Prodi
si autopromuove
Berlusconi attacca: "Politicamente scorretto"
Roma, 28.12.06 - Nella conferenza stampa di fine anno
il premier Romano Prodi usa toni enfatici, che non sono
sufficienti, però, a nascondere la realtà
assai preoccupante di un Paese che ha bisogno come il
pane di riforme e sviluppo economico, per non restare
fermo al palo, fanalino di coda dellEuropa. Questa
finanziaria è appropriata perché crea
un bilanciamento fra i nostri obiettivi, fra equità
e sviluppo e pone rimedio ad anni di deficit e stagnazione
economica.
Il
professore, quasi a giustificarsi per le proteste di
piazza degli ultimi mesi, sottolinea che la finanziaria
tocca molti tasti dell'economia e molti aspetti
della vita di tutti noi, come tale era inevitabile che
creasse inquietudini e anche qualche incomprensione.
Poi lannuncio sulle tasse: È una
manovra che non solo non aumenta, ma addirittura diminuisce
le imposte di 500 milioni di euro. Lentusiasmo
del capo del governo si evidenzia soprattutto sugli
investimenti: Questa manovra dà il più
corposo incentivo alle attività produttive mai
messo in campo da una finanziaria. Nel 2007 andranno
alle imprese 5 miliardi di euro, e nel 2008 ne saranno
aggiunti altri 9. Mai un simile sforzo era stato fatto.
E aggiungo che in questa finanziaria per la prima volta
si allevia il peso contributivo a favore dei lavoratori
dipendenti. È ovvio - aggiunge Prodi - che tutto
questo può non piacere a qualcuno, ma con questa
manovra diamo un grande contributo alla crescita che
è il nostro obiettivo primario.
Nel
suo intervento a Palazzo Chigi il professore non nasconde
una certa apprensione per i problemi strutturali dell'Italia,
che sono in gran parte ancora da affrontare.
Promette di farlo nel 2007, l'anno della svolta,
ma intanto si sono sprecati sei mesi senza fare nulla.
L'Italia - ha proseguito il premier - cresce ancora
troppo poco rispetto agli altri paesi europei: non possiamo
essere sempre e solo all'inseguimento degli altri. Dobbiamo
avere l'ambizione di trainare l'economia del Vecchio
Continente mettendo in gioco tutte le nostre grandi
risorse e potenzialità.
Questi
auspici per il momento sono riposti nel registro delle
buone intenzioni per lanno che verrà. Il
premier è soddisfatto anche della compattezza
della propria maggioranza.La nostra maggioranza
al Senato funziona e vota compatta. Il continuo
ricorso al voto di fiducia, però, dimostra lesatto
contrario. Così come il ruolo determinante giocato
a Palazzo Madama dai senatori a vita, senza il cui sostegno
il governo sarebbe caduto già diverse volte.
Ma Prodi non accetta neanche di sfiorare questo argomento
scabroso: "I senatori a vita sono senatori. È
la costituzione a prevederli come senatori a pieno titolo,
quindi è inutile ricominciare il tormentone".
Ma il problema politico di una maggioranza che al Senato
non ha i numeri, senza il voto dei membri non eletti
dal popolo, resta comunque aperto. Il premier ci tiene
anche a negare che si debba aprire una "fase due"
nell'azione dell'esecutivo: "Chiamatela uno bis
- dice il premier - o comma due, ma nel contenuto c'è
una sostanziale, assoluta continuità nell'azione
del mio governo ed è un'azione riformista".
L'unico
punto di convergenza con l'opposizione, secondo il presidente
del Consiglio, è quello da trovare per cambiare
la legge elettorale e la riforma costituzionale: "È
obbligatorio lavorare con le opposizioni. Se non c'è
dialogo non si può fare nulla".
Intanto
le acque sono sempre più agitate in seno alla
maggioranza. I Comunisti italiani mandano un avvertimento
al premier: Nessuno si illuda - spiega Marco Rizzo
- che lasceremo correre. Le pensioni non si toccano.
Il governo deve rispettare il programma che tutte le
forze che sostengono Prodi hanno sottoscritto a suo
tempo, e sostenuto durante tutta la campagna elettorale,
Il Giornale.it