Stanno
tentando di nuovo ad annientare Berlusconi
di Amedeo Gentile
18.09.06
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Se
qualcuno ancora crede che la battaglia sia sul terreno
della politica, che i fucili puntati siano contro Forza
Italia, che le forze in campo stiano cercando di cannibalizzare
o eliminare dalla scena il partito di maggioranza relativa
del Paese, si sbaglia di grosso. Il quadro è un
altro, ancor meno consolante. Lobiettivo è
Berlusconi, lui e lui solo. Certo, poi a cascata
verrebbe trascinato nel burrone tutto il resto, Forza
Italia compresa, ma nel mirino c è lex
premier, il fondatore di Mediaset, l uomo che da
12 anni a questa parte scombussola i piani di potere della
sinistra. L aria che tira è da redde rationem,
da resa dei conti finale.
Non
c è argomento politico di questi giorni che
non abbia come risultato finale quello di colpire Berlusconi:
il conflitto d interesse (usato come una clava oggi
e come la pistola per il colpo di grazia domani, quando
sarà modificato a colpi di maggioranza, sempre
che non si schieri per la revisione anche l Udc),
la presa della Rai, la riforma della legge elettorale
(che con la scusa di voler rendere più stabile
la governabilità punta ad essere ritagliata per
impedire a Berlusconi un ritorno a palazzo Chigi e al
centrodestra la riconquista del potere), la questione
giustizia (non solo la riapertura del processo spagnolo,
ma anche Lodo Mondadori e Sme-Ariosto), la rivoluzione
della legge Gasparri (con conseguente tentativo di distruzione
di Mediaset, che comincerà spedendo sul satellite
Rete4). Siamo in attesa delle altre perle che la maggioranza
scoverà per coprirsi le spalle ed essere ancor
più certa di riuscire a cancellare il nome di Berlusconi
dal vocabolario della politica e dalla vita imprenditoriale
del Paese.
Poi,
continuiamo pure a parlare di riforma del partito, di
circoli della libertà, di maggiore democrazia interna.
Chissà a cosa servirà tutto questo una volta
che la sinistra dovesse riuscire ad abbattere, annientare,
rendere inoffensivo il fenomeno Berlusconi
Lo
scandalo Telecom è uno scandalo politico. Ecco
perché.
Palazzo
Chigi ha commissionato a una banca d affari un piano
di ristrutturazione di Telecom e l ha spedita a
Tronchetti Provera. Ora c è la prova
provata di questa gravissima ingerenza del Governo nelle
sorti di un impresa privata. Il Sole 24 Ore pubblica
anche il biglietto autografo di Angelo Rovati,
consigliere economico di Prodi (Grazie per
la disponibilità e a presto), che accompagnava
quel progetto.
La
vicenda Telecom assume così i contorni di un vero
e proprio scandalo politico. Non contano i più
i minuetti dei comunicati, delle dichiarazioni, delle
precisazioni. Non conta neppure se Prodi sapesse o meno
dello scorporo di Tim.
Il
problema vero è che esiste ormai la prova provata
che Palazzo Chigi agisce come una merchant bank. Come
ai tempi di DAlema, ma anche peggio. Siamo
passati dall unica merchant bank a non parlare
inglese a una merchant bank che l
inglese lo parla tanto bene da affidare a una banca d
affari straniera un vero e proprio progetto di ristrutturazione
di un azienda che, fino a prova contraria, è
in mano ad azionisti privati, ha una sua dirigenza, è
quotata in Borsa.
Ai
tempi di D Alema, almeno, il Tesoro era detentore
di una quota di azioni: non presentandosi in assemblea,
rese vano ogni tentativo di difesa di Bernabè,
consentendo la scalata dei cosiddetti capitani coraggiosi.
Oggi lo Stato non possiede neppure un azione di
Telecom e non si comprende a quale titolo e con quale
diritto Palazzo Chigi abbia commissionato quello studio.
Ai
tempi di D Alema si trattava, bene o male, di una
privatizzazione. L operazione di Prodi mirava a
una nazionalizzazione. Non c è
modo di interpretare diversamente il consiglio
a Tronchetti Provera di scorporo della rete con
quotazione e partecipazione rilevante (di controllo) della
Cassa Depositi e Prestiti.
Appare
risibile che Angelo Rovati abbia agito allinsaputa
di Prodi, come sostenuto con i dirigenti Telecom
dal capo dell ufficio di presidenza del consiglio
Daniele De Giovanni. In tal caso, Prodi prenda
le distanze e licenzi Rovati. Appare altrettanto risibile
il contenuto di una nota con la quale Palazzo Chigi, il
9 settembre, faceva conoscere la volontà del governo
di non interferire sulle decisioni di una società
privata. Il comunicato era frutto di una telefonata tra
Tronchetti e Rovati, nel corso della quale il patron di
Telecom obiettava sui contenuti di quel piano e otteneva
(fonti Telecom) il sostanziale via libera allo scorporo
di Tim. In che altro modo interpretare la nota di Palazzo
Chigi? Nessuna interferenza dopo aver spedito a Tronchetti
un vero e proprio piano di ristrutturazione?
Lo
ripetiamo per chiarezza: in una sana democrazia liberale,
l intervento a piedi uniti di Palazzo Chigi nelle
libere decisioni dei manager di un impresa ad azionariato
totalmente privato è inconcepibile e scandalosa.
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Bruxelles.
Qualche
domanda ancora, per finire: è vero che il progetto
di Rovati (in Prodi) è stato redatto dalla Goldman
Sachs di Costamagna, consulente di Murdoch
e del Governo? Non è per caso la stessa Goldman
Sachs della quale era consulente Prodi? E, di grazia,
a quanto ammontano i costi di questo studio e chi li pagherà?
La presidenza del consiglio (cioè tutti i contribuenti)
oppure il banchiere d affari Prodi, di tasca sua?
Alle
ore 5,00 di stamattina il fido Rovati ha dato le dimissioni
dai suoi incarichi, addossandosi le colpe di tutto l
accaduto.
Ricordiamo
questo cognome: ROVATI
.scomettiamo
che tra qualche tempo lo ritroveremo di nuovo in sella
ed a capo di qualche importante struttura ? Quanto scommettiamo?
Cav.
Amedeo Gentile
cel.
+39 346.0175657