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Fondato, Edito e Diretto in Santo Domingo da Giovanni GARIBALDI - 1997 -

Rai International: gruppi di preghiera
Credo in Piero Badaloni, signore di Rai International, figliuolo di Prodi. Patì sotto Berlusconi, ma poi è risorto ed è salito a Saxa Rubra. Sia adorato e glorificato. Credo nel suo palinsesto. Amen
di Luigi Todini

23.02.07 - Credo quia absurdum, proclamava San Tertulliano, io credo perché assurdo.

Questa è Fede vera, signori miei, quella che sposta le montagne, quella che non si lascia fuorviare da fatti contingenti.

Molta ne ha la neonata setta badaloniana. In questi giorni ben due sono state le professioni di fede cieca ed assoluta.

La prima da parte da personaggi italo-americani, costituitisi in gruppo di preghiera, che “fanno cerchio attorno alla figura del neo direttore”. Si autoproclamano “gli Italiani d’America”.

Hanno certezze assolute: A pochissimi giorni dal varo della nuova linea editoriale della rete internazionale si delinea una televisione “nuova” per casa Italia che sappia coniugare linguaggi e prodotto con lo stile italiano, attenta ai sogni ed ai bisogni delle comunità, che parta dal basso e sia capace di accogliere le istanze diffuse dei territori per l’internazionalizzazione del made in Italy, una televisione viva, competitiva e capace di raccontare la “verità”.

Assegno in bianco. Badaloni non ha ancora quasi cominciato a lavorare e costoro già sono sicurissimi di un risultato meraviglioso e, se vogliamo, anche un po’ poetico: ah, quella Rai International “attenta ai sogni”!

La seconda professione di fede viene dall’Eco d’Italia, un periodico che si stampa in Uruguay.

Stesso stile. Stessa certezza assoluta. Stessa poesia: ah, quella Rai International “disposta a coccolare di più le nostre comunità.

Non siamo maliziosi e non peniamo che si tratti di due marchette a richiesta. Però qualcosa non ci quadra. Riceviamo centinaia e centinaia di e-mail di protesta per la ventilata chiusura di alcuni programmi, primo fra tutti il popolarissimo Sportello Italia. Naturalmente siamo pronti ad esibirle, ma riteniamo che molte stiano arrivando anche alla Rai.

Tante arrivano dai quartieri popolari di New York dove vivono grandi comunità italiane, il Queens, Brooklin. Arrivano da Boston, da Chicago, da San Francisco… Che siamo meno “Italiani d’America di alcuni personaggi italo-americani d’elite (alcuni interessati al settore della comunicazione) che probabilmente Rai International non la vedono mai anche perché alcuni di loro hanno difficoltà a comprendere l’italiano?

Non poche le e-mail che abbiamo ricevuto anche dall’Uruguay.

Però, no, non pensiamo che le due professioni di fede citate siano un lavoretto su commissione.

La fede è senz’altro spontanea e sincera. Se poi il direttore de L’Eco d’Italia di Montevideo è Stefano Casini, che è anche un noto dipendente di Rai International in Uruguay, beh, che c’entra? Sempre a pensare male, voi lettori, eh?