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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

FIDEL CASTRO 1° agosto 2006

Il Lider Maximo, rivoluzionario e dittatore

«Questo Paese può autodistruggersi»: pochi mesi fa Fidel Castro, che compirà 80 anni il 13 agosto, in una lunghissima intervista con il direttore di Le Monde Diplomatique Ignacio Ramonet, aveva lanciato un monito su quanto potrà succedere a Cuba dopo di lui e per la prima volta aveva indicato esplicitamente il fratello Raul, attuale ministro della Difesa, come suo successore; ma anche lui è vicino ai 75 anni e - per ripetere una sua battuta - «è impossibile sapere cosa succederà a Cuba dopo Fidel, perché non si può sostituire un elefante con cento conigli».

La scorsa notte il «Lider Maximo» ha fatto annunciare in Tv di avere trasferito provvisoriamente i poteri al fratello Raul, per essere stato vittima di un «incidente di salute» che gli ha causato un'emorragia intestinale e lo ha costretto ad affrontare una complessa operazione chirurgica.

A Cuba attorno a Castro si è sviluppato un evidente culto della personalità: Fidel compare raramente in pubblico senza la sua tuta mimetica e il caratteristico berretto. La mancanza di libertà di stampa, la messa fuori legge dell'opposizione politica, gli abusi dei diritti umani, l'imprigionamento arbitrario (secondo Amnesty International i detenuti per reati di coscienza sarebbero spesso oggetto di maltrattamenti da parte delle guardie carcerarie), i processi ingiusti e le esecuzioni extragiudiziarie sono la triste eredità del suo pluridecennale regime. Ma contrariamente alla situazione riscontrabile in altri Paesi dell'America latina e dei Caraibi, i tassi di mortalità infantile a Cuba sono molto bassi, l'assistenza sanitaria è valida e i bambini cubani ricevono latte quasi gratis fino all'età di sette anni. L'istruzione è accessibile a tutti, anche a chi vive negli angoli più remoti dell'isola.

Dalla «Baia dei Porci» alla crisi dei missili. Nel febbraio 1960 Cuba firmò un accordo per l'acquisto di petrolio dall'Urss. Quando le raffinerie cubane, di proprietà statunitense, si rifiutarono di lavorare il greggio sovietico, vennero espropriate e Washington interruppe relazioni diplomatiche con L'Avana, che di conseguenza stabilì legami sempre più stretti con l'Unione Sovietica. Diversi patti vennero firmati tra Castro e il primo ministro sovietico Nikita Krushev e Cuba iniziò a ricevere grossi quantitativi di aiuti economici e militari da Mosca. Nel'aprile 1961, una forza di circa 1.400 esiliati cubani, finanziati e addestrati dalla Cia, sbarcarono a sud dell'Avana, nella Baia dei Porci; le ipotesi della Cia erano che l'azione avrebbe innescato una sollevazione popolare contro Castro, che invece non ci fu, mentre il presidente americano John Kennedy ritirava all'ultimo minuto il suo appoggio.

Nell'ottobre 1962 si ebbe la celebre "crisi dei missili", dopo che gli Usa scoprirono che l'Unione Sovietica stava tentando di schierare testate nucleari sull'isola. La guerra fu scongiurata grazie alla freddezza di Kennedy e Khrushev e cominciò il disgelo diplomatico Usa-Urss , ma le relazioni tra Stati Uniti e Cuba rimasero mutuamente ostili. In quel caso, Castro non venne consultato dall'alleato sovietico, ma ottenne in cambio la garanzia statunitense di rinunciare a qualsiasi tentativo di rovesciamento militare del regime, diretto o indiretto.,

Secondo Fidel Castro, però, la Cia ha continuato la sua guerra segreta contro Cuba, usando spie e mercenari e molti attivisti per i diritti umani sarebbero in realtà agenti americani. A causa dell'embargo imposto dagli Stati Uniti, Cuba diventa sempre più dipendente dai sussidi di Mosca, per cui il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991porta a una sempre maggiore sofferenza economica nel Paese. Del resto, dopo la lunga fase dell'esportazione della rivoluzione in Africa (Angola, Mozambico negli anni 80), con il ritorno degli ultimi reduci, Castro si è limitato a vigilare il suo regno, senza cedimenti ideologici (come nei suoi ex alleati, Cina e Vietnam compresi).

Bush sta «monitorando la situazione». L'ultimo problema di salute, per Castro, era stato causato da una spettacolare caduta, il 20 ottobre 2004, al termine di un discorso. Allora, Fidel si a ruppe il ginocchio sinistro e il braccio destro e si ristabiliì alcune settimane più tardi. Questa notte la Piccola Avana, il quartiere di Miami popolato dai dissidenti cubani, è esploso di gioia dopo la notizia che Fidel Castro ha passato - almeno momentaneamente - le redini del potere al fratello Raul. Centinaia di persone sono scese in strada sventolando bandiere, molti già sognando di tornare a Cuba per la prima volta dopo molti anni.

Per i 600mila cubani in esilio che popolano il sud della Florida, Fidel Castro è infatti solo uno spietato dittatore. Intanto la Casa Bianca «sta monitorando la situazione» a Cuba: «Non vogliamo speculare sulle sue condizioni di salute», ha commentato un portavoce del presidente George W. Bush, ma «continueremo a lavorare per la libertà a Cuba».
( Il Sole-24 ore)