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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

L’eletto in Europa:
«È uno sconcio. Dobbiamo autosospenderci tutti»

27.05.06 - «Autosospensione. Per tutti e 18 gli eletti all' estero». Non usa giri di parole Massimo Romagnoli, eletto nella circoscrizione europea per Forza Italia, nell' indicare quella che - a suo dire - è l' unica cosa da fare davanti allo «sconcio» del voto espresso dagli italiani all'estero.

«Il caso argentino - spiega con riferimento al film di De Biasi - non è che la punta di un iceberg di un marcio più grosso che sta venendo fuori...». E lui, imprenditore in Grecia (gruppi elettrogeni) d' origine siciliana, ritiene a questo punto che si debba fare un passo indietro da parte di tutti e 18. I 12 deputati e i 6 senatori eletti coi voti contati a Castelnuovo di Porto secondo Romagnoli non hanno altra scelta: «Se davvero, come dicono tutti loro, è per rendere un servizio al Paese che si sono candidati e non per ottenere una poltrona, si autosospendano fino al giorno in cui si farà chiarezza. Perché mi pare scontato che chiarezza si debba fare. Attendo risposte a questo mio appello. Io comunque sono deciso a farlo. ..».

Lei ritiene che il «caso argentino» non sia isolato, insomma... Che i trucchi siano stati molti di più...

«Non è che lo penso. Ne sono sicuro. Glielo spiego: quando si sono aperte le schede coi voti degli italiani all'estero, io ero là. Seggio 32 o 34, adesso non ricordo bene... Sa che accadde? Che lo stesso presidente di seggio riconobbe che il nome di un candidato era stato scritto su almeno 50 schede con la stessa i-den-ti-ca calligrafia!!! Capisce? Qualcuno si era impadronito di un pacco di schede e le aveva vergate tutte per uno stesso candidato!