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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

"Integrazione vuol dire innanzitutto garantire agli immigrati dei diritti"
Fini: "Sì alle lezioni di Corano a scuola"
Il leader di An a Panorama: "Potrebbe essere una materia facoltativa". Freddezza fra gli alleati del centrodestra

ROMA, 17.11.06 - E se un bambino musulmano volesse studiare il Corano a scuola? "Penso - dice Gianfranco Fini - che avrebbe tutto il diritto di farlo, come materia facoltativa". È la frase chiave di un'intervista del presidente di An a Panorama, in edicola questa mattina. Fini raccoglie consensi nel suo partito e nel centrosinistra. Freddezza fra gli alleati del centrodestra, con l'eccezione, significativa, di Rocco Buttiglione. Fini precisa: "Abbiamo bisogno di immigrati, che sono un'opportunità, non un rischio. Integrazione vuol dire innanzitutto garantire agli immigrati dei diritti, il diritto di credere nel loro Dio e di professare il loro culto. Al tempo stesso, si deve pretendere che accettino la nostra cultura e adempiano precisi doveri". Quali valori devono rispettare gli immigrati in Italia? "Quello della separazione tra la sfera religiosa e la sfera pubblica".

Nuovo strappo dopo quelli sul referendum sulla fecondazione, sui Pacs, sul voto agli immigrati? No, stavolta, in An la maggioranza sapeva, anzi: "Se ne era discusso qualche giorno fa al "Forum delle idee", convegno di intellettuali di area", testimonia Ignazio la Russa. Spiega Andrea Ronchi, portavoce di An: "Le dichiarazioni a Panorama
vanno intese all'interno della nostra linea per l'integrazione degli immigrati regolari. Linea che passa attraverso la battaglia contro le scuole coraniche di Milano e per la reciprocità di diritti e doveri, anche nei Paesi musulmani. Quindi, sì al Corano per i bimbi musulmani che lo richiedano, ma rigorosamente nelle scuole italiane". Spiega Ronchi che la proposta è anche un messaggio agli islamici moderati: "Battete un colpo, dateci una mano. La reciprocità non è un ricatto, andremo avanti lo stesso. Ma vinciamo insieme la battaglia contro il fondamentalismo".

D'accordo Gasparri e d'accordo La Russa. D'accordo Daniela Santanché, al centro di polemiche (costretta alla scorta), dopo aver definito il velo islamico "strumento di sottomissione": "Mio figlio a scuola studia catechismo fuori dall'orario scolastico, giusto prevedere che un bimbo musulmano studi il Corano. Basta che non lo faccia nelle loro scuole". E d'accordo anche Riccardo Pedrizzi, presidente della consulta etico-religiosa di An: "Non dobbiamo avere paura delle altrui identità, dobbiamo invece riscoprire e riaffermare la nostra, tornare a essere cristiani".

Buttiglione sostiene che "Fini ha ragione". Ma aggiunge: "Bisogna pretendere la garanzia che gli insegnanti abbiano un titolo riconosciuto dallo Stato italiano, in modo che il loro insegnamento non sia strumento per combattere contro il mondo cristiano, ebreo o occidentale". Altri toni da Maurizio Lupi, Forza Italia: "Con tutto l'affetto e la stima verso Fini, ritengo che abbia detto un'enorme stupidata. Sarei a favore solo se le stesse cose fossero possibili anche nel mondo musulmano". E Calderoli, Lega: "Il principio che deve valere sempre è quello della reciprocità".
Dall'altra parte, mostra interesse Andrea Ranieri, responsabile dei Ds per "Sapere e innovazione": "La proposta di Fini è un passo avanti. Ma non deve essere in contrapposizione con la scuola araba (non "coranica") di Milano, la quale contribuisce all'integrazione e andrebbe considerata come le scuole svizzere o tedesche. In realtà, in molte scuole italiane già si fa intercultura, già cioè si studiano le diverse culture e si confrontano. Strada alternativa sia al multiculturalismo inglese che affianca le diverse culture e all'assimilazionismo francese, tentativi che non hanno dato i risultati sperati". E Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, propone a Fini di lavorare assieme a una mozione parlamentare per introdurre subito a scuola un'ora facoltativa di religione islamica.

Andrea Garibaldi - Corriere.it


RISPOSTA A FINI
di Andrea Gibelli
*

17.11.06 La Lega Nord è contraria all'idea di insegnare nelle scuole il Corano per favorire, a detta di Gianfranco Fini in una intervista a Panorama, l'integrazione. È un errore strategico, che non deve banalizzare quel principio di reciprocità tra Islam e Occidente e confonderlo con la laicità dello Stato.
La prima questione da sottolineare è che le comunità islamiche non si vogliono integrare. Il tentativo che gli si offre, non è quello di un'integrazione attraverso la... ...scuola pubblica, ma quello di conservare la propria cultura all'interno delle nostre istituzioni scolastiche. Non si tratta solo dell'ora di religione, ma in questo modo viene data cittadinanza ad una cultura che è antitetica all'Occidente. Con l'Islam nelle nostre scuole andrebbero riscritti i libri di testo e andrebbero demoliti il concetto di metodo scientifico e quello di progresso, che sono estranei al Corano e fanno affidamento a tutta la tradizione giudaico-cristiana, che Maometto ha rifiutato in radice.
Seconda questione: in questo modo verrebbe negata la storia dell'Occidente. Come spiegheremmo Poitiers nel 732 con Carlo Martello e il suo esercito di Franchi? I Longobardi di Liutprando ad Arles meno di dieci anni dopo? El Cid Campeador in Spagna, Santiago Matamoros o il Generale Venier a Lepanto? Padre Marco d'Aviano a Vienna o il Conte di Montecuccolo sul Raab?
Tutto questo, per il principio di "culturalmente corretto", verrebbe spazzato via. La ricetta è una sola: in Occidente c'è una cultura di riferimento ed una memoria storica; chi viene in Occidente o diventa occidentale o non può venire a casa nostra, né tantomeno nelle nostre scuole, a queste condizioni.

* Parlamentare Lega Nord