Lequivoco
Pallaro
Tanto rumore per nulla. LItaliano,
chiamato a testimoniare dal Viceministro, dichiara
che questa volta ha ragione Danieli. Ma...
di
Gian Luigi Ferretti
07.11.06 - Domenica mattina tutti i giornali
hanno riportato con grande evidenza la notizia
di un emendamento Pallaro alla finanziaria
da 14 milioni e le indignate reazioni di molti
esponenti della minoranza. In evidenzia un duro
commento di Gianfranco Fini: La
vicenda dell emendamento Pallaro è
un fatto di inaudita gravità. E
la prima volta che un governo compera in modo
trasparente il voto di un senatore. Qualche
giornale ha raccontato, addirittura, che sarebbe
un emendamento a favore dell imprenditoria
italo-argentina. Invenzione nell invenzione,
come vedremo.
Facciamo un passo indietro: venerdì in
commissione bilancio della Camera, quando il
relatore alla finanziaria Michele Ventura
ha presentato, fra i tanti emendamenti,
quello per 14 milioni da destinare agli italiani
all estero, l onorevole Maria
Teresa Armosino di Forza Italia ha sollevato
il caso e subito è scoppia la bagarre.
Tutta la minoranza ha iniziato una feroce battaglia,
durata tutta la notte. Per cinque ore, la Cdl
ha messo in atto un duro ostruzionismo, mentre
tutti i presenti si sono iscritti a parlare.
Gli assenti sono stati buttati giù dal
letto e richiamati al posto di combattimento.
Si è gridato allo scandalo, si è
parlato apertamente di voto di scambio.
Tanto rumore per nulla, o quasi. Di primo acchito
ci tocca dare torto a Fini e ragione a Danieli
che in una sua nota scrive: 'Se Fini si fosse
premurato di informarsi anche attraverso gli
uomini di An che siedono nel Cgie (Consiglio
Generale degli Italiani all Estero) avrebbe
agevolmente verificato che non esiste alcun
emendamento Pallaro, dato che parliamo di un
testo da me elaborato, comunicato oltre un mese
fa e ampiamente e da più parti commentato.
Infatti, sui contenuti del testo ho informato
e coinvolto i parlamentari eletti all
estero, compreso, naturalmente, come tutti,
il senatore Pallaro. Tale proposta è
stata poi illustrata pubblicamente oltre un
mese fa, precisamente il 2 ottobre alla Farnesina,
in occasione della seduta plenaria dello stesso
Cgie. Peraltro, i rappresentanti del suo partito,
sia in quella sede che successivamente con dichiarazioni
stampa, hanno polemizzato ritenendo quello stanziamento
insufficiente. Se Fini avesse letto bene la
Finanziaria si sarebbe accorto che i 14 milioni
di euro erano già contenuti in tabella
A del ministero dell Economia
e Finanza e avrebbe compreso come la proposta
del relatore serviva solo ad allocare tali somme
su specifici capitoli di spesa del Mae.
Tutto ciò è stato anche ampiamente
riportato da agenzie e organi di stampa compreso
il nuovo quotidiano telematico LItaliano.
Naturalmente, ci fa piacere che persino lui
ritenga evidentemente LItaliano
un giornale onesto e ben informato e non abbiamo
difficoltà a riconoscere che effettivamente,
nella concitazione del momento, è mancato
il collegamento con chi poteva dare informazioni
e delucidazioni con cognizione di causa. Ed
è anche per questo che dobbiamo evidenziare
come nasce questa vicenda: il primo ottobre,
il viceministro Danieli incontra tutti gli eletti
all estero e li informa trionfante che
nella finanziaria ci saranno 14 milioni per
gli italiani nel mondo, da spalmare
sul territorio dietro loro indicazione. Lo fa
in maniera tale che i deputati e senatori presenti,
sia di maggioranza che di opposizione, capiscono
che ci saranno 14 milioni in più. L
indomani c è l assemblea
del Cgie e Danieli viene smentito.
Accusato di aver tentato il giochetto delle
tre carte, deve ammettere che i 14 milioni sono
a parziale compensazione di tagli ai capitoli
che interessano gli italiani all estero.
Il senatore Pallaro non ci sta ad essere preso
per i fondelli. Così quando La
Repubblica lo intervista, dichiara in
modo chiaro e tondo che se non ci saranno i
14 milioni in più lui non voterà
la fiducia.
Pallaro è uno tosto e vuole a tutti i
costi dimostrare cose concrete agli elettori
che lo hanno mandato in Senato. Magari facessero
tutti come lui. Pallaro ha le palle e non si
fa fregare. Non chiede per sè, ma per
gli italiani allestero. Invece i senatori
Pollastri, Turano, Micheloni e Randazzo, zitti
e buoni, si apprestano ad approvare qualsiasi
cosa ordini il partito, da bravi soldatini.
Siccome di 14 milioni in più in reaaltà
nessun ne vuol sentir parlare, scatta un altro
giochino sporco: Repubblica, organo
di maggioranza, la mette giù in maniera
ambigua, probabilmente per fare un favore al
governo. Diamo il contentino a Pallaro
- deve aver pensato qualcuno - facciamo finta
che lui chieda la somma compensativa dei tagli
già decisa e poi facciamolo passare come
emendamento Pallaro. Lui farà bella figura
e voterà la fiducia . Ma anche
questa volta il giocattolo è scoppiato
fra le mani di chi non ne ha fatto buon uso.
Danieli è costretto a precisare i termini
della questione: i 14 milioni sono un parziale
risarcimento ai pesanti tagli. E fin qui la
vicenda è nota. Però, il viceministro
ci deve spiegare perché questa somma,
data per sicura da più di un mese, ancora
non esisteva ufficialmente, tanto che c
è voluto un emendamento da far votare
prima in commissione e poi in assemblea. L
onorevole Fini, da noi interpellato, dice di
aver dichiarato ai giornalisti che sarebbe stato
un gesto di inaudita gravità qualora
il governo avesse comprato il voto
di un senatore.
Se così non è afferma
l ex ministro degli Esteri è
necessario chiedere al governo non solo 14 milioni
di euro, ma 20 e più. Infatti, i fondi
che l Unione vuole destinare agli italiani
allestero, sono del tutto insufficienti.
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