Napolitano ha sempre ragione".
Il leader centrista spiega: "Non farò
mai mezza polemica sul presidente. Il dovere
delle forze politiche credo sia quello di
rispettare il ruolo di garanzia della presidenza
della Repubblica". Per An parla Andrea
Ronchi, portavoce del partito: "Comprendiamo
che il presidente della Repubblica, in una
intervista a un giornale straniero, difenda
il governo italiano in carica, ma ciò
lo espone a critiche non immotivate, specie
in un momento politico così infuocato
come quello della politica italiana".
La Lega, invece, attacca a testa bassa Napolitano.
Il senatore Roberto Calderoli è
categorico: "Il clima nel Paese potrà
rasserenarsi solo quando chi, come lui che
è il garante della Costituzione, interverrà
per ristabilire la verità e quindi
verificare se siano veri e meno i voti che
hanno determinato l'improbabile maggioranza
di Prodi; maggioranza che, tra l'altro, ha
eletto lo stesso presidente della Repubblica".