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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

LA PROVOCAZIONE
Veronica è l’unica donna che in politica può sfidare Silvio


02.02.07 - Se qualcuno può pensare che quello tra Veronica e Silvio sia un bisticcio coniugale allargato a dismisura dai media, dovrebbe in realtà riflettere sul valore anche politico che questo matrimonio rappresenta. E ciò che è politico, lo è fino in fondo.
Intendiamoci: qui non si vuole fare della dietrologia spicciola, tutt’al più l’analisi del carattere di personaggi che hanno l’onere di gestire - politicamente - la sfera della famiglia.
La situazione degli affetti di un leader pubblico è parte integrante della sua immagine, ma può essere trattata su due diversi binari: pensiamo al silenzio stampa durato vent’anni sulla figlia segreta di Mitterrand e ai quattro bambini che la candidata socialista all’Eliseo, Ségolène Royal, sbandiera ogni momento a garanzia di una sinistra che affonda le sue radici in una parte importante dei valori tradizionali.
Ormai, si può sostenere che in generale la tendenza tipicamente anglosassone a coinvolgere parenti e affini nel proprio curriculum di aspirante o gestore del potere si è radicata anche nella Vecchia Europa: ma questo non significa che alla base non vi siano valori forti e motivazioni salde.

L’esposizione alle telecamere dei figli di Berlusconi è avvenuta in modo sfalsato a causa dell’età: i figli di primo letto, anche perché investiti di responsabilità nelle attività imprenditoriali del padre, sono finiti subito nel mirino, mentre Veronica ha costruito intorno ai suoi pargoli una cortina di discrezione e di riserbo ammirevoli. Lo stesso stile che ha mantenuto negli anni di permanenza del marito a Palazzo Chigi. Ma ora che, un giorno sì e l’altro anche, si delineano orizzonti e ipotesi sulla successione al Cavaliere, questo understatement potrebbe tornare utile alla consorte.
Se in tanti anni di prossimità alla politica Veronica ha voluto smarcarsi il più possibile dall’immagine della “signora Berlusconi”, chissà che non decida di guidare una coalizione... contro Silvio.
Con un Prodi ormai bollito e nessuna donna di rilievo, a parte le solite politicanti di sezione, a contenderle il primato nel centrosinistra, lei sarebbe la guida ottimale: nessuno conosce meglio Silvio, nessuno saprebbe anticipare e parare i colpi di questo avversario.
E allora solo un’altra donna di spessore, una Letizia Moratti tanto per intenderci, potrebbe contrastarla.

La Padania online
[Data pubblicazione: 02/02/2007]