Le
corte gambe delle bugie
15.12.06
- Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti
hanno lasciato in eredità a Romano Prodi un
deficit al 2,1%, ben al di sotto del 3% (previsto da
Maastricht) e molto lontano da quel 4,6% indicato da
Padoa Schioppa e dalla sua commissione Faini,
insediata all' indomani delle elezioni per chiarire
la condizione dei conti pubblici. Un deficit al 2,1%
non è certo indicatore di finanza pubblica in
disordine; nemmeno lontanamente paragonabile alle condizioni
"come quelle del 1992", a cui il ministro
dell' Economia ha fatto sempre riferimento.
Il governo sapeva benissimo che l' andamento dei conti
dello Stato non era disastroso, ma l' ha sempre tenuto
nascosto. Fino a ieri, quando Visco - pressato
dalle opposizioni - ha messo agli atti della commissione
Bilancio una tabella. Nascosto fra decine di numeri,
difficilmente decifrabili (se non a occhi esperti),
c' è un dato: le maggiori entrate incassate dall'
Erario a fine novembre superano di 37 miliardi le stime
contenute dei dati di finanza pubblica.
Per
avere un' idea di "quanti" siano 37 miliardi
di euro, è sufficiente pensare che la manovra
del prossimo anno HA UN VALORE DI PARI ENTITA'. Padoa
Schioppa e Visco (Prodi consenziente) hanno nascosto
agli italiani che i conti erano in ordine. In quanto,
quei 37 miliardi, equivalgono - per dirla come gli economisti
- al 2,5% del pil di quest' anno. E se al deficit previsto
nel 2006 (4,6% dalla commissione Faini, 4,2% per il
governo) si tolgono 2,5 punti di pil, il deficit scende
automaticamente al 2,1%; e, forse, anche sotto.
Con la conseguenza che il disavanzo del prossimo anno
(quello su cui si applica la manovra in discussione
in Parlamento) non parte dal 3,9%, come stimato dal
governo; ma ben sotto il 3%.
Stranamente
(
eufemismo..) la confessione fatta dal governo
non è stata percepita dagli organi di stampa
e paradossalmente anche Il Giornale, nei titoli, ha
finito per esaltare la scelta della maggioranza di restituire
il maggior gettito a partire dal 2008.
Il
dato sul maggior gettito fiscale, fornito ieri da Visco
offre una triplice lettura politica.
1.
Conferma che i conti pubblici lasciati da Berlusconi
e Tremonti sono in regola.
2. Consolida l' impressione - già elaborata da
numerosi economisti - che la finanziaria da 40 miliardi
di euro, concentrata su inasprimenti fiscali, serve
soprattutto a soddisfare la fame di spesa pubblica dell'
attuale maggioranza.
3. Accerta con "falso" il bilancio in discussione
in Parlamento. "Falso" perché basato
su quadri di finanza pubblica non reali, in quanto i
saldi (tanto cari a Padoa Schioppa) vengono garantiti
non dagli interventi di finanza pubblica, ma da gettito
fiscale aggiuntivo e nascosto. E' talmente evidente
quest' operazione che il governo ha cercato in ogni
modo di appesantire il deficit di quest' anno, così
da "nascondere" il maggior gettito. Prima
ha caricato su un unico esercizio i costi della Sentenza
Ue sull' indeducibilità delle auto di servizio,
quando poteva - d' accordo la commissione di Bruxelles
- dilazionare il costo su più esercizi. Poi ha
addirittura calcolato a debito le emissioni di obbligazioni
effettuate da Infrastrutture Spa per finanziare gli
investimenti nelle Fs.
Il
problema, adesso, è tutto di Padoa Schioppa.
Il Patto di stabilità prevede che le maggiori
entrare registrate in un esercizio vengano conteggiate
a riduzione del deficit nello stesso esercizio.
Il ministro quindi dovrebbe abbattere il deficit 2006
di 37 miliardi di euro (di cui 28 strutturali).
Ma se lo facesse certificherebbe che quello in discussione
in Parlamento è un bilancio falso.
Tutto
questo viene alla luce per una tabella abbandonata e
dimenticata in commissione dall' On.le Visco.
..Le bugie hanno le gambe corte, Sempre.
Amedeo
Gentile
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