FIDEL
CASTRO 1° agosto 2006
Il
Lider Maximo, rivoluzionario e dittatore
«Questo
Paese può autodistruggersi»: pochi
mesi fa Fidel Castro, che compirà 80 anni
il 13 agosto, in una lunghissima intervista con
il direttore di Le Monde Diplomatique Ignacio Ramonet,
aveva lanciato un monito su quanto potrà
succedere a Cuba dopo di lui e per la prima volta
aveva indicato esplicitamente il fratello Raul,
attuale ministro della Difesa, come suo successore;
ma anche lui è vicino ai 75 anni e - per
ripetere una sua battuta - «è impossibile
sapere cosa succederà a Cuba dopo Fidel,
perché non si può sostituire un elefante
con cento conigli».
La
scorsa notte il «Lider Maximo» ha fatto
annunciare in Tv di avere trasferito provvisoriamente
i poteri al fratello Raul, per essere stato vittima
di un «incidente di salute» che gli
ha causato un'emorragia intestinale e lo ha costretto
ad affrontare una complessa operazione chirurgica.
A
Cuba attorno a Castro si è sviluppato un
evidente culto della personalità: Fidel compare
raramente in pubblico senza la sua tuta mimetica
e il caratteristico berretto. La mancanza di libertà
di stampa, la messa fuori legge dell'opposizione
politica, gli abusi dei diritti umani, l'imprigionamento
arbitrario (secondo Amnesty International i detenuti
per reati di coscienza sarebbero spesso oggetto
di maltrattamenti da parte delle guardie carcerarie),
i processi ingiusti e le esecuzioni extragiudiziarie
sono la triste eredità del suo pluridecennale
regime. Ma contrariamente alla situazione riscontrabile
in altri Paesi dell'America latina e dei Caraibi,
i tassi di mortalità infantile a Cuba sono
molto bassi, l'assistenza sanitaria è valida
e i bambini cubani ricevono latte quasi gratis fino
all'età di sette anni. L'istruzione è
accessibile a tutti, anche a chi vive negli angoli
più remoti dell'isola.
Dalla
«Baia dei Porci» alla crisi dei missili.
Nel febbraio 1960 Cuba firmò un accordo per
l'acquisto di petrolio dall'Urss. Quando le raffinerie
cubane, di proprietà statunitense, si rifiutarono
di lavorare il greggio sovietico, vennero espropriate
e Washington interruppe relazioni diplomatiche con
L'Avana, che di conseguenza stabilì legami
sempre più stretti con l'Unione Sovietica.
Diversi patti vennero firmati tra Castro e il primo
ministro sovietico Nikita Krushev e Cuba iniziò
a ricevere grossi quantitativi di aiuti economici
e militari da Mosca. Nel'aprile 1961, una forza
di circa 1.400 esiliati cubani, finanziati e addestrati
dalla Cia, sbarcarono a sud dell'Avana, nella Baia
dei Porci; le ipotesi della Cia erano che l'azione
avrebbe innescato una sollevazione popolare contro
Castro, che invece non ci fu, mentre il presidente
americano John Kennedy ritirava all'ultimo minuto
il suo appoggio.
Nell'ottobre
1962 si ebbe la celebre "crisi dei missili",
dopo che gli Usa scoprirono che l'Unione Sovietica
stava tentando di schierare testate nucleari sull'isola.
La guerra fu scongiurata grazie alla freddezza di
Kennedy e Khrushev e cominciò il disgelo
diplomatico Usa-Urss , ma le relazioni tra Stati
Uniti e Cuba rimasero mutuamente ostili. In quel
caso, Castro non venne consultato dall'alleato sovietico,
ma ottenne in cambio la garanzia statunitense di
rinunciare a qualsiasi tentativo di rovesciamento
militare del regime, diretto o indiretto.,
Secondo
Fidel Castro, però, la Cia ha continuato
la sua guerra segreta contro Cuba, usando spie e
mercenari e molti attivisti per i diritti umani
sarebbero in realtà agenti americani. A causa
dell'embargo imposto dagli Stati Uniti, Cuba diventa
sempre più dipendente dai sussidi di Mosca,
per cui il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991porta
a una sempre maggiore sofferenza economica nel Paese.
Del resto, dopo la lunga fase dell'esportazione
della rivoluzione in Africa (Angola, Mozambico negli
anni 80), con il ritorno degli ultimi reduci, Castro
si è limitato a vigilare il suo regno, senza
cedimenti ideologici (come nei suoi ex alleati,
Cina e Vietnam compresi).
Bush
sta «monitorando la situazione». L'ultimo
problema di salute, per Castro, era stato causato
da una spettacolare caduta, il 20 ottobre 2004,
al termine di un discorso. Allora, Fidel si a ruppe
il ginocchio sinistro e il braccio destro e si ristabiliì
alcune settimane più tardi. Questa notte
la Piccola Avana, il quartiere di Miami popolato
dai dissidenti cubani, è esploso di gioia
dopo la notizia che Fidel Castro ha passato - almeno
momentaneamente - le redini del potere al fratello
Raul. Centinaia di persone sono scese in strada
sventolando bandiere, molti già sognando
di tornare a Cuba per la prima volta dopo molti
anni.
Per
i 600mila cubani in esilio che popolano il sud della
Florida, Fidel Castro è infatti solo uno
spietato dittatore. Intanto la Casa Bianca «sta
monitorando la situazione» a Cuba: «Non
vogliamo speculare sulle sue condizioni di salute»,
ha commentato un portavoce del presidente George
W. Bush, ma «continueremo a lavorare per la
libertà a Cuba».
( Il Sole-24 ore)