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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

IMMIGRAZIONE: sentenze che dividono

02.10.06 - Pochi hanno compreso le conseguenze di una sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che un immigrato clandestino che non dimostri di avere i fondi economici sufficienti per tornare al paese d’origine, in caso di espulsione e foglio di via potrà comunque restare nel nostro paese.

E’ una tipica sentenza che farà scuola e che in un sol colpo fa crollare tutte le norme sul controllo dei clandestini e sulle espulsioni di chi non è in regola.

Forse quei giudici - che hanno preso in esame il caso di una donna rumena espulsa e ritrovata in Italia, ma dichiarata non condannabile perché senza soldi per tornare a casa - non hanno ben considerato le conseguenze del loro gesto.

E’ evidente, infatti, che d’ ora in poi tutte le persone inadempienti all’espulsione sosterranno di non avere mezzi finanziari e d'altronde – essendo clandestini – non possono avere né immobili intestati né conti bancari e quindi non sarà di fatto mai possibile dimostrare che siano economicamente benestanti.

Aggiungiamo a questa sentenza la maxi-sanatoria di fatto decisa dal Governo preannunciando l’accoglienza di tutte le oltre 500.000 domande di lavoro extracomunitario presentate quest’anno e la nuova normativa sul diritto di asilo che, arrivata in aula a Montecitorio per la ratifica la scorsa settimana, è stata sospesa dal governo solo dopo le pesanti critiche del centro-destra. La nuova norma prevedeva che al clandestino che ne faccia domanda si darà un anno di tempo per verificare la sua richiesta d’asilo, stando – ovviamente – intanto in Italia.

Le conseguenze di questa eccessiva liberalizzazione sono i tanti morti affogati nel canale di Sicilia e gli sbarchi ormai quotidiani sulle nostre coste: il tam-tam della disperazione (e la mafia legata agli scafisti) ha già comunicato il messaggio “Venite in Italia, perché tanto quando ci sarete non ve ne andrete più”.

E puntuali arrivano a migliaia, magari affondano ma arrivano, perché si sta comunque meglio da clandestini in Italia che a morir di fame nel proprio paese.

Peccato che, una volta giunti ed espulsi solo per finta, tutta questa gente disperata non ha nulla da fare, non è controllata, non sa come campare ed è quindi disponibile a tutti i lavori più o meno leciti, pronti ad essere sfruttati da padroni senza scrupoli. Alla fine il “liberi tutti” che piace tanto a certa sinistra non solo moltiplica la delinquenza, ma si ritorce contro le stesse persone che sconsideratamente sono state invogliate ad arrivare in massa nel nostro paese: che bel risultato!