Sondaggio:
Berlusconi è al 58,5 per cento,
Prodi è al 30,5%.
di
Amedeo
Gentile
15.01.07 - "La
fiducia in Silvio Berlusconi è
ora al 58,5% mentre quella in Romano
Prodi è al 30,5%. La fiducia
al governo Prodi è scesa al 27,5%".
Lo ha annunciato il portavoce di Silvio
Berlusconi ed ex sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio On. le Paolo
Bonaiuti, durante una conferenza stampa
a Montecitorio.
"Le vacanze di Natale hanno lavorato
molto bene a favore della Cdl - ha spiegato
Bonaiuti - e un pò meno nei confronti
di altri", infatti secondo i dati
della casa di sondaggi 'Euromedia Research'
diffusi nella conferenza, "FI è
al 32,6%, An è al 12%, la Lega
è al 5,3. Tutta la Cdl rappresenta
il 53,2% e con l'Udc siamo al 57,3%.
Sono percentuali da vecchia Dc".
"Il totale dell'Ulivo oggi è
di 35,5 % - ha sottolineato ancora Bonaiuti
- nettamente in ribasso rispetto ai
dati del 15 dicembre che vedevano l'Ulivo
al 37,8%".
Le
rilevazioni statistiche della Euromedia
Research (" l'unica società
di sondaggi che azzeccò il pronostico
alla vigilia delle politiche 2006) sono
fresche di stampa, risalgono infatti
a lunedì 8 gennaio e parlano
anche di un record di consensi per Forza
Italia (al 32,6%, in crescita dell'1,1).
Sempre stando al sondaggio, la fiducia
in Berlusconi sarebbe cresciuta nettamente
nel periodo natalizio, quello della
degenza americana dell' ex premier,
mentre per Prodi c' è, sottolinea
Bonaiuti "un pesantissimo crollo
di consensi e potete stare certi che
dopo la riunione del consiglio dei Ministri
a Caserta le cose peggioreranno in quanto
Prodi dichiarava: "dovremo prendere
provvedimenti concreti, che possano
essere immediatamente percepiti dall'
opinione pubblica". Tradotto dal
politichese: ragazzi, voliamo basso
e inventiamoci qualcosa immediatamente,
perché le elezioni amministrative
sono alle porte e rischiamo un bagno
di sangue.
Ci piacerebbe sapere quanti milioni
di euro è costato (
e chi
pagherà
) l' incontro dei
Ministri del Governo Prodi, nella splendida
reggia di Caserta nato come un summit
per dare "una svolta all' azione
di governo", pomposa definizione
in linea con gli stucchi dorati e gli
spazi regali pensati dal Vanvitelli.
Ed invece il vertice di governo ha rapidamente
ridimensionato i suoi orizzonti e i
suoi obiettivi attorno alla necessità,
ben sintetizzata da Fassino, di evitare
"un corto circuito con l'elettorato",
propositi quelli di Prodi e Fassino,
espressi qualche giorno fa. L' ultimo
sondaggio, che certifica il crollo dei
consensi del governo e la parallela
crescita di Forza Italia e dell'opposizione
nel suo complesso, imporranno al premier
di serrare ulteriormente le fila, di
passare dal volo basso al volo rasente.
Ai
ministri ha già chiesto di limitare
le loro proposte alle rispettive sfere
di competenza. Via dall'agenda, dunque,
tutto ciò che può essere
motivo di litigio e contrapposizione:
di pensioni, legge Biagi, pacs, Tav,
partito democratico, autostrade, privatizzazioni
si parlerà, ma per rinviare ogni
decisione.
"Non siamo andati a Caserta per
rompere, saremmo stati dei suicidi",
dice Prodi. E l' unico modo per non
rompere è stato quello di non
approfondire nessuno di questi temi
sui quali, alla fine Prodi dirà
che esistono intese di massima, che
tutto va bene. La punta di diamante
di questa operazione, ridotta ad un
modesto e costosissimo summit pre-elettorale,
è costituita da Bersani e dalla
sua valigia che, come annunciato, conteneva
una "lenzuolata" di provvedimenti
popolari (o populisti) destinati a gettare
fumo negli occhi e una buona dose di
anestetico sui dissensi di questo esercito
di Franceschiello.
Ne
abbiamo avuto un buon esempio con l'
estemporanea uscita del ministro a Ballarò:
"aboliremo i costi sulle ricariche
dei cellulari". Dimenticandosi
di dire agli italiani che, su sollecitazione
di Bruxelles, l' Authority delle comunicazioni
sta già prendendo provvedimenti.
Così ha venduto merce vecchia,
con il solo risultato di irritare il
garante delle comunicazioni, qualche
alleato, il mondo finanziario ed alcuni
milioni di azionisti Telecom, i cui
titoli hanno subito una batosta. Altra
paccottiglia verrà spacciata
per mercanzia di pregio: aiuti al Sud
(d' obbligo, altrimenti perché
andare a Caserta?), semplificazioni
burocratiche, qualche sviolinata al
cittadino-consumatore (finora spremuto
dalle tasse della Finanziaria). Nulla
di nulla sui veri nodi da sciogliere,
le risposte non arrivano.
E'
il solito lenzuolo corto, su un letto
traballante.
Ma
le urne sono sempre più vicine
ed i sondaggi per l' attuale Governo,
sempre più negativi.
Amedeo
Gentile
Forza Italia - Sede Nazionale
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