I
comunisti non sono più quelli di una volta
Non solo non mangiano più i bambini, ma litigano
persino tra di loro.
Scontro furibondo Lombardi-Ricci
di
Stefano Andrini
21.11.06
- La settimana scorsa è stata la settimana
dei litigi pubblici. Casini ha litigato con Berlusconi.
Storace ha litigato con Fini. E fin qui nulla
di orribile. Fra gente normale può capitare
di trovarsi in disaccordo, persino di avere diverbi.
Persino
durante lultima assemblea del Cgie abbiamo
assistito ad un plateale battibecco fra due esponenti
di Forza Italia, Lizzola e Romagnoli. Mollicone,
rappresentante dellUgl al Cgie è in
disaccordo con Ferretti, consigliere di An,
sul ruolo dei patronati allestero.
Ma
il litigio fra Norberto Lombardi, rappresentante
Ds al Cgie, e Rodolfo Ricci, segretario della
Fiei (area Cgil), mi ha lasciato attonito. Loro
no. Loro non possono scornarsi in pubblico.
E
dal giorno in cui scoprii che la Befana non esisteva
che non ci rimanevo tanto male.
Quelli
di destra della mia generazione sono cresciuti col
mito dellorganizzazione dei comunisti, della
loro disciplina, della loro ubbidienza pronta,
cieca ed assoluta per dirla con Giovannino
Guareschi.
Eh,
se fossimo disciplinati come i comunisti
- si sospirava nelle sedi della Giovane Italia e
del MSI
mangiano i bambini, ma
lo fanno in buon ordine e rispettando le gerarchie
Ma,
per quanto ci sforzassimo, noi non ci riuscivamo
proprio ad imitarli. Intanto non ce la facevamo
a parlare in comunist-politichese con tutta una
serie di frasi fatte, ognuna buona per una particolare
situazione. Ad esempio se il partito affermava che
il sole girava intorno alla terra o che i carri
armati russi entravano in Ungheria per liberare
quel Paese dai fascisti, chi tentava di esprimere
unopinione differente venia tacciato automaticamente
di provocatore.
Loro
erano una setta. Loro erano pronti ad ogni sacrificio.
Per
molti anni questa fu la loro immagine, peraltro
corrispondente alla realtà.
Lo
era ancora nel 1993, quando scoppiò Tangentopoli.
Allora il pool di Mani Pulite non faceva in tempo
ad arrestare i vari personaggi che quelli subito
cantavano ed incastravano partiti, dirigenti, parlamentari.
Finché Di Pietro arrestò il funzionario
del PCI-PDS Primo Greganti, il famoso compagno
G.
Messo
davanti alle prove inequivocabili di aver ricevuto
un miliardo e 246 milioni dalla Calcestruzzi e accusato
di averlo fatto per la direzione centrale
del Pds, Greganti, pur di tenere fuori il
partito, si autoaccusa. I soldi li ho presi
per me insiste a ripetere. Tenuto in carcere
per quasi 5 mesi, viene poi processato e condannato
in via definitiva a 3 anni per corruzione. Entra
in carcere sorridente e sorridente ne esce. Come
i protomartiri cristiani, che cantavano mentre venivano
sbranati dalle belve.
Il
mondo è davvero cambiato. Vai a vedere che
davvero i comunisti non mangiano più i bambini.
Senza dubbio non sono più quelli di una volta.
Intendiamoci,
quando due comunisti litigano, lo fanno pur sempre
in politichese, con frasi involute che, tradotte
ed interpretate, sono più cattive dei peggiori
insulti volgari.
Qual
è stato leffetto scatenante di questo
scontro epocale? Ce lo spiega Lombardi nella sua
replica a Ricci: Nellultima assemblea
plenaria ci siamo trovati di fronte ad una lunga
ed impegnata controrelazione di Gian
Luigi Ferretti alle comunicazioni del governo, incentrata
prevalentemente sui dati della finanziaria, in quel
momento ancora incerti. Uno dei passaggi centrali
dellintervento di Ferretti è stato
la citazione di una vera e propria requisitoria
contro le politiche per gli italiani allestero
impostate dallattuale governo, che poi è
risultata essere stata scritta e firmata da Rodolfo
Ricci.
Capito?
Il fatto che Ferretti abbia citato alcune giuste,
oneste ed intelligenti osservazioni di Ricci non
è piaciuto al suo compagno.
Così,
non appena Ricci si è azzardato a pubblicare
una sua, invero ragionata e garbata, analisi del
Cgie, Lombardi gli è saltato al collo con
una feroce requisitoria (in cui si trova la frase
citata sulla citazione di Ricci da parte di Ferretti)
che comincia con la frase acida: nemmeno questa
volta Rodolfo Ricci riesce a vincere il vizietto
di dettare la linea sulle questioni
che volta a volta interessano gli italiani allestero
. Qualche riga più in giù ed ecco
l accusa riguardante la continenza grafica,
in verità sconosciuta a Rodolfo.
Ricci
si guarda bene dal porgere laltra guancia
e nella sua replica (Ricci 2, la vendetta) sparge
veleno a piene mani: questo Norberto un poincattivito,
che io la sinistra la frequento praticamente da
quando sono nato; poi, da quasi venti anni sono
iscritti al suo stesso partito, di cui, nei 15 anni
vissuti in emigrazione, sono stato anche, come si
diceva una volta, parte dirigente.
Vogliamo
tradurre? A Lombardi che gli intima: Taci,
coglione, smettila di farti strumentalizzare dal
nemico , Ricci risponde: Brutta bestia,
non mi fai paura. Tu non sai chi sono io nel partito.
Mentre
scrivo arriva la terza puntata di Ricci: forse
tra Norberto e il sottoscritto è quasi inevitabile
che scatti questa automatica idiosincrasia come
accade tra gli elementi in natura; fa parte dei
cicli vitali e si attiva quando la noia raggiunge
i livelli di soglia
Con
immediata risposta di Lombardi: La replica
di Ricci alla mia replica mi conferma nellidea
che il diritto ad essere lasciati in pace non è
tra quelli meglio tutelati dalla nostra Costituzione.
Traduzione
di Riccio: Non ti sopporto proprio.
Traduzione di Lombardi: Non mi seccare più.