I
fantasmi delle Brigate Rosse
14.02.07 - Molti, in Italia, avevano voluto seppellire
i fantasmi sanguinosi dellera delle Brigate
Rosse con un gran volemose bene. Ad
ex brigatisti, molto o poco pentiti, era stata praticata
dalle colonne dei giornali e dalle tribune giudiziarie
e politiche una benedizione ideale, con ampi movimenti
di aspersorio per cancellare i peccata mundi.
Grazia, indulto, comprensione, perdono: dal popolo
cattolico per eccellenza non potevano giungere che
queste risposte francescane alle efferate azioni
dei combattenti armati per il comunismo. Chi
ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, insomma.
Questo detto napolitano è quanto
mai dattualità. Non furono mossi, del
resto, questi brigatisti da un desiderio di giustizia?
Sì, una giustizia da attuare tramite i processi
di popoli e i gulag... Ma questi sono particolari,
dopo tutto.
Ed ecco che nella penisola i combattenti per il
comunismo dei gulag sollevano la testa, anche se
oggi sono in numero ridotto e non godono più
della solidarietà degli ambienti progressisti.
Questa volta però la polizia li ha anticipati.
Dobbiamo ora aspettarci, da parte di questi prigionieri
politici, i soliti proclami stalinisti contro
il capitalismo, redatti in quel tenebroso e incomprensibile
gergo da pianeta delle scimmie di cui avevamo perso
quasi il ricordo.
Nessuno mi toglie dalla testa che sia stata in buona
parte la comprensione dimostrata dallItalia
verso i combattenti armati per il comunismo delle
Brigate Rosse e consimili ad alimentare questi sbocchi
tardivi sulla via della lotta armata al padrone
e ai suoi servi. La vita non è facile
per questi tardivi epigoni del terrorismo rosso,
ma lidea che domani, se tutto dovesse andar
male, essi potranno rientrare allovile, dopo
unaudace esperienza rivoluzionaria, e chissà
forse anche ottenere un impiego pubblico, una volta
che avranno pagato una frazione del debito,
come è avvenuto per tanti di loro, deve certamente
incoraggiarli.
Anche Bertinotti si batte contro il capitalismo
per lavvento del comunismo. Si batte, democraticamente,
in parlamento, impeccabilmente vestito, protervo
ma con il verbo ingentilito dallerre moscia
che gli conferisce uno stile aristocratico allAgnelli.
Speriamo solo che il comunismo per la cui rifondazione
egli si batte non sia lo stesso, da Corea del Nord,
per il quale si battono, con vere armi da fuoco,
i sanguinosi burocrati della morte delle Brigate
Rosse che non hanno mai smesso di timbrare il cartellino.
Claudio Antonelli (Canada)