Ok
all' indulto
Il ministro delle Infrastrutture
prende atto dell' approvazione
e
rilancia: "Un ricatto di Fi a cui il centrosinistra
si è sottoposto
"Ok all' indulto, Di Pietro attacca "Scelta
sbagliata che pagheremo"
Mastella: "Un atto eccezionale, basta alle
guerre puniche"
E gioia e soddisfazione arrivano anche dalla
Santa Sede
ROMA,
29.07.06 - Subito dopo l'approvazione dell'indulto,
arrivanao i primi commenti dei due ministri
che si soo duramente confrontati, sulle nuove
norme. Il primo è il Guardasigilli Clemente
Mastella: "Questo è un atto eccezionale,
lo dedico a papa Giovanni Paolo II - dichiara
- anche se è evidente che servono amche
interventi di tipo strutturale", nel campo
della giustizia. Amarezza invece da parte del
principale oppositore del provvedimento, il
titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro:
"Io - spiega - ribadisco che è una
scelta sbagliata di cui pagheremo grandi conseguenze
in termini di difesa sociale, di sicurezza pubblica,
di credibilità delle istituzioni e della
coalizione".
Il
tutto, aggiunge, per partorire "una furbata
di chi vuole sommare furbizia a furbata. Frutto
di un accordo tra il centrosinistra e Forza
Italia, anzi di un ricatto cui il centrosinistra
si è sottoposto". "Dopodichè
- conclude - prendo atto del risuultato con
la serenità di chi ha fatto il proprio
dovere fino all'ultimo". Quanto a Mastella,
chiude le polemiche col collega così:
"Se lo vedessi adesso gli stringerei la
mano e gli direi che facciamo parte della stessa
maggioranza, dello stesso governo. Io non sono
per le guerre puniche.
Totalmente
diverso l'atteggiamento del Vaticano, sa sempre
favorevole a un atto di clemenza verso i detenuti.
"Sì, è grande la soddisfazione
da parte della Santa Sede a questa notizia.
Viene coronato il sogno di Giovanni Paolo II
e anche quello di Benedetto XVI, assai sensibile
alla situazione dei carcerati in tutto il mondo":
queste le parole deò cardinale Renato
Raffaele Martino, presidente della Pontificia
Commissione Giustizia e Pace.
Ma
anche i radicali si sono sempre impegnati a
fondo a favore di un provvedimento di clemenza.
E così, oggi, è comprensibile
il commento tutto positivo del segretario Daniele
Capezzone: "Va molto ringraziato, a partire
dal presidente Marini - ricorda - l'impegno
di quanti hanno fatto sì che il Senato
si esprimesse in tempi così celeri sul
testo licenziato dalla Camera in materia di
indulto. E' una pagina nobile".
Ovviamente
soddisfatto, ma con un sentimento di comprensione
verso i "dissidenti", il relatore
Roberto Manzione (Dl): "Il Senato - dichiara
- ha dibattuto sull'indulto in modo vero, appassionato
e convinto, anche se non ha avuto il coraggio
di introdurre alcune modifiche. Accanto ad atteggiamenti
strumentali e ostruzionistici, si sono espresse
anche perplessità condivisibili".
Un ragionamento assai diverso da quello portato
dal deputato e leader dei disobbedienti Francesco
Caruso (Prc), che si dice complessivamente favorevole
alle nuove norme. Definendole come "uno
scambio di prigionieri" fra tangentisti
e "poveri Cristi" che sovraffollano
le carceri.
Dalla
maggioranza all'opposizione. Tra i primi a commentare
Mario Baccini, Udc, vicepresidente del Senato:
"Oggi è passato un provvedimento
fortemente voluto dal mio partito, cui si dà
effetto alle richieste rivolte alle Camere dal
Santo Padre: oggi si risolve un problema gravissimo,
la situazione indecente in cui si trovano i
detenuti in Italia". Entusiasta anche il
vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto:
"Con l'approvazione dell'indulto si tiene
presente l'articolo 27 della Costituzione, secondo
cui la pena non deve essere disumana. L'azione
preventiva e repressiva dello Stato rimane intatta,
al di là della demagogia che è
stata fatta in questi giorni, e per la prima
volta in molti anni i forcaioli e i giustizialisti
sono andati incontro a una sconfitta".
Repubblica.it