Buttiglione
lo candida a Palazzo Chigi: "Lui alla guida del
Paese"
"Io meglio del
premier? Forse l'ho pensato"
Affondo di Casini: "Al paese non servono illusionismi".
In serata il portavoce: "Nessun riferimento al
presidente Berlusconi"
ROMA,
27 novembre 2005 - Non c'
è l' ex segretario Marco Follini, assente e va
detto non troppo rimpianto. "Perché non
è venuto? Chiedetelo a lui", glissa il ministro
Buttiglione. E allora la ribalta è tutta per
Pier Ferdinando Casini alla manifestazione di apertura
della campagna elettorale dell' Udc. Un intervento quello
del presidente della Camera per svestire ufficialmente
i panni istituzionali e parlare da leader politico,
per ricordare che le parole d'ordine centriste saranno
"verità e responsabilità". Un
lungo affondo contro gli "illusionisti" della
politica. Un invito a "stringere la cinghia",
a darsi "una scossa". Affondo a cui Berlusconi
non ha, per ora, replicato: "No... non so nemmeno
cosa ha detto" ha detto il presidente del Consiglio
arrivando al vertice Euromediterraneo di Barcellona.
NESSUN INTENTO POLEMICO - E in serata arriva
a calmare le acque la precisazione del portavoce di
Casini: "come può testimoniare chiunque
abbia assistito interamente ai lavori non vi era alcun
intento polemico nei confronti né del premier
né del governo. Tanto meno si è parlato
di illusionisti, ma solo di illusionismi". Sembravano
invece proprio rivolte a Berlusconi le parole del presidente
della Camera a questa manifestazione romana che segna
l'avvio ufficiale della campagna elettorale dell'Udc.
"Non ho detto che al governo avrei fatto di più
e meglio... forse al massimo l'ho pensato", spiega
il presidente della Camera. Il riferimento era, almeno
apparentemente, alla frase del premier secondo cui "qualcuno,
e quel qualcuno sarei io, va a Porta a Porta a vantarsi
dei risultati del governo". "Le cose non stanno
così - precisa Casini - sono andato lealmente
a difendere l'operato del governo: ma non ho detto che
avrei fatto di più e meglio... forse al massimo
l'ho pensato".
BUTTIGLIONE - Parole che suonano come un'autocandidatura
a Palazzo Chigi. Ipotesi esplicitata da Rocco Buttiglione
che tira la volata a "Baccini sindaco di Roma e
Casini alla guida del Paese". Concetto colorito
dal segretario Lorenzo Cesa, il successore di Follini
che parlando dell'attacco a tre punte della Cdl non
fa mistero di tifare apertamente per l'inquilino di
Montecitorio: "Sarà una squadra di testa
con tre candidati leader, spero che Casini faccia da
goleador per colpire al centro e prendere più
voti possibili che siano determinanti per la vittoria
della Cdl".
MODERATI - Nel suo intervento il presidente della
Camera delinea il suo progetto per il partito dei moderati
sul cliché del Partito popolare europeo. "Il
mio ritorno alla vita politica segna un obiettivo: evitare
che i moderati siano rassegnati. Io non mi rassegno
a perdere la partita ed il centrodestra si deve scuotere
dal suo torpore". E quindi ribadisce il suo no
"ai toni alti" nella campagna elettorale affermando
di non essere affatto rassegnato ad una sconfitta del
centrodestra alle politiche. "Non faccio e non
farò risse. Gli italiani sono stanchi di pollai
e baruffe - osserva - Così come credo che non
serva evocare il nemico politico come pericoloso bolscevico".
LE REAZIONI - Quanto basta per provocare la replica
di Sandro Bondi. Il coordinatore di Forza Italia sottolinea:
"Bisogna stare attenti, molto attenti, a non tagliare
la pianta che abbiamo fatto nascere e crescere insieme:
la pianta delle realizzazioni concrete, delle riforme
attese da decenni, dell'impegno faticoso di governo".
Il tutto "sotto la guida coraggiosa e lungimirante
del presidente Berlusconi. L'esatto contrario delle
illusioni", chiosa Bondi. Quanto fatto da Silvio
Berlusconi in cinque anni anni a Palazzo Chigi "è
l'esatto contrario delle illusioni", ma sono "realizzazioni
concrete" continua Bondi, che sostiene: il futuro
leader della Cdl "lo sceglieranno gli elettori,
e non ho dubbi su chi sarà".