Rai
International: gruppi di preghiera
Credo
in Piero Badaloni, signore di Rai International,
figliuolo di Prodi. Patì sotto Berlusconi,
ma
poi è risorto ed è salito a
Saxa Rubra. Sia adorato e glorificato. Credo
nel suo palinsesto. Amen
di Luigi Todini
23.02.07
- Credo quia absurdum, proclamava San Tertulliano,
io credo perché assurdo.
Questa
è Fede vera, signori miei, quella che
sposta le montagne, quella che non si lascia
fuorviare da fatti contingenti.
Molta
ne ha la neonata setta badaloniana. In questi
giorni ben due sono state le professioni di
fede cieca ed assoluta.
La
prima da parte da personaggi italo-americani,
costituitisi in gruppo di preghiera, che fanno
cerchio attorno alla figura del neo direttore.
Si autoproclamano gli Italiani dAmerica.
Hanno
certezze assolute: A pochissimi giorni dal
varo della nuova linea editoriale della rete
internazionale si delinea una televisione
nuova per casa Italia che sappia
coniugare linguaggi e prodotto con lo stile
italiano, attenta ai sogni ed ai bisogni delle
comunità, che parta dal basso e sia
capace di accogliere le istanze diffuse dei
territori per linternazionalizzazione
del made in Italy, una televisione viva, competitiva
e capace di raccontare la verità.
Assegno
in bianco. Badaloni non ha ancora quasi cominciato
a lavorare e costoro già sono sicurissimi
di un risultato meraviglioso e, se vogliamo,
anche un po poetico: ah, quella Rai
International attenta ai sogni!
La
seconda professione di fede viene dallEco
dItalia, un periodico che si stampa
in Uruguay.
Stesso
stile. Stessa certezza assoluta. Stessa poesia:
ah, quella Rai International disposta
a coccolare di più le nostre comunità.
Non
siamo maliziosi e non peniamo che si tratti
di due marchette a richiesta. Però
qualcosa non ci quadra. Riceviamo centinaia
e centinaia di e-mail di protesta per la ventilata
chiusura di alcuni programmi, primo fra tutti
il popolarissimo Sportello Italia. Naturalmente
siamo pronti ad esibirle, ma riteniamo che
molte stiano arrivando anche alla Rai.
Tante
arrivano dai quartieri popolari di New York
dove vivono grandi comunità italiane,
il Queens, Brooklin. Arrivano da Boston, da
Chicago, da San Francisco
Che siamo
meno Italiani dAmerica di alcuni
personaggi italo-americani delite (alcuni
interessati al settore della comunicazione)
che probabilmente Rai International non la
vedono mai anche perché alcuni di loro
hanno difficoltà a comprendere litaliano?
Non
poche le e-mail che abbiamo ricevuto anche
dallUruguay.
Però,
no, non pensiamo che le due professioni di
fede citate siano un lavoretto su commissione.
La
fede è senzaltro spontanea e
sincera. Se poi il direttore de LEco
dItalia di Montevideo è Stefano
Casini, che è anche un noto dipendente
di Rai International in Uruguay, beh, che
centra? Sempre a pensare male, voi lettori,
eh?