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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

da L'ITALIANO: http://www.litaliano.it

Intervista a Robert Labro

25.01.07 - Robert Labro è Consigliere dell’ Assemblea dei francesi all’estero (Afe) per l’Italia e Malta. Vive ad Arese, vicino a Milano. Ha 44 anni, è sposato e padre di due figli.
Nella vita civile si occupa di molte attività, ma soprattutto della commercializzazione di prodotti e servizi.
Dal 2003 è stato nominato, con decreto del primo ministro francese, Consigliere del Commercio Estero in Italia (CNCCEF) e per tre anni è stato eletto Segretario generale. Tutti i Consiglieri del CNCCEF sono capi delle grandi società francesi (Total, Dexia, Air Liquide, BNP, Societé Générale, Natixis, Decathlon, ecc.).
Da tre anni è il Delegato dell’UMP (Unione per un Movimento Popolare, il partito gollista) in Italia. E’ inoltre membro del Consiglio Nazionale dell’UMP e un supporter di Nicolas Sarkozy, ora candidato alla Presidenza della Repubblica con ottime probabilità di vittoria.

Consigliere Labro, lei è stato eletto nella lista dell’associazione Ufe.
Altolà, cominciamo male. Ho visto che è questo che avete scritto su L’Italiano. Vi complimento per il lavoro serio ed accurato che avete fatto, ma era inevitabile che qualcosa vi dovesse sfuggire.
Siete caduti in un equivoco. All’AFE io sono iscritto nel gruppo UFE, ma non faccio parte dell’associazione UFE. Sono due cose distinte, anche se il presidente dell’associazione è anche il presidente del gruppo. Un po’ complicato, eh? Adesso le spiego.

Le faccio l’esempio dell’Italia. Qui vivono circa 65.000 francesi. Il 7 % sono dirigenti trasferiti per 3, massimo 4, anni come i dirigenti dell’Air France o della Total o dirigenti di diverse piccole e medie imprese. Il 93% è rappresentato da francesi stabilmente residenti, spesso binazionali, coniugi di italiani e così via. Queste persone sono immerse nella vita italiana e conoscono poco queste diverse associazioni. Il punto è che queste associazioni, che sono molto utili, non sono rappresentative della grande maggoranza dei nostri cittadini francesi in Italia.
Lo dimostra il fatto che la partecipazione al voto è sempre stata troppo bassa.

E allora come è stato eletto?
Veda, io sono partito dalle considerazioni che le ho appena illustrato. So che i francesi all’estero sono come i francesi in Francia, non vogliono votare associazioni di cui sanno poco o niente, ma i partiti politici che conoscono e continuano a seguire attraverso televisione, radio e giornali. Credo che anche voi vi siate accorti di questo in occasioni delle prime elezioni dei vostri rappresentanti in Parlamento. I vostri emigrati hanno votato o per Prodi o per Berlusconi, non per le associazioni.
E allora mi sono detto: “Questo è il momento per trasformare le elezioni per l’AFE da una specie di votazioni da circolo del golf in vere elezioni politiche”.
Io da tre anni sono il Delegato dell’UMP (il partito gollista) in Italia. Inoltre sono membro del Consiglio Nazionale dell’UMP come Delegato e come Consigliere e un supporter di Nicolas Sarkozy, ora candidato alla Presidenza della Repubblica.
Così sono riuscito a convincere il mio partito a permettermi di presentarmi alle elezioni per l’AFE con un lista UMP. E il partito mi ha concesso simbolo, supporto ed anche un finanziamento.

Quindi è stato una specie di esperimento
Sì. E’ stata la prima volta in decenni di storia ed è successo solo in Italia. Come dice lei, è stato una specie di esperimento. Esperimento perfettamente riuscito: la mia lista, con sorpresa di molti ma non mia, è risultata la prima di destra ed è stata la riprova che gli elettori volevano una scelta politica chiara. Penso che faremo da esempio per le prossime elezioni dell’AFE nel 2009.

Complimenti. Quali sono le sue battaglie?
In questo momento stiamo lottando per avere i nostri rappresentanti all’Assemblea nazionale. Oltre agli attuali 12 senatori, quindi, vogliamo almeno 10 deputati. Su questo devo riconoscere che anche la sinistra è d’accordo.
Noi in Francia guardiamo con grande attenzione alla legislazione italiana in materia di rappresentanza dei cittadini residenti fuori dai confini (legge Tremaglia). La consideriamo la più avanzata del mondo. Vorremmo riprenderla anche per la Francia naturalmente adattandola alla nostra realtà e ripulendola da quelle zone scure di cui mi pare anche voi vi siate resi conto.
La vostra legge ci ispira soprattutto per l’elezione su base territoriale.
Da noi l’elezione dell’AFE è già su base territoriale, ma poi, quando è il momento di eleggere i Senatori, si lascia da parte la territorialità e si decide in base ai gruppi e ai sottogruppi (RFE , UFE Dil, UFE R per la destra e ADFE per la sinistra. Bastano 38 voti per eleggere un senatore.
Però noi appunto chiediamo che vengano eletti su base territoriale, definendo grandi circoscrizioni (Europa, America, Asia, Africa, Oceania) al suffragio universale come è il caso oggi per i consiglieri del’AFE.

Quanto guadagna un consigliere dell’Afe?
Fino a due anni fa niente. I consiglieri dell’Afe dovevano accontentarsi dell’onore della carica e non percepivano un centesimo.
Oggi ogni consigliere ha un’indennità di 1.000 euro al mese. Poi riceve una cifra in relazione alla distanza del paese di residenza dalla Francia. Io, che vivo in Italia, ricevo 400 euro al mese. Poi, essendo membro del Comitato di presidenza, ho diritto ad altri 200 euro al mese.
C’è da tener conto che ormai il nostro è diventato un lavoro molto impegnativo per il quale dobbiamo dedicare tanto tempo.

Sarebbe interessato ad incontri con gli esponenti di spicco del centrodestra italiano per approfondire il discorso che abbiamo abbozzato ora e cercare una collaborazione fra voi e noi?
Certamente. Ne sarei entusiasta. Lascio a voi del L’Italiano organizzare il primo incontro.


Oltre confine [info@oltreconfine.de]