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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Le corte gambe delle bugie

15.12.06 - Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti hanno lasciato in eredità a Romano Prodi un deficit al 2,1%, ben al di sotto del 3% (previsto da Maastricht) e molto lontano da quel 4,6% indicato da Padoa Schioppa e dalla sua commissione Faini, insediata all' indomani delle elezioni per chiarire la condizione dei conti pubblici. Un deficit al 2,1% non è certo indicatore di finanza pubblica in disordine; nemmeno lontanamente paragonabile alle condizioni "come quelle del 1992", a cui il ministro dell' Economia ha fatto sempre riferimento.

Il governo sapeva benissimo che l' andamento dei conti dello Stato non era disastroso, ma l' ha sempre tenuto nascosto. Fino a ieri, quando Visco - pressato dalle opposizioni - ha messo agli atti della commissione Bilancio una tabella. Nascosto fra decine di numeri, difficilmente decifrabili (se non a occhi esperti), c' è un dato: le maggiori entrate incassate dall' Erario a fine novembre superano di 37 miliardi le stime contenute dei dati di finanza pubblica.

Per avere un' idea di "quanti" siano 37 miliardi di euro, è sufficiente pensare che la manovra del prossimo anno HA UN VALORE DI PARI ENTITA'. Padoa Schioppa e Visco (Prodi consenziente) hanno nascosto agli italiani che i conti erano in ordine. In quanto, quei 37 miliardi, equivalgono - per dirla come gli economisti - al 2,5% del pil di quest' anno. E se al deficit previsto nel 2006 (4,6% dalla commissione Faini, 4,2% per il governo) si tolgono 2,5 punti di pil, il deficit scende automaticamente al 2,1%; e, forse, anche sotto.
Con la conseguenza che il disavanzo del prossimo anno (quello su cui si applica la manovra in discussione in Parlamento) non parte dal 3,9%, come stimato dal governo; ma ben sotto il 3%.

Stranamente (…eufemismo..) la confessione fatta dal governo non è stata percepita dagli organi di stampa e paradossalmente anche Il Giornale, nei titoli, ha finito per esaltare la scelta della maggioranza di restituire il maggior gettito a partire dal 2008.

Il dato sul maggior gettito fiscale, fornito ieri da Visco offre una triplice lettura politica.

1. Conferma che i conti pubblici lasciati da Berlusconi e Tremonti sono in regola.
2. Consolida l' impressione - già elaborata da numerosi economisti - che la finanziaria da 40 miliardi di euro, concentrata su inasprimenti fiscali, serve soprattutto a soddisfare la fame di spesa pubblica dell' attuale maggioranza.
3. Accerta con "falso" il bilancio in discussione in Parlamento. "Falso" perché basato su quadri di finanza pubblica non reali, in quanto i saldi (tanto cari a Padoa Schioppa) vengono garantiti non dagli interventi di finanza pubblica, ma da gettito fiscale aggiuntivo e nascosto. E' talmente evidente quest' operazione che il governo ha cercato in ogni modo di appesantire il deficit di quest' anno, così da "nascondere" il maggior gettito. Prima ha caricato su un unico esercizio i costi della Sentenza Ue sull' indeducibilità delle auto di servizio, quando poteva - d' accordo la commissione di Bruxelles - dilazionare il costo su più esercizi. Poi ha addirittura calcolato a debito le emissioni di obbligazioni effettuate da Infrastrutture Spa per finanziare gli investimenti nelle Fs.

Il problema, adesso, è tutto di Padoa Schioppa. Il Patto di stabilità prevede che le maggiori entrare registrate in un esercizio vengano conteggiate a riduzione del deficit nello stesso esercizio.
Il ministro quindi dovrebbe abbattere il deficit 2006 di 37 miliardi di euro (di cui 28 strutturali).
Ma se lo facesse certificherebbe che quello in discussione in Parlamento è un bilancio falso.

Tutto questo viene alla luce per una tabella abbandonata e dimenticata in commissione dall' On.le Visco.
…..Le bugie hanno le gambe corte, Sempre.

Amedeo Gentile
Tel. 393 06 06 007