Restituire
centralita' al CGIE
di Franco Santellocco
lITALIANO
08.02.07
- Lo scempio consumato con la elezione del
Comitato di Presidenza del CGIE, deciso freddamente
da una parte politica, con arroganza ed una
tracotante intolleranza per ogni forma di
dissenso, in spregio al doveroso rispetto
per lassociazionismo autonomo di ispirazione
cristiano-liberale e moderata, è stato
più volte bollato come infame da quella
parte che non si sente rappresentata e protetta.
Una
recente nota dellOn. Crema dello SDI-RNP
lamenta che anche a sinistra si evidenziano
manifestazioni di esclusione, insofferenza,
faziosità e settarismo verso altre
componenti non maggioritarie da parte dei
due maggiori partiti di quella compagine (DS
e Margherita).
Rivela
anche curiosamente che il Coordinamento dellUnione
chiama a raccolta i rappresentanti dei partiti
che lo compongono alla vigilia della riunione
del Comitato di Presidenza del CGIE.
Sembrerebbe
di comprendere quindi che le Segreterie nazionali
dei partiti dellUnione si apprestino
a dettare le direttive ai componenti del CdP
al fine di stabilire ordine del giorno, programmi
di lavoro, attività e
..momenti
dedicati agli applausi.
Trova
quindi una ragionevole spiegazione la mancanza
di iniziativa e spinta propulsiva del Segretario
Generale, denunciata qualche giorno fa, a
fronte delle aspettative e dei problemi delle
comunità allestero: non si tratta
di inerzia, ma soltanto di crisi di astinenza
da direttive.
Si
delinea meglio a questo punto il disegno di
chi ha voluto ad ogni costo, mascherandola
sotto una coltre di ipocrita doppiezza, lelezione
di un Segretario Generale, nei fatti dimezzato,
che ha però il grande pregio di essere
sicuro funzionario di partito.
Si
fa strada infatti il sospetto che si voglia
cancellare la funzione rappresentativa, propulsiva
e critica del CGIE, un ostacolo per una compagine
di governo che ha molto promesso in campagna
elettorale, sollevato grandi aspettative e
finora ammannito soltanto annunci agli italiani
allestero, che continuano a coltivare
lillusione di ben altri ponderosi provvedimenti.
Il
Senatore Danieli, daltra parte, nella
relazione allultima Assemblea plenaria
ha con chiarezza delineato il suo progetto
di ridimensionamento del CGIE, trasformandolo
da organismo di rappresentanza delle
comunità italiane allestero presso
tutti gli organismi che pongono in essere
politiche che interessano le comunità
in un mero organo intermedio di collegamento
fra i Comites ed i soli parlamentari eletti
allestero.
Appare
chiaro quindi il disegno di trasformare il
CGIE in un gigantesco ufficio che ha sullo
sfondo il compito di produrre benefici per
gli eletti in parlamento anziché individuare
soluzioni per i problemi delle comunità
allestero
Non
vi è dubbio che questo disegno debba
essere combattuto con determinazione e continuità,
in primo luogo, se necessario, nelle aule
parlamentari, chiedendo lintervento
di tutti i parlamentari vicini ai connazionali
allestero e non soltanto di quelli eletti
nelle Circoscrizioni estero, della cui lealtà
verso i loro elettori è forse opportuno
cominciare a dubitare.
In
secondo luogo riproponendo la centralità
del CGIE quale organismo di raccolta delle
esigenze ed elaborazione delle soluzioni da
proporre a Governo, Parlamento e Regioni.
In
questa luce appare necessario ricominciare
a combattere con durezza e coraggio, non abbandonarsi
ad una forma di Aventino, che, in definitiva,
anche nel passato, ha soltanto favorito il
disegno disgregatore.
Preso
atto della probabile nullità propositiva
di questo CdP, è doveroso provocare
il coinvolgimento e linteresse di tutti
quei Consiglieri che si richiamano allautonomia
dellassociazionismo ed ai valori di
moderazione propri di una cultura cristiano-liberale
per elaborare un progetto di sviluppo delle
iniziative a beneficio dei connazionali allestero.
E
ormai necessario presentarsi nellarena
e prendere partito, abbandonando anacronistiche
posizioni di neutralità, se si vuole
restituire, battendosi tutti uniti, forza
propulsiva e propositiva ad un CGIE che una
parte delle forze politiche vorrebbe cancellare.