Afghanistan,
a Roma una Comica conferenza.
Massimo Fini
06.07.07
- La Conferenza internazionale sulla giustizia in Afghanistan,
tenutasi a Roma con la partecipazione delle delegazioni dei
26 Paesi «donatori», cioè dei Paesi che
lo occupano militarmente, ha avuto un risvolto comico in un
contesto tragico. Il compito di guidare la «ricostruzione»
della giustizia afgana è stato affidato all' Italia.
Ora, chiunque conosca la situazione della giustizia italiana
coglie quanto sia beffarda questa designazione. Sarebbe molto
meglio che le decine di milioni di euro che stiamo riversando
in quest' impresa assurda e proterva li impiegassimo per la
nostra giustizia che fa acqua da tutte le parti.
Assurda,
e proterva, non perchè "molti magistrati afgani
non sanno nè leggere nè scrivere e quelli che
lo sanno non hanno a disposizione i codici", ma perchè
è assurdo e protervo applicare il diritto occidentale,
gli schemi mentali occidentali, ad una popolazione che ha
storia, vissuti, mentalità, valori completamente diversi
dai nostri. Sarebbe come se un mullah pretendesse di redigere
i nostri Codici.
Lo
stesso presidente Karzai, che pur è alle dirette
dipendenze dell'Amministrazione americana, come lui stesso
ha ammesso, ma che si sente bruciare la terra sotto i piedi
perchè nel Paese monta la rivolta che non è
più solo talebana, è stato costretto a sottolineare
"L' Afghanistan non è l' Occidente, ha valori
diversi, una struttura sociale diversa. E i soldati stranieri
non possono applicare i loro schemi, devono combattere «all'
afgana».
Già,
il modo di combattere della Nato. Secondo stime Onu dall'
inizio dell' anno le vittime civili sono state 430. Noi non
siamo l' Onu, ma semplicemente raccogliendo le notizie dei
giornali ne abbiamo contate 872. Senza contare quelle che
sono incontabili perchè vengono fatte dalle truppe
occidentali in regioni remote del Paese dove non è
possibile alcun controllo. Il perchè di queste stragi
è presto detto. La Nato non combatte «all' afgana»,
cioè con le forze di terra, ma con i bombardieri. Se
in un villaggio vengono segnalati dei guerriglieri talebani
non li si va a stanare, correndo qualche rischio, ma si bombarda
semplicemente il villaggio uccidendo per lo più donne,
vecchi e bambini che sono quelli che vi sono rimasti mentre
tutti gli uomini validi sono andati a combattere. Questo modo
di fare la guerra, oltre che vile e criminale, è idiota.
La struttura sociale afgana è fatta a grandi famiglie,
a clan, è tribale. Se tu uccidi un uomo di un villaggio
non uccidi solo un uomo, 'uccidi' l' intero villaggio e lo
avrai tutto contro. In Afghanistan è nato addirittura
un proverbio "per ogni civile morto nascono dieci talebani".
Ecco perchè ai Talebani, in maggioranza Pashtun, si
stanno unendo mano a mano i Tagiki del defunto comandante
Massud che degli uomini del mullah Omar era stato il più
fiero avversario. La guerriglia talebana si sta trasformando
in una lotta di liberazione nazionale.
Ma,
a parte questo, resta inevasa la domanda di fondo? Perchè
l' Occidente occupa l' Afghanistan? Per combattere il terrorismo,
si dice. Ma gli afgani, e nemmeno i Talebani, non sono terroristi.
Non lo sono mai stati. Non hanno compiuto un solo atto di
terrorismo nei dieci anni di guerra con i sovietici. Non c'
era un solo afgano nei commandos che abbatterono le Torri
Gemelle, non un solo afgano è stato trovato nelle cellule
di Al Qaida. I Talebani non sono terroristi nemmeno ora che
devono battersi con forze incomparabilmente superiori dal
punto di vista tecnologico. Se compiono atti di terrorismo,
rari, lo fanno solo contro obiettivi militari, provocando
anch' essi, certo, i loro 'danni collaterali'.
La
sola colpa dei Talebani è di essersi trovati sul proprio
territorio Bin Laden, che proprio gli americani vi avevano
messo in funzione antisovietica, e che era difficilmente eliminabile
perchè in Afghanistan godeva di grande prestigio avendovi
costruito, con le sue enormi ricchezze, ospedali, scuole,
strade, ponti più di quanto abbiano fatto gli occidentali
in cinque anni.
Siamo
lì, si dice allora, autocompiacendosi per le proprie
buone intenzioni, "per ricostruire il Paese e riportarvi
l' ordine". Ma bisognerebbe prima chiarire chi è
che ha distrutto quel "martoriato Paese" e vi ha
portato il disordine. Dal 1980 al 1990 sono stati i sovietici,
dal 1990 al 1996 sono stati i "signori della guerra",
e dal 2001 siamo noi. L' unico periodo in cui l' Afghanistan
ha vissuto nell' ordine e nella pace è stato il 1996-2001
quando governavano i Talebani. Anche se nessuno, in Occidente,
vuole riconoscerlo e nemmeno sentirselo dire.
Massimo
Fini
Fonte: http://www.massimofini.it/
Uscito su "Il gazzettino" il 06/07/2007