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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Un colpo alla botte e uno al cerchio
La distribuzione dei fondi da parte del ministero degli Esteri ferocemente criticata dal Comitato di presidenza del Cgie, che però poi l’approva
di Gian Luigi Ferretti

23.11.06 - Gli ipocriti cerchiobottisti hanno colpito ancora. Ricordate l’articolo del 17 novembre in prima pagina dal titolo: “Regali di Natale dagli Esteri – Tagli agli italiani nel mondo per diciassette miliardi ma non a patronati e associazioni vere o presunte”?

La nostra denuncia era puntuale, documentata. I nostri dati inconfutabili. Tanto che anche i marpioni del comitato di presidenza devono aver avuto un sussulto. Di indignazione? Non esageriamo, sarebbe pretendere troppo dalle loro coscienze. Diciamo di fastidio. Le porcate vanno fatte in maniera professionale e senza lasciare tracce. Invece quei dilettanti del ministero degli Esteri guarda un po’ che casino hanno combinato. Parlare di associazioni di emigrazione e lasciare fuori il Comitato Tricolore prendendo in considerazione l’Aitef è come parlare di religioni e lasciare fuori la chiesa cattolica prendendo in considerazione il culto del cargo.

Che fare, devono essersi chiesti? Il solito: un colpo alla botte e un colpo al cerchio.
Il 20 novembre è stata inviata una lettera, a firma del Segretario generale del Cgie, alla Direzione generale per gli italiani all’estero con il parere del Comitato di presidenza sulle proposte di assegnazione dei contributi ad Enti e Patronati che hanno sede in Italia e svolgono attività di assistenza indiretta in favore dei nostri connazionali emigrati, tramite le loro filiazioni all’estero.

In questa lettera si dice che il Comitato di presidenza ha “ribadito alcune perplessità in merito ai criteri di ripartizione adottati. Pur considerando che il contributo è finalizzato all’attività di assistenza diretta svolta dagli Enti e Patronati in favore dei cittadini italiani residenti all’estero, si ritiene che la segnalazioni fatte dalla rete consolare non siano coerenti con gli interventi realmente svolti e con la effettiva presenza geografica degli Enti beneficiari. Il CdP chiede pertanto che in tal senso si proceda ad una rilevazione più attenta e aderente alla realtà”.

Capito bene? Basterebbe già il la frase “perplessità in merito ai criteri di ripartizione adottati” per far sprofondare sotto terra dalla vergogna i funzionari preposti. “Ma che avete combinato?”, gli viene chiesto in sostanza. Se un funzionario del ministero degli Esteri giapponese venisse apostrofato con un “si ritiene che la segnalazioni fatte dalla rete consolare non siano coerenti con gli interventi realmente svolti e con la effettiva presenza geografica degli Enti beneficiari”, sicuramente afferrerebbe la spada e farebbe hara-kiri.
Il colpo più tremendo, quello mortale, viene dato con “il CdP chiede pertanto che in tal senso si proceda ad una rilevazione più attenta e aderente alla realtà”. Non si scappa. Se le parole hanno un significato, ciò che non è aderente alla realtà o è fantasioso o è falso. Tutto ciò premesso, ora viene il bello.
Sulla base di questa spietatissima analisi, sapete come ha deciso il Comitato di presidenza del Cgie? Così: “Il CdP, nella sua maggioranza, esprime parere favorevole sull’entità dei contributi assegnati ai succitati Enti”.

Applausi. Cala il sipario. Anzi no, non siamo alla commedia dell’arte.
Non si può dire: avete combinato un casino, non avete capito nulla, avete fatto le assegnazioni in maniera non aderente alla realtà e pertanto approviamo il vostro operato. Perché allora una persona seria si arrabbia e, se il ministero davvero assegnerà i fondi come minaccia di fare, si rivolge alla magistratura, allegando anche l’interessantissimo parere del Comitato di presidenza del Cgie.
Vi terrò informati.

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